The Repairman, conferenza stampa: la parola ai protagonisti

Si è svolta ieri mattina a Roma, presso la Sala AGIS, la conferenza stampa per la presentazione di The Repairman (scheda film, recensione), primo lungometraggio di Paolo Mitton, in uscita nelle sale cinematografiche il 26 febbraio. All’incontro, che ha seguito la proiezione stampa del film, hanno partecipato parte del cast (oltre al regista, il protagonista Daniele Savoca, Paolo Giangrasso, Alessandro Federico e Fabio Marchisio) e parte degli “addetti ai lavori” tra cui i distributori di Cineama e Slow Cinema

Ad aprire lo scambio con i giornalisti lo stesso Paolo Mitton che parlando della nascita del progetto, ha specificato come sia nato “tra amici” (riferendosi all’amicizia con il co-sceneggiatore Francesco Scarrone), dal desiderio di scrivere una sceneggiatura locale, che coinvolgesse i luoghi “di casa” e soprattutto partendo da un personaggio, unico punto fermo sul quale sviluppare una storia: un vero e proprio incompreso che un po’ li identificava (visto che scrivevano invece di “lavorare”) e che un po’ gli assomigliava. Mitton nasce infatti ingegnere (come il protagonista del suo film, che ha però abbandonato gli studi per un progetto di vita molto meno ambizioso) e si è avvicinato al cinema gradualmente, grazie al suo lavoro che lo ha portato a lasciare l’Italia e girare l’Europa.

La discussione ha poi virato sul motivo di fondo del film: un elogio o comunque un tributo ad uno stile di vita lento, molto differente da quello richiesto dalle città in cui viviamo; a tal proposito il regista ha voluto sottolineare che sull’argomento ha appositamente tenuto una linea completamente neutra che, pur spingendo lo spettatore a cercare di comprendere il protagonista, non pende né in suo favore né contro di lui. Mitton, infatti, ha affermato di non denigrare altre posizioni ma di aver voluto semplicemente presentare un personaggio immerso nella prospettiva del riuso, circondato da gente con altri interessi.

È poi arrivato il turno del protagonista Daniele Savoca, che ha risposto ad una domanda sulla costruzione del suo personaggio: un lavoro lungo circa un anno basato sulla verità e sulla maschera. Partendo da una base neutra, l’attore ha assunto le sembianze di Scanio Libertetti attraverso la ripetizione delle battute che, a poco a poco, ha suscitato in lui la formazione di immagini mentali riferite alla struttura fisica del personaggio, il quale tramite la mimica facciale, la postura, e il lavoro con gli oggetti ha trovato il suo spazio per esprimersi. Savoca ha poi aggiunto che, in questo processo, la battuta, pur essendo punto di partenza, resta l’ultima cosa a cui badare e che per sentirsi a suo agio nei panni di Scanio ha dovuto prendere 10 Kg, raggiungendo  così una completa sintonia con la sedentarietà e la lentezza del protagonista, un soggetto in bilico tra uomo e cartone animato, come lui stesso lo ha definito, che anche nei momenti in cui il suo comportamento potrebbe provocare rabbia, non riesce comunque a farsi voler male.

Da sinistra, Fabio Marchisio, Paolo Mitton e Daniele Savoca durante il photocall

Da sinistra, Fabio Marchisio, Paolo Mitton e Daniele Savoca durante il photocall

La curiosità di Cinematographe, invece, si è rivolta ad un aspetto a nostro avviso contradditorio del film, il fatto che il protagonista, la cui lentezza e meticolosità viene in qualche modo esaltata dagli stessi slogan che ruotano intorno alla pellicola (Slow Food in primis), raggiunge (secondo noi) il suo massimo momento di successo attraverso un’azione veloce e imprecisa. A risponderci Mitton che, dopo aver scherzato sul fatto di non aver preso consapevolmente in considerazione questo aspetto, ha confermato di aver appositamente introdotto questa contraddizione, essendo il personaggio nel bene e nel male parte di lui e del suo modo di affrontare la vita.

La parola è andata poi a Paolo Giangrasso, che nel film interpreta l’amico di Scanio, saccente e  criticone. Con orgoglio ed ironia ha ammesso che il suo è il personaggio più negativo del film e che ha sentito il desiderio irrefrenabile di far parte di questo progetto non appena ha letto uno stralcio della sceneggiatura, in cui ha intravisto immediatamente la particolarità e l’innovazione presenti. Il lavoro col gruppo attoriale del Teatro Stabile di Torino, di cui quasi tutto il cast fa parte, ha fatto poi il resto, rendendolo molto soddisfatto di aver aderito a questa sfida.

L’ultima battuta è andata infine alla distribuzione, che ha annunciato l’uscita del film in circa 15-20 copie iniziali, pensate per dare alla pellicola il giusto tempo di sviluppo e non incorrere in controproducenti esagerazioni…d’altra parte che elogio alla lentezza sarebbe, altrimenti, The Repairman?

The Repairman uscirà al cinema il 26 febbraio distribuito da Cineama in collaborazione con Slow Cinema. Per l’elenco completo e costantemente aggiornato delle sale in cui verrà proiettato vi rimandiamo al sito ufficiale www.therepairman.it. Per il pubblico di Roma, ricordiamo che venerdì 27 febbraio alle 21, il cast sarà presente all’anteprima che si terrà presso il Nuovo Cinema Aquila.

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