TFF34 – Ilegitim: recensione del controverso film di Adrian Sitaru

Ilegitim  è un film del rumeno Adrian Sitaru del 2016 che, dopo la presentazione al Festival internazionale del cinema di Berlino e la conquista del Golden Duke all’Odessa International Film Festival, è stato inserito nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival 34. I protagonisti della pellicola sono Adrian Titieni (già visto recentemente in Un padre, una figlia), Alina Grigore, Robi Urs, Bogdan Albulescu e Cristina Olteanu.
Ilegitim

Sasha (Alina Grigore), Romeo (Robi Urs), Cosma (Bogdan Albulescu) e Gilda (Cristina Olteanu) sono i quattro figli di Victor Anghelescu (Adrian Titieni), con il quale si ritrovano per una tranquilla cena di famiglia. I figli hanno da poco scoperto che, durante il regime di Ceaușescu, Victor ha impedito a molte donne di abortire, sia per motivi legali che per le sue personali convinzioni morali e religiose. La notizia sconvolge completamente l’equilibrio nucleo familiare, con i figli che provano rabbia e sdegno per le scelte del padre, mentre quest’ultimo è tuttora convinto e orgoglioso delle proprie azioni. Volano parole grosse e insulti e si arriva quasi alle mani.

La famiglia cela però un altro segreto, ancora più sconvolgente: i gemelli Sasha e Romeo stanno portando avanti da tempo una clandestina relazione incestuosa. Fra segreti, scomode verità e inevitabili conseguenze, i componenti del nucleo familiare saranno costretti a rivalutare i propri principi e le proprie convinzioni.

Ilegitim: un film fatto con pochi soldi ma tanto coraggio

Ilegitim

Ilegitim è un film fatto con pochi, pochissimi soldi (si parla di un budget di poco superiore ai 50.000 euro), ma con tanto coraggio. Nonostante i progressi in tema di diritti sociali e la lenta ma inesorabile apertura mentale della popolazione umana, ancora oggi è difficile parlare apertamente di temi scottanti come l’aborto e l’incesto, che in questo caso vengono addirittura trattati nella stessa pellicola.

Adrian Sitaru non vuole però né sconvolgere né suggerire un’unica e incontrastabile posizione su questi temi controversi, ma cerca con grande tatto di mostrare sinceramente e senza alcun pregiudizio diverse posizioni a tal proposito, affidate ai membri di una famiglia apparentemente normale, ma in realtà tormentata da più di uno scheletro nell’armadio.

La forza di Ilegitim risiede soprattutto nel fare passare il dibattito su aborto e incesto da una dimensione astratta e puramente teorica a un piano puramente reale, costringendo così i vari elementi del nucleo familiare a vivere sulla propria pelle le situazioni che in precedenza avevano portato a un duro dibattito.

La sceneggiatura dello stesso Sitaru e della protagonista Alina Grigore si dimostra solida ed efficace, riuscendo nell’intento di rendere ogni personaggio credibile e coerente con le proprie convinzioni nonostante il ribaltamento della loro prospettiva, cadendo solo in qualche banalità di troppo a livello di dialoghi.

Ilegitim ci mostra come anche le più salde convinzioni possano essere messe in discussione dall’esperienza diretta

Adrian Sitaru sfrutta abilmente l’esiguo budget a disposizione, affiancando attori poco più che debuttanti ad altri di profilo ben più alto, come l’ottimo Adrian Titieni, che, nonostante il limitato minutaggio e le discutibili posizioni del suo personaggio, si rivela non a caso il miglior interprete della pellicola.

La scelta da parte del regista di fare rimanere nel personaggio i vari attori per 24 ore su 24 nel corso delle due settimane di riprese ha così dato i suoi frutti, permettendo anche agli interpreti meno espressivi di dare il proprio meglio.

A smorzare parzialmente la riuscita del film è un finale che, pur chiudendo in maniera coerente l’arco narrativo della vicenda, appare decisamente affrettato e fiaccato da un monologo eccessivamente retorico. Ma è solo una piccola pecca all’interno di una pellicola che raggiunge ampiamente i propri non facili obiettivi.Ilegitim

Spesso ci ritroviamo a sparare sentenze e ad emettere giudizi su argomenti ed esperienze che non abbiamo mai realmente vissuto sulla nostra pelle. Ilegitim ci sbatte in faccia tutta la superficialità di questo modo di fare, mostrandoci come vivere determinate vicissitudini in prima persona possa far barcollare anche i nostri più saldi convincimenti.

Un film delicato ma deciso, che dimostra una volta di più come sia possibile sopperire alla mancanza di denaro con progetti seri e arditi.

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 3.5
Recitazione - 3
Sonoro - 3.5
Emozione - 4

3.5