Preacher – recensione della prima stagione della serie con Dominic Cooper

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Conclusasi la prima stagione di Preacher, serie adattata dall’omonimo fumetto creato da Garth Ennis e Steve Dillon e pubblicato dalla DC/Vertigo tra il 1995 e il 2000, è tempo di tirarne le somme. Iniziata col botto, lo scorso 22 Maggio sul canale AMC, Preacher si è sviluppata in dieci puntate che hanno aperto la strada al vero fulcro della storia del fumetto. Come una sorta di preambolo ha gettato le basi raccontando le fondamenta su cui si poggia la storia e ne ha presentato i personaggi principali.

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Facciamo, quindi, una breve carrellata ricordando la storyline principale che si è avvicendata nella prima stagione di Preacher

Jesse Custer, come ricordiamo dalla nostra analisi del pilot, è tornato nella sua cittadina nativa, Annville, in Texas, per portare avanti la missione iniziata da suo padre prima di morire: guidare la piccola chiesa e portare sulla strada della salvezza la comunità distratta ed avvolta nella sabbia texana. La sua vita priva di stimoli viene completamente capovolta con l’arrivo di Genesis, un’entità nata dall’unione clandestina fra un Angelo e un Demone che prende possesso del suo corpo trasformandolo in un essere umano dai poteri apparentemente illimitati.

Con Jesse troviamo Cassidy, un vampiro decisamente diverso dallo stereotipo del tipico succhiasangue, e Tulip O’Hare, ex fidanzata di Jesse, che torna in città con l’intento di riportare sulla cattiva strada Custer e compiere la vendetta contro l’uomo che ha distrutto il rapporto fra i due

Inizialmente non ancora completamente consapevole del potere che porta dentro di se, si trova intrappolato in un momento di confusione mentale che mette in dubbio la propria fede. I problemi esistenziali vengono poi amplificati dalla questione Eugene, Arseface, un ragazzo che è sopravvissuto ad un suicidio dopo aver ucciso una sua coetanea, e Odin Quinncannon, l’insolente proprietario della Quinncannon Meat & Power, che vuole a tutti i costi sfrattare Jesse dalla sua chiesa e raderla al suolo per poter ampliare i propri affari.

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Iniziando a capire la funzionalità di Genesis, Jesse Custer comincia a comprendere che, nonostante tutto, questo potere inaspettato potrebbe davvero essere una guida ed un miracolo per la sua personale chiesa. Deve però far presto fronte a chi rivuole quel potere indietro. Due agenti inviati dal Paradiso, Deblanc e Fiore, fanno ingresso ad Annville e spiegando a Jesse la reale identità dell’entità che popola il suo corpo, cercano in tutti i modi di dissuaderlo a disfarsene e lasciarlo ai legittimi proprietari. Richiesta che non va in porto e che porta i due stravaganti angeli ad abbandonare la missione.

Può quindi Jesse Custer essere un Dio in terra?

Questa domanda muta in una vera e propria ricerca di Dio che culmina con una videochiamata in chiesa, alla presenza di tutta la comunità. Ma la persona che è apparsa onnipotente è davvero chi dice di essere?

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Genesis – un potere troppo grande per essere controllato da un piccolo uomo?

Il finale di Preacher ha dell’incredibile e se da una parte riesce a chiudere alcuni punti rimasti ancora in sospeso, dall’altra si pone come preambolo ad una seconda stagione che, più della prima, vedrà adattare la storia originale del fumetto di Garth Ennis e Steve Dillon. Sì, perchè questa stagione di Preacher, in fin dei conti, può esser considerata come una sorta di prequel utile a formare il contesto storico della trama principale che sarà sviluppata dalla seconda stagione annunciata.

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Molto curate dal punto di vista stilistico, per regia e fotografia, le dieci puntate di questa stagione non sono però riuscite a mantenersi completamente sullo stesso livello. Una partenza ed un finale caratterizzati da forte adrenalina e cardiopalma hanno dovuto incorniciare una parte centrale non sempre brillante ed alcune volte stiracchiata, quasi incapace di colpire il bersaglio presupposto. Questo a causa di alcuni inutili espedienti di scrittura, come la caratterizzazione poco approfondita di alcuni personaggi di contorno o, ancora, trame secondarie che non hanno portato da nessuna parte.

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Jesse Custer, Cassidy e Tulip – Un trio alla ricerca di Dio

Il cast principale è stato, tuttavia, in grado di metter in secondo piano questi piccoli difetti di scrittura. Dominic Cooper, per iniziare, ha ben messo in scena un personaggio inizialmente ambiguo e dalle varie sfaccettature. Il suo Jesse Custer non è certamente un santo e la presenza di Genesis mette ancora in subbuglio una personalità minata dai dubbi e dalla mancanza di certezze. Ruth Negga, a discapito di chi si è sempre posto in posizione di sfiducia verso il suo personaggio, ne esce completamente promossa. La sua Tulip è altresì un personaggio decisamente particolare: tosto, senza scrupoli all’apparenza, quasi sanguinario, ma che nasconde sotto una dura corazza una malinconica fragilità celata da un triste passato.

Ma il personaggio che esce decisamente vincitore da Preacher è Cassidy

Interpretato da un bravissimo Joseph Gilgun, la sua caratterizzazione è certamente molto vicina a quella del suo gemello su carta. Cassidy è disturbante, eccentrico, sprezzante e irriverente, e può essere considerato, nel senso relativo del termine, come una sorta di coscienza che si scaraventa contro Jesse e Tulip.

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È proprio questo strano trio a formare una squadra incredibile, protagonista degli avvenimenti futuri.
Alti e bassi, pro e contro. Sta di fatto che lo show realizzato da Seth Rogen e dallo showrunner Sam Catlin non è passato inosservato, guadagnandosi meritatamente una seconda stagione che vedrà la luce il prossimo anno. Noi di Cinematographe leggeremo, nell’attesa, il fumetto, preparandoci ai nuovi personaggi che incontreremo. Un primo nome già lo abbiamo e non vediamo l’ora di vederlo contro il trio protagonista: il Santo degli Assassini (Graham McTavish).

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