Morto Stalin, se ne fa un altro

Morto Stalin, se ne fa un altro, una travolgente commedia nera diretta da Armando Iannucci che sarà in concorso al 35° Torino Film Festival (qui il programma). La satira sul potere e il totalitarismo è il fulcro del film liberamente ispirato alla graphic novel La morte di Stalin di Fabien Nury e Thierry Robins, edita in Italia da Mondadori, il film di Iannucci si avvale di un cast internazionale: Steve Buscemi, Michael Palin, Jeffrey Tambor, Jason Isaacs, Simon Russel Beale e Olga Kurylenko.

È la notte del 2 marzo 1953: Joseph Stalin, l’uomo che governò l’Unione Sovietica per 33 anni, ebbe un ictus. Cominciò così una lotta spietata per la successione dei suoi sottoposti: due giorni di zuffa per il potere, in cui uomini adulti furono accecati dalla follia, dall’egoismo e dalla disumanità.

Il compito di raccontare, in chiave satirica e noir, quegli accadimenti è stato affidato, dai produttori francesi Yann Zenou e Laurent Zeitoun (che hanno acquistato i diritti della graphic novel), allo scrittore-regista Armando Iannucci, che ha già al suo attivo la serie TV The Thic of It, il film In the Loop (che sviscera i meccanismi dietro alla politica britannica) e la premiata serie TV Veep – Vicepresidente incompetente, satira sulla politica americana.

Morto Stalin, se ne fa un altro (qui il trailer) è in bilico tra la comicità dell’assurdo del mondo del dittatore e l’indicibile brutalità del regime totalitario di Stalin. La sfida di Iannucci è stata proprio quella di realizzare una tragi-commedia, un film che potesse essere divertente nel contesto in cui è ambientato e mostrare quello che accade al di là dell’universo ristretto della storia.