Star Wars: The Bad Batch è una “nuova storia di famiglia, più personale, più carica emotivamente” per i creatori

Il 4 maggio uscirà su Diseny+ la nuova serie animata Star Wars: The Bad Batch. Ecco cosa è stato rivelato dagli autori.

Star Wars The Bad Batch - Cinematographe.it

Più di un anno fa usciva su Disney+ la sesta ultima stagione di Star War: The Clone Wars, la serie animata della leggendaria saga di George Lucas. Ambientata durante la guerra dei cloni, e quindi della Repubblica contro le truppe separatiste, la serie introduceva proprio nel suo primo episodio la Bad Batch: un gruppo di cloni modificati con particolarità uniche. Il successo di questi personaggi ha portato alla realizzazione dello spin-off che andremo a scoprire il 4 maggio sulla piattaforma, durante i festeggiamenti per lo Star Wars Day (“May the 4th be with you”). Il primo teaser trailer di Star Wars: The Bad Batch è stato presentato a dicembre 2020, e il collegamento con la serie madre è stato subito ben chiaro. Pasta visiva e animazioni sono rimaste fedeli a The Clone Wars, ma la storia ci porterà davanti alla nascita dell’impero galattico, in una galassia lontana lontana dove i jedi sono stati sconfitti e i sith hanno trionfato sotto la guida dell’imperatore Palpatine e della mano di ferro di Darth Vader.

Ma veniamo a noi, durante la conferenza stampa di Star Wars: The Bad Batch si è parlato molto di quello che andremo a vedere e del grande lavoro svolto nel portare sul piccolo schermo questi nuovi e pittoreschi personaggi. Hunter, Echo, Tech, Wrecker e Crosshair, questi i nomi dei protagonisti. Per i fan di The Mandalorian farà la sua comparsa anche una versione più giovane della Fennec Shand interpretata dall’attrice Ming-Na Wen (la Melinda May di Agents of Shield). Scopriamo insieme cosa è stato detto durante la conferenza insieme a Dee Bradley Baker (il doppiatore originale dei cloni), il produttore esecutivo Brad Rau e la sceneggiatrice Jennifer Corbett.

I membri della Bad Batch sotto la guida di Dave Filoni

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Dee Bradley Baker afferma di aver amato tutti i personaggi della serie, ma in particolar modo Wrecker, il muscolo della squadra. “È onesto e divertente”, afferma Baker; e lo è veramente. Questo clone è l’anima comica del gruppo, in grado di sbollentare gli spiriti tetri e seri dei suoi compagni d’armi. Hunter è il leader del gruppo, dotato di uno sviluppato sesto senso è stato potenziato per seguire in modo preciso le tracce dei suoi obbiettivi. Tech è “l’anima smanettona” della Bad Batch e Crosshair è uno spietato cecchino fedele al suo ruolo. Quest’ultimo naviga in acque più grigie rispetto ai suoi compagni. A loro si è aggiunto Echo, come visto on The Clone Wars.

Jennifer Corbett e Brad Rau hanno lavorato a stretto contatto con l’ormai iconico Dave Filoni, produttore della serie. “Ho lavorato con Dave nelle serie di Star Wars Resistance, è uno dei migliori se si tratta di scrivere storie su Star Wars, ed essendo questo un sequel è stato cruciale il suo coinvolgimento nel processo. È un mondo che conosce e ogni giorno è stato un’opportunità per imparare. È stato fantastico imparare da lui”, afferma Corbett. Invece, Brad Rau, ha svelato che: “Ho incontrato Dave all’epoca di Clone Wars, stavo lavorando al mio studio di animazione e non sono riuscito a partecipare. Mi è dispiaciuto molto non essere riuscito a farne parte, poi in Rebels ho diretto un episodio e successivamente ho lavorato alla serie Resistance. È un grande amico, non riuscirei a immaginare persona migliore per una serie su Star Wars. Ogni giorno è fantastico, anche solo collaborare con lui e con Jen è stato stupendo”.

