François terrorizzato dallo spreco di energia elettrica

François Gautier è un uomo adulto, responsabile, lavoratore, attento all’ambiente, che rifiuta gli sprechi e disprezza gli acquisti superflui e inutili; un uomo quasi perfetto quindi… o un tirchio quasi perfetto?!

Un tirchio quasi perfetto: Dany Boon interpreta un ambientalista fervente o un irrimediabile spilorcio?

L’avarizia di portafoglio e, di conseguenza, di cuore che affligge il protagonista del nuovo film di Fred Cavayé (interpretato da un bravo Dany Boon, incarnazione della moderna comicità francese e regista e interprete del fortunato Giù al Nord, 2007) è quasi patologica: François si lava con l’acqua fredda, utilizza solo luce naturale o quella dei lampioni vicino casa, non ha la macchina e non prende l’autobus perché caro, si nutre di alimenti scaduti, indossa un unico completo e non cambia arredamento dalla morte dei suoi genitori.

Figurarsi invitare a cena una donna o dover mantenere un figlio! Ma sono esattamente queste le situazioni che si trova a dover affrontare in questa commedia frizzante e divertente: in un solo giorno François conosce e si innamora di una nuova collega, Valérie (Laurence Arné) e scopre di avere una figlia già grande (nata a causa di un profilattico scaduto nell’aprile del 1964!) che desidera conoscerlo (una brava Noémie Schmidt).

François alla cassa conta il centesimo

Dany Boon non delude con un’interpretazione odiosamente irresistibile

Come riuscire a stabilire rapporti duraturi e positivi e, nello stesso tempo, celare il terribile difetto che affligge il protagonista sono gli obiettivi che il regista francese si pone, senza dimenticare lo scopo principale del cinema: intrattenere il pubblico (a suon di risate!).

Ma l’intento non è pienamente soddisfatto: Cavayé punta tutto sulla grande capacità comunicativa di Boon (che appare sì odiosamente spilorcio ma riesce a far comprendere anche la tristezza interiore del personaggio, dettata da una vita di rinunce verso se stesso in primis) e sull’attenzione a ruoli secondari che rafforzano la caratterizzazione di François e sono forse l’elemento più forte della pellicola (il vicino di casa Cédric, interpretato da un azzeccato Patrick Ridremont, con  sei figli a carico e appena lasciato dalla moglie e il bancario di fiducia che svolge anche il ruolo di psicoterapeuta!) ma sbaglia nel declinare la commedia verso una drammaticità della storia decisamente fuori luogo e che arriva troppo ma troppo tardi, destabilizzando l’intera struttura del film.

François con la figlia Laura

Con Un tirchio quasi perfetto Cavayé si confronta con la commedia ma scade in una drammaticità inutile e scadente

Era inevitabile una presa di coscienza da parte del protagonista della propria situazione e, se vogliamo, una sua evoluzione ma il motivo scatenante è assolutamente estremo e così lontano dall’imposizione originale della pellicola da risultare forzato e assolutamente non necessario.

Arriva un momento nella vita in cui non rimane altra soluzione che pagare afferma l’amico e consulente di investimenti a un François imbarazzato e senza via d’uscita: non ci si può nascondere per tutta la vita, prima o poi bisogna fare i conti con se stessi, questa è la morale, se vogliamo, di Un tirchio quasi perfetto.

Nonostante una parte finale scontata e melensa, il film di Cavayé è un buon prodotto d’intrattenimento che permette di ridere (o sorridere amaramente per quelli del pubblico affetti dallo stesso difetto del nostro François!) e passare una bella serata al modico prezzo di un biglietto del cinema…un motivo in più per non perdere questa spiritosa e tipica commedia francese!

Un tirchio quasi perfetto è in uscita nelle sale da giovedì 16 Marzo, distribuito da Bim Distribuzione.

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