La Casa di Carta: 10 cose che non sai sulla celebre serie TV Netflix

Indicato soprattutto per gli inguaribili nostalgici delle maschere di Dalì.

Sono passati poco più di sei mesi (era il 3 dicembre 2021) dall’uscita della seconda parte della quinta stagione della Casa di carta, fenomeno televisivo portato in tutto il mondo da Netflix. Chi fosse in crisi di astinenza e sentisse un profonda mancanza di piani geniali, adrenalina e colpi di scena sconvolgenti può accendere Netflix e cullarsi con la Casa di carta: Corea, il remake coreano della celebre serie spagnola. In alternativa, può scorrere questi 10 punti per scoprire le più curiose curiosità legate alla Casa di Carta.

1. Un flop in casa

La Casa di Carta 5 - Cinematographe.it

A proposito di colpi di scena, cominciamo proprio da una curiosità sicuramente inattesa: in Spagna la Casa di Carta non l’ha vista nessuno. O, meglio, all’inizio non l’ha vista nessuno. Pensata come una serie unica, è stata trasmessa sulla rete spagnola Antena 3 ma, dopo un buon esordio, ha via via perso il proprio pubblico tanto da essere cancellata dal canale. Netflix l’ha ripescata e il resto è storia.

2. Un lavoro maniacale

A quanto pare esistono ben 52 versioni del pilot della Casa di Carta. Il creatore della serie Alex Pina, per presentare ad Antena 3 un prodotto perfetto, è infatti tornato in post-produzione decine di volte. Col senno di poi si può dire che sia stata una scelta vincente.

3. Il tic del Professore

Cinematographe.it, La Casa di Carta - Parte 3

Chi non ha amato il Professore? Così sensibile, così geniale. Ricordiamo tutti il suo tic, quel portarsi le dita sul ponte degli occhiali in maniera nervosa, no? Alvaro Morte, l’interprete del Professore, ha rivelato che non si è trattato di un gesto voluto, ma di un tic reale. L’attore infatti non porta gli occhiali nella vita reale ed è per questo che durante le riprese li ha toccati più volte, incapace di abituarsi a tenerli addosso.

4. Tokyo e la curiosa somiglianza con Natalie Portman

Il personaggio di Tokyo vi ricorda qualcuno? Se avete pensato al film Léon, allora avete fatto centro. Il look di Tokyo (dal caschetto al nastro della collana) è infatti ispirato a quello di Mathilda, la protagonista del film di Luc Besson, interpretata da Natalie Portman. Se non ci credete, guardate la foto.

5. Tratto da una storia vera

La casa di carta 5_Cinematographe.it

Nessuno lo ha mai confermato (né mai smentito), ma la storia raccontata dalla Casa di Carta ricorda molto da vicino un furto avvenuto in Argentina nel 2006. Sei ladri, guidati da un insegnante di arti marziali soprannominato ‘El Maestro’ (!), sono riusciti a rubare quindici milioni di dollari da una banca, sfuggendo ai numerosi agenti intervenuti. Per citare l’indimenticabile insegnante colpito da una puntina di Flash ne Gli Incredibili, “coincidenze? Io dico di no!”.

6. Tratto da una storia inventata

La casa di carta, Cinematographe.it

Se qualche dubbio sull’originalità della storia raccontata dalla Casa di Carta può venire, di dubbi sul fatto che abbia ispirato delle vere rapine invece non ce ne sono. Per esempio, nel 2018 due marocchini sono stati arrestati per aver rubato migliaia di dollari da un hotel indossando delle maschere di Dalì. Ancor più clamorosa è la storia proveniente dal Brasile dove dei rapinatori sono riusciti a fuggire da una banca usando come diversivo l’esplosione di banconote in strada, proprio come succede nella Casa di Carta. Ci sono stati molti arresti, ma solo di persone che hanno raccolto le banconote trovate per strada. I veri rapinatori, invece, non sono stati più trovati.

7. Breaking Bad in salsa spagnola

La Casa di Carta - Cinematographe.it

Nelle idee originali tutti i membri della banda protagonista della Casa di Carta dovevano essere malati terminali, proprio come il Walter White di breakingbadiana memoria. Questo aspetto avrebbe giustificato il loro comportamento, rendendoli pronti a tutto proprio perché destinati a morire. Alla fine l’idea è stata abbandonata: solo il personaggio di Berlino ha mantenuto questa caratteristica. A proposito di Berlino, la malattia che lo colpisce – la miopatia di Helmer – non è realmente esistente.

8. Massima segretezza

Nessuno degli attori protagonisti della Casa di Carta ha conosciuto il destino del proprio personaggio fino al momento in cui esso non si è compiuto. Sul set infatti vigeva la massima segretezza. Le sceneggiature, divise per episodio, venivano consegnate agli attori solo poco prima di iniziare le riprese di una determinata scena. Riprese che seguivano l’ordine degli episodi proprio per evitare che trapelassero dettagli spoilerosi.

9. Tanta Italia nella Casa di Carta

La Casa di Carta - Cinematographe.it

Che bello quando hanno annunciato l’ingresso nella banda di un nuovo membro chiamato Palermo! Finalmente un po’ d’Italia nel variegato calderone di nomi di città scelti per i personaggi della serie. O forse no? No, purtroppo no. Il nome Palermo non è riferito alla città siciliana, ma a quella omonima di Buenos Aires.

10. La Casa di Carta: un successo senza fine

La casa di carta: Corea

Sebbene sia terminata, l’eco profonda della Casa di Carta non accenna a diminuire. Abbiamo già parlato del remake coreano da poco su Netflix. Non è tuttavia l’unico progetto collaterale rispetto alla serie-madre. Pochi mesi fa il gigante dello streaming ha infatti annunciato che nel 2023 debutterà sulla piattaforma uno spin-off dedicato al personaggio di Berlino (sempre interpretato da Pedro Alonso). E, sinceramente, non vediamo l’ora di vederlo.

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