A Very English Scandal cinematographe

Ci sono tanti motivi per sintonizzarsi il 23 novembre su Fox Crime, quando verrà resa disponibile in chiaro l’ultima miniserie britannica, format BBC, A Very English Scandal, strutturata in tre episodi dalla durata di un’ora. La sua storia (una storia vera), anzitutto, quella di un politico molto potente, Jeremy Thorpe, leader del partito liberale: o dovremmo dire, ex-deputato dai grandi interessi e ambizioni? Thorpe cada in disgrazia quando, come un colpo di sfortuna dato da un karma che non perdona, uno scandalo a sfondo sessuale gli si avventa come un uragano: avrebbe pianificato scrupolosamente l’omicidio del suo ex-amante, Norman Scott, che minaccia di parlare e di rivelarne, così, le inclinazioni omosessuali. Thorpe, il primo politico ad essere processato per omicidio nella storia giuridica britannica, vuole evitare che un supposto scandalo a suo nome divampi nell’Inghilterra bigotta degli anni settanta (ricordiamoci che nel Regno Unito fino al 1967 ogni pratica omosessuale è legalmente proibita), e così pensando ne lascia fiorire un altro dalle istanze gravemente immorali. Ma Thorpe è tutto fuorché innocente. Il dramma si fa, allora, di stampo procedurale, e Jeremy viene obbligatoriamente sottoposto a un durissimo percorso giudiziario che indaga, ovviamente, anche l’etica dell’establishment.

Ecco perché dovremmo guardare la miniserie BBC in arrivo su Fox Crime dal 23 Novembre

A Very English Scandal cinematographePoi c’è il cast, che la BBC riunisce in una sorprendente partecipazione corale di professionisti prima di tutto cinematografici: Hugh Grant, che interpreta Thorpe, presta la sua vastissima gamma interpretativa per un ruolo spregiudicato e attraente, un personaggio carismatico, invischiato in “sesso, bugie e complotti” proprio come nel romanzo/thriller di John Preston a cui la miniserie si ispira. È interessante seguire Grant nel suo abbandono dei panni più recenti, teneramente familiari (Paddington) o mansueti di personaggi buoni a tutto tondo (Florence) per abbracciare un impegno dai toni più ambigui in quello che è un vero e proprio biopic. A calarsi nell’amante giovane e disastrato, spesso prossimo alla depressione e alla povertà, è Ben Whishaw, il talentuosissimo attore che a teatro fu uno splendido Amleto e nel cinema ha lavorato con celebri cineasti (Todd Haynes, Sam Mandes, Terry Gilliam, solo alcuni), mentre tutti lo ricordiamo per l’intenso Jean-Baptiste in Profumo – Storia di un assassino (2006). Tra i titoli più main, segnaliamo il suo Q in Skyfall e Spectre per la saga di Bond, mentre lo vedremo presto sul grande schermo ne Il ritorno di Mary Poppins. E tutt’intorno abbiamo Alex Jenning (The Queen, e in televisione The Crown), Patricia Hodge (Miranda), Jonathan Hyde (Titanic, La mummia, Crimson Peak), David Bamber (Peterloo), Adrian Scarbourough (On Chesil Beach), tutti attori dalle solide radici teatrali con alle spalle anni di lavoro nell’industria britannica.

Chi c’è dietro A Very English Scandal?

A Very English Scandal cinematographeA Very English Scandal vanta principalmente tra i crediti due nomi eloquenti per la scrittura televisiva e la regia cinematografica: Russell T Davies e Stephen Frears. Il primo è il creatore e sceneggiatore delle prime due stagioni di Queer As Folk (1999-2000), la serie inglese dalla quale prenderà vita il più famoso remake statunitense, nonché la principale mente dietro al reboot di Doctor Who negli anni zero (e del suo spin-off, Torchwood). Il secondo, fosse necessario, è il regista di moltissime opere dal successo internazionale come My Beautiful Laundrette (1985), Le relazioni pericolose (1988), tratto dal capolavoro torbido di Choderlos de Laclos, e più recentemente The Queen (2006), che gli valse la nomination agli Oscar, Philomena (2013), Vittoria e Abdul (2017). Il tema monarchico, quindi giuridico, appassiona Frears da sempre, che vede nella trasposizione televisiva l’occasione per affrontare nuovamente, con il suo piglio spesso ironico, le stratificazioni processuali del suo paese oltre che le derive di un’élite arroccata nelle sue posizioni di potere.

Guarda qui il trailer di A very English scandal!

Per gli appassionati del legal drama e del thriller, certo, ma anche in virtù delle sue implicazioni tutte contemporanee (il serial fa poi anche un gran lavoro d’introspezione sui protagonisti), A Very English Scandal, già acclamato dalla critica al suo esordio, si presenta come un appuntamento immancabile.

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