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Durante la presentazione de film La Conseguenza, diretto da James Kent con protagonisti Keira Knightley, Jason Clarke e Alexander Skarsgård e tratto dal romanzo del 2013 di Rhidian Brook, The aftermath, abbiamo avuto modo di saperne di più sui costumi grazie all’incontro con la costumista serba Bojana Nikitović.

La pellicola narra una storia d’amore toccante e profonda, sullo sfondo di una Amburgo distrutta dai bombardamenti, alla fine della seconda guerra mondiale e sarà nelle sale italiane dal 21 marzo 2019 grazie a 20th Century Fox.

La conseguenza: morte e rinascita grazie all’amore

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Amburgo, 1946: Rachel Morgan (Keira Knightley) si ricongiunge col marito Lewis (Clarke) nella Germania del primo dopoguerra, trasferendosi nella casa dell’architetto tedesco Stefan Lubert (Skarsgård), che vive con la figlia adolescente dopo aver perso la moglie a causa di un bombardamento. Anche i Morgan hanno subito un lutto: il figlio di 11 anni, di cui Rachel sente la mancanza senza tregua, mentre Lewis sembra continuare la sua vita come al solito, ligio al dovere. l’iniziale astio nei confronti di Stefan, verrà piano piano a meno, quando Rachel troverà in lui la possibilità per una nuova vita, per una rinascita.

Essenziale, per una trama come questa, è caratterizzare i personaggi e accompagnarli nel loro cambiamento, nella loro trasformazione durante le riprese; i costumi, più di ogni altra cosa, comunicano immediatamente allo spettatore lo stato d’animo dei protagonisti, il loro modo di essere e di vivere. così vediamo il personaggio di Rachel evolversi nