10 personaggi Marvel ispirati ai mostri degli horror classici di Hollywood

Come i film e i mostri horror hanno influenzato l'immaginario superoistico Marvel.

Ben prima del Marvel Cinematic Universe ci fu un altro franchise che diede vita a un universo narrativo condiviso, entro cui personaggi appartenenti a opere letterarie/filmiche separate incrociavano le proprie storie. Si tratta di quello dei mostri classici degli horror Universal, in cui personaggi come Dracula, l’uomo lupo e la creatura di Frankenstein si scontrano o alleano in pellicole corali come Frankenstein contro l’uomo lupo (Neill, 1943), dopo esser stati presentati ciascuno nel proprio film.

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Già pionieri dei team-up e del brand crossing, le strategie narrative e di marketing dei mostri del cinema horror hollywoodiano, furono fonte di ispirazione quasi arcana per quelle del nascente universo supereroistico. A dire il vero molti personaggi Marvel condividono anche un’estetica o delle origini, che si rifanno in maniera più ampia al cinema horror in generale.

Scopriamo le relazioni fra alcuni dei supereroi e supercattivi più famosi del mondo Marvel con i mostri del cinema hollywoodiano.

1. L’incredibile Hulk è uno dei personaggi Marvel ispirati ai mostri horror dei classici di Hollywood

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Il dottor Bruce Banner, a ben guardare, è un amalgama fra due pilastri del cinema e della letteratura gotica: il dottor Jekyll/Mister Hyde e la creatura di Frankenstein.

Soprattutto nei primi fumetti lo sdoppiamento di identità fra Banner e Hulk, con tanto di perdita dei ricordi del primo, era palese e rimandava alla dinamica fra Jekyll e Hyde, come descritta nel romanzo di Stevenson e nel film Il dottor Jekyll (Mamoulian, 1931). La testa quadrata e il colore della pelle, originariamente grigiastra, poi verde, invece, erano un riferimento al trucco elaborato da Jack Pierce per Boris Karloff nel classico Frankenstein (Whale, 1931).

Hulk dunque è icona che riassume in sé tutta l’ambiguità dell’immagine filmica del doppio e del reietto, intesi come figure fondative di un immaginario culturale che ha prosperato all’ombra di quello solare dell’american dream, fino ai giorni nostri.

Peccato che raramente tali aspetti del personaggio emergano nei cinecomic in cui appare. L’unico film che ha rielaborato, fuori dagli schemi del patetismo del mostro incompreso, l’idea del doppio, legandola a una riflessione estetica sulla digitalizzazione del corpo attoriale è stato Ang Lee, con il suo Hulk (2003). Ultimamente invece il Golia verde è apparso come ipercorpo digitale (non muta più, in quanto fissato nella forma Smart Hulk), svuotato di tensioni simboliche e ridotto a macchietta paternalista (!), nella serie She-Hulk (AA. VV., 2022).

2. Spider-Man: l’avreste mai detto che questo personaggio Marvel è ispirato ai film di Hollywood?

Peter Parker, Spider-Man, all’apparenza è un classico all american hero (addirittura indossa i colori della bandiera), che rappresenta la possibilità per chiunque, anche per il più disperato dei nerd, di raggiungere il successo, grazie allo spirito di iniziativa e a un background di valori morali e famigliari, condensato nel motto «da grandi poteri derivano grandi responsabilità». D’altronde l’origine di questi grandi poteri rimanda a un mondo ben più oscuro e inquietante. L’ incidente che porta Peter a divenire un uomo-ragno è, infatti, molto simile a quello che porta André Delambre a diventare una mosca umana o un uomo-mosca, nella pellicola L’esperimento del dottor K (Neumann, 1958). Sebbene il primo presenti il morso di un ragno, divenuto radioattivo a causa di esperimenti di laboratorio, mentre il secondo coinvolga un futuristico congegno per il teletrasporto e una mosca, alla fine si tratta sempre dell’incontro/scontro fra due paradigmi culturali specifici, quello dell’animalità e quello tecnologico, che producono una nuova soggettività mostruosa. È solo il caso a volere il corpo di Delambre bloccato in un divenire animale, che va verso il mostruoso e quello di Peter, invece, in un processo di divenire superomistico. In alcune saghe moderne, tra l’altro, la buona sorte di Peter viene temporaneamente capovolta e Spidey diventa una sorta di Man-Spider con quattro braccia.

Al cinema, l’unico autore che ha compreso questa natura inquietante del personaggio è stato Sam Raimi. Con la sua trilogia su Spider-Man, l’autore de La casa (1981) ha posto l’accento proprio sulla mutazione genetica (le ragnatele sparate direttamente dai polsi senza ausilio di web shooter), regalandoci una scena della trasformazione di Peter prettamente horror, con tanto di citazione di …e tu vivrai nel terrore – L’aldilà (Fulci, 1981).

