Mattia Carrano parla di Prisma e di quelle scene difficili. Molte persone potranno “farsi domande o darsi risposte”

La nostra intervista a Mattia Carrano, su Prime Video nella serie Prisma.

Il titolo è una metafora, per dire quanto ognuno possa riflettere un mondo di colori. E l’età adolescenziale rappresenta un mondo di cromatismi infiniti, colori che in Prisma – la serie di formazione italiana, in otto episodi, prodotta da Cross Productions di Rosario Rinaldo per Amazon Studios, co-ideata insieme ad Alice Urciuolo e diretta da Ludovico Bessegato – vengono anche esteriorizzati sul volto interessante del carismatico esordiente Mattia Carrano che interpreta il doppio ruolo principale dei gemelli Marco e Andrea, uguali seppure diversissimi tra loro. Abbiamo intervistato il giovane attore 22enne, in occasione dell’uscita della serie TV, in esclusiva su Prime Video dal 21 settembre 2022.

Marco e Andrea sono identici all’apparenza ma profondamente diversi nella loro psicologia. Una bella prova per un esordiente. Come ha vissuto quest’esperienza?
È stato tutto molto particolare. Dal mio primo provino alle prove dei costumi di scena fino alla prima esperienza sul set. All’inizio era totalmente un mondo nuovo. Ho lavorato molto con Ludovico, con la sceneggiatura, anche a livello tecnico per capire come far agire i gemelli, e poi siam partiti!”.

Quale dei due personaggi ha amato di più, e perché?
Mah. Marco e Andrea, tutti e due. Li ho plasmati all’interno di Mattia. Non ho un preferito: è come dire mamma e papà”.

Mattia Carrano: “I gemelli li ho plasmati all’interno di Mattia. Le scene con Marco e Andrea che fanno i fratelli; in cui si parlano, si abbracciano o litigano, sono state le più impegnative

La scena che ha richiesto più lavoro, più energie, maggiore intensità, più emozioni?
“Principalmente le scene con Marco e Andrea che si parlano, in cui si è insieme e fanno i fratelli; si abbracciano o urlano, litigano. Che sono state le più complicate sia a livello tecnico che attoriale, perché dovevo recitare tutta la scena di Andrea (quelle due o tre ore), e poi cercare di cambiarmi e, tac, ero Marco!”.

Com’è stato lavorare con Ludovico Bessegato?
Bellissimo, abbiamo passato tanto tempo insieme. Non so come dire…, siamo diventati amici? Poi Ludovico ci tiene tantissimo al cast, affinché tutti si sentano a proprio agio e le cose funzionino come devono funzionare. È quella persona che puoi chiamare alle quattro di notte, quando hai un dubbio, e lui sta là…”.

Mattia Carrano: “Eravamo in zona rossa durante le riprese. Con Caterina Forza, Lorenzo Zurzolo e gli altri attori del cast studiavamo le scene da fare insieme. Si è creata una famiglia

Il clima sul set, con i suoi coetanei alla prima esperienza?
Eravamo in zona rossa durante le riprese. Tutti a Latina, chiusi in hotel, e quindi si è creato, tipo, una piccola città, “un microclima”. Finivamo di girare e poi ci incontravamo con Caterina Forza – la ragazza che interpreta Nina -, e gli altri, sotto al bar dell’hotel per stare un po’ insieme, e in quel periodo erano cose difficili da poter fare con degli amici. Studiavamo le scene da fare. Si è creata una famiglia e tuttora siamo amici. Ci vediamo sempre“.

Quali domande potrebbero farsi gli adolescenti dopo la visione di Prisma?
“Porsi domande o darsi risposte penso dipenda da persona a persona, dalla visione soggettiva di Prisma. Un ragazzo o una ragazza che, ad esempio, guarda Andrea e pensa di essere nella sua stessa situazione ( alla ricerca di se stesso, per capire chi vuole essere o mostrare). Penso che il personaggio di Andrea aiuterà molto le persone ma non solo Andrea. Tutti i personaggi della serie sono alla ricerca del proprio posto in un mondo in continuo cambiamento, seguono un percorso. Molti potranno rivedersi in quel percorso, farsi domande o darsi risposte”.

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