La galassia dopo l’ordine 66, la transizione dalla repubblica all’impero galattico

Star Wars: The Bad Batch - Cinematographe.it

Tutti i fan di Star Wars, e non solo, sanno cos’è successo alla galassia dopo la caduta della repubblica, il genocidio al tempio jedi per mano di Anakin Skywalker e l’inizio dell’oscurantismo. Serie animate e trilogia originale hanno approfondito ampiamente questo lato del mondo di Star Wars, eppure The Bad Batch mostrerà un lato del tutto nuovo, visto da un’altra prospettiva. La serie racconterà proprio questa transizione verso l’impero, e lo farò subito dopo gli avvenimenti de La vendetta dei Sith.

Jennifer Cornett ha parlato di questo aspetto della serie, e di quale sia stato il setting di base per idearla: “Questo è uno dei momenti che mi emoziona di più nella storia di Star Wars; vediamo gli stormtroopers eseguire ciò che gli è stato ordinato, ciò per cui sono stati creati. La domanda è stata: cosa succede a tutti questi cloni dopo la guerra? Specialmente per i Bad Batch, abituati ad agire diversamente nella Repubblica, cosa faranno nel nuovo Impero? Perché ovviamente si tratta di due regimi completamente diversi. Come reagiranno in questa nuova era, c’è un modo diverso di fare, nuove regole da seguire. Era interessante parlare della transizione da repubblica a impero, com’è stata. Sono i primi giorni dell’impero al potere, mi piaceva l’idea di parlare di luoghi, di pianeti in cui erano felici che la guerra fosse finita ma che non comprendono le implicazioni di cosa significa veramente l’Impero”.

Inoltre, in Star Wars: The Bad Batch incontreremo un nuovo personaggio, quello di Omega. Il rapporto tra la bambina e Hunter ricorda molto quello tra Mando e Grogu (Baby Yoda per i neofiti) di The Mandalorian. Gli ideatori descrivono il personaggio come molto complesso e ben intessuto all’interno della storia di Star Wars, e di cui vedremo meglio l’evoluzione e i poteri all’interno della prima stagione.

Star Wars: The Bad Batch e la costruzione dei nuovi personaggi

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Gli sceneggiatori delle serie animate, quanto dei live action, hanno dimostrato la loro straordinaria capacità di raccontare storie di personaggi minori; che non fosse la solita Skywalker’s family. “Amiamo tutte quelle storie, ma è stato interessante affrontare questa nuova storia di famiglia, più personale, più carica emotivamente, questa è la sfida. Ci aiuta il fatto che sono personaggi che non conoscete molto e questo ci dà molta carta bianca”. Così descrivono il loro lavoro, un foglio bianco dove poter dare spazio all’immaginazione.

Ma in una serie animata ciò che dona anima ed emozioni ai personaggi sono i loro doppiatori. In The Bad Batch torna Dee Bradley Baker, e alla domanda in quale modo si sia approcciato ai personaggi risponde che: “Clone force 99 è un altro passo avanti rispetto a ciò che mi è stato chiesto di fare in The Clone Wars. Lì i cloni sono più simili, vicini l’uno all’altro anche se la differenza deve sentirsi. In The Bad Batch i personaggi sono ancora più diversificati, sono lontani l’uno dall’altro. Questo stranamente permette di passare da un passaggio all’altro in modo più facile, come saltare da una pietra all’altra in un ruscello, vedo le pietre, la scrittura è chiara, sento di conoscerli e questo aiuta vocalmente, in termini di costruzione della loro personalità e delle loro voci. È un processo affascinante in qualità di voice actor, parlo da solo, e passo da un personaggio all’altro, è stato divertente”.

Baker risponde anche alla domanda sulla particolarità del personaggio di Crosshair, il più ambiguo del gruppo. “Lui è un personaggio interessante del team, perché è utile avere uno sniper che resta indietro e protegge il gruppo, lui è un assistente del team in modo strategico ma a al tempo stesso non ne fa parte. La sua natura è di stare in disparte dal team, e questo poggia le basi su uno statement politico, di passaggio dalla repubblica all’impero, un momento molto profondo. Hai la dinamica personale dei personaggi, competenti, divertenti, interessanti, e poi hai la storia più ampia che interagisce con la loro dinamica”.

Non resta che aspettare l’uscita della serie il 4 maggio, per scoprire quali nuovi e galattiche storie Star Wars ha serbo per noi.