3. La Cosa e la Donna invisibile

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Ben Grimm, la Cosa de I Fantastici Quattro, già dal nome rimanda al mostro di La cosa da un altro mondo (Niby e Hawks, 1951). Per esempio, l’aspetto sproporzionato della testa del personaggio è debitrice dell’immagine del mostro interpretato da James Arness. Ma le similitudini si fermano qui. la Cosa del film di Niby e Hawks presenta infatti una natura aliena di ibrido umano/vegetale, mentre il corpo di pietra del buon Ben rimanda a quello di un golem.

Nei tutt’altro che memorabili film sui F4 di Tim Story, I Fantastici 4 (2005) e I Fantastici 4 e Silver Surfer (2007), così come nell’altrettanto inconcludente reboot di Josh Trunk, Fantastic Four – I Fantastici Quattro (2015), gli interpreti de la Cosa, Michael Chiklis e Jamie Bell, vanno col pilota automatico e offrono il solito ritratto del mostro buono, roccioso fuori (in tutti i sensi) ma soffice dentro.

La Donna invisibile, Sue Storm, invece è apertamente ispirata al classico Universal, L’uomo invisibile (Whale, 1933), interpretato da Claude Rains. Anche in questo caso le similitudini sono solo formali e dello scienziato folle, ideato da H. G. Wells, non rimane neanche l’ombra, appunto!

4. Dottor Destino è uno dei personaggi Marvel ispirati ai mostri horror dei classici di Hollywood

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Rimanendo sempre in tema Fantastici Quattro, Victor Von Doom, il Dottor Destino, è un concentrato di mostruosità cinefila. Genio sfregiato da un incidente, come Erik/ Lon Chaney ne Il fantasma dell’Opera (Julian, 1925), il Dottor Von Doom non si limita a indossare una maschera e a nascondersi nel sottosuolo, ma si costruisce un’armatura intera, che lo rende simile a un incrocio fra il robot Gort di Ultimatum alla Terra (Wise, 1951) e la Maria ginoide di Metropolis (Lang, 1927). Esattamente come Erik anche Victor (nome che condivide con il barone Frankenstein letterario) è un esperto delle arti magiche. Diventato dittatore del fittizio stato europeo di Latveria, finisce per incarnare l’oltreuomo deviato, in cui l’incrocio fra tecnologia e magia, ovvero fra pensiero scientifico moderno e credenze culturali medievali, appare una metafora fumettistica dell’orrore reale del nazismo.

A proposito di nazismo, va ricordato marginalmente, in questa rassegna, anche il comandante del Reich, Teschio Rosso. Il volto del nemico per eccellenza di Captain America, sia nei comics che nell’attuale MCU, è praticamente una pedissequa riproduzione del volto del fantasma dell’Opera, così come lo descrive nel suo romanzo Gaston Leroux, ispirato a sua volta dalla Morte Rossa di Poe.

5. Venom

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l Sony’s Spider-Man Universe si sta costituendo attorno ai villain di Spider-Man, più che altro per questioni legate ai diritti di sfruttamento cinematografico del personaggio, il quale, pur appartenendo a Sony, è al momento parte del MCU. I cattivi scelti, per ora, sono stati due veri e propri mostri: Venom (Fleischer, 2018) e Morbius (Espinosa, 2022).

Venom è principalmente una creatura ibrida: il corpo del giornalista Eddie Brock ospita il simbionte alieno col quale si fonde, per diventare una creatura a metà strada fra uno xenomorfo e un blob.

Insomma il personaggio di Venom ha in sé la mostruosità predatoria degli alieni di Alien (Scott, 1979) e l’orrore informe di The Blob – Fluido mortale (Yeworth jr., 1958). Questi rimandi nei fumetti sono palesi, tanto che durante i primi anni novanta, una delle miniserie dedicate al villain, diventato nel frattempo antieroe (il protettore letale!), fu affidata a Kelley Jones. Il disegnatore dal tratto orrifico-espressionista, che aveva appena terminato un lavoro per Dark Horse proprio su Alien: The Hive. contribuirà ad avvicinare ancora di più l’iconografia di Venom a quella degli xenomorfi, in maniera irreversibile.

Purtroppo i recenti film Sony non hanno puntato su questo aspetto del personaggio e per avere una rappresentazione filmica, degna di nota, della mostruosità orrifica di Venom, dobbiamo rivolgerci ancora una volta a Sam Raimi e al suo Spider-Man 3 (2007).

6. Morbius

Morbius, il vampiro vivente, è un antieroe/avversario di Spider-Man, che ha le sue radici nel mito del vampirismo. Sebbene quest’ultimo venga riproposto in chiave fantascientifica, i richiami dell’iconografia di Morbius a Nosferatu e Dracula, sono evidenti nel pallore della pelle, nelle sembianze ferine e nel vestiario.

