Il Trono di Spade: svelati retroscena sullo spin-off cancellato, un mix tra Mosè e Ulisse

Lo sceneggiatore Brian Helgeland rivela il motivo per cui HBO non ha voluto procedere con Ten Thousand Ships, lo spin-off de Il Trono di Spade.

È sempre interessante scoprire tutti i retroscena sul franchise fantasy di punta della televisione, anche se si tratta del perché vengono cancellate nuove – e promettenti – serie. In questa occasione è stato Brian Helgeland (LA Confidencial) a commentare cosa è successo all’ennesimo progetto fallito di casa HBO, uno spin-off de Il Trono di Spade (e no, non stiamo parlando di quello su Jon Snow, anch’esso scartato dalla rete).

Intitolata Ten Thousand Ships (o 10.000 Ships), questa era una delle tre serie spin-off il cui sviluppo è stato annunciato all’inizio del 2021, insieme a Nine Voyages (recentemente convertita in anime) e Flea Bottom (cancellata pochi mesi dopo).

Ricordiamo che questa serie sarebbe stata ambientata circa mille anni prima degli eventi de Il Trono di Spade, in cui avremmo seguito la storia di Nymeria – all’ora principessa dei Rhoynar – che, durante la Seconda Guerra delle Spezie (circa 700 anni prima della conquista di Westeros), radunò una flotta gigantesca e prese il mare con la sua gente per evitare il destino dei suoi alleati.

L’esodo di Nymeria

Il Trono di Spade - Cinematographe.it

In una recente intervista con Inverse, Helgeland ha rivelato il motivo per cui HBO non ha voluto continuare con questo progetto e di come aveva presentato la serie come un mix di Mosè, L’Odissea e i film di Sinbad di Ray Harryhausen.

“È stato fantastico, ma penso che abbiano ritenuto che l’era della mia serie fosse troppo lontana dai pilastri dell’originale. Per questo non è stata scelta, ma niente è morto per sempre. La mia sceneggiatura era basata sulla regina Nymeria e su quella piccola nota su di lei che si trovava nell’enciclopedia di Westeros. Fondamentalmente, era la storia di Mosè, ma cambiando il nome in Nymeria. Il loro paese è in rovina e la sua gente è costretta a vivere sull’acqua, motivo per cui la serie si chiama “Diecimila navi”. Alla fine dovrà partire e trovare una nuova casa come gli israeliti che lasciarono l’Egitto. Ha guidato tutte queste persone, cercando di tenere tutti uniti, ma le cose rischiano sempre di andare in mille pezzi mentre viaggiano attraverso una versione immaginaria del Mediterraneo, alla ricerca di una nuova casa in cui stabilirsi.”

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“La sua vita era nomade, viveva su questa enorme città galleggiante. A volte i personaggi scendevano a terra, ma venivano cacciati mentre cercavano una casa, la loro versione della terra promessa. Ho incontrato George RR Martin per presentargli l’idea, che ha approvato. Sfortunatamente non ho potuto lavorare a stretto contatto con lui, ma lo avrei fatto se la serie fosse stata approvata. Era come se i film Sinbad di Ray Harryhausen fossero mescolati con L’Odissea. In un certo senso, Nymeria è Ulisse, ma invece di un equipaggio di 12 persone, è responsabile di ogni cittadino di questa città-stato galleggiante. Il mio lavoro è ancora lì se la HBO vuole riprenderlo. Mi sono divertito a svilupparlo e non si sa mai.”

Per ora, la prossima tappa dell’universo televisivo basato sui romanzi di George R.R. Martin sarà l’attesissima stagione 2 di House of the Dragon, in arrivo questa estate. HBO ha inoltre dato il via libera al prequel Il Cavaliere dei Sette Regni – The Hedge Knight e alla serie su Aegon il Conquistatore.