Il personaggio fu creato negli anni settanta, periodo in cui la Marvel puntava molto su eroi dalla lore tipicamente horror/gotica, con testate come Tomb of Dracula e Werewolf by Night.

7. Licantropus

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La serie Werewolf by Night, in Italia Licantropus, è stata oggetto di una recente trasposizione, per il primo speciale televisivo Marvel, diretto da Michael Giacchino e uscito su Disney Plus, nei giorni precedenti Halloween 2022. Il film racconta la storia di Jack Russel, uomo lupo per maledizione ereditaria, utilizzando scenografie in studio, un bianco e nero espressionista e un trucco prostetitco, che rimandano a L’uomo lupo (Waggner, 1941). Questo film Tv segna così l’ingresso del sottobosco di eroi horror/dark nel MCU, all’insegna della nostalgia per l’universo dei classici horror Universal.

8. Man-Thing

Man Thing è un’altro mostro presente in Licantropus. Il personaggio fu creato nel maggio del 1971, un mese prima del più noto Swamp Thing della Dc, con il quale condivide la natura di ex scienziato (Teddy Sallis) trasformato in uomo-pianta. La corporeità ibrida dell’eroe è, ancora una volta, un richiamo a La cosa da un altro mondo, oltre che alla Creature from the Black Lagoon (Arnold, 1954).

Cosiderato un personaggio secondario, ha avuto tuttavia un adattamento direct-to-video già nel 2005, Man-Thing – La natura del terrore di Hans Rodionoff. Qui Man-Thing, mosso da motivazioni ecologiste e desiderio di vendetta, diventa un mostro slasher a tutti gli effetti. Come un Jason Voorhees qualsiasi, Sallis si mette a squartare adolescenti intenti a copulare, mentre le potenziali implicazioni estetiche sull’ibridazione organico/vegetale rimangono inespresse.

9. Blade

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Apparso per la prima volta sulle pagine della serie Tomb of Dracula nel 1973, Eric Brooks, Blade è un cacciatore di vampiri afroamericano, per metà vampiro e per metà umano. Il personaggio è una fusione di due generi di exploitation cinematografica, la blaxploitation e l’horror gotico.

Soprattutto nelle prime storie, il “diurno” si muoveva in scenari fatti di cimiteri e castelli abbandonati, in compagnia del figlio di Jonathan Harker, uno dei protagonisti del Dracula letterario e scontrandosi con il conte vampiro in persona. Per molti versi Blade è la risposta Marvel a Blacula (Crain, 1972).

Negli anni novanta il personaggio venne riletto in chiave urbana, divenne un duro, vestito di pelle nera come lo Schwarzenegger di Terminator 2 – Il giorno del giudizio (Cameron, 1991) e si munì di katana ammazzavampiri. Da questa versione trasse spunto Stephen Norrington per adattare il personaggio al grande schermo con il film Blade. La pellicola del 1998 inserisce l’immaginario vampirico in quell’estetica action/cyber/dark, che avrebbe trovato il suo apice nel Matrix delle Wachowski, l’anno successivo. Inoltre Norrington, pur non rinnegando le origini mistiche del vampirismo, si concentra sulla sua qualità di mutazione genetica. Si allontana così dal cascame gotico e inserisce Blade fra quei film del periodo, che riflettono su come il tardocapitalismo utilizza la tecnologia per costringere l’essere umano entro processi di sfruttamento e consumo, che ne minano lo statuto ontologico.

Il sequel di Del Toro, Blade 2 (2002), riesce nell’impresa impossibile di conciliare un approfondimento di questi aspetti contenutistici con un action puro, dal ritmo serrato e dalle coreografie spettacolari. Nonostante il capitolo finale della trilogia Blade – Trinity (Goyer, 2004) sia stato un flop, pare che la Marvel abbia programmato il rilancio filmico del personaggio nella fase 5 del MCU.

10. Ghost Rider

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Johnny Blaze, Ghost Rider, è l’emblema del supereroe horror Marvel. Un motociclista vestito di pelle, con un teschio infuocato al posto della testa, che, a seguito di un faustiano patto con Mefistofele, sfreccia per le strade a caccia di peccatori. Anch’esso nato negli anni settanta, Ghost è tendenzialmente una versione moderna del cavaliere senza testa de La leggenda della valle addormentata (1820) di Washington Irving, cui è stata aggiunta la testa di uno scheletro, molto simile a quelli animati da Harryhausen in Gli Argonauti (Chaffey, 1963) e ne Il 7° viaggio di Simbad (Juran, 1958).

I film con Nicholas Cage, Ghost Rider (Johnson, 2007) e Ghost Rider – Spirito di vendetta (Neveldine e Taylor, 2012), sono particolarmente brutti, ma pagano il dovuto omaggio a Harryhausen, nell’attribuire un’impossibile espressività facciale al teschio di Ghost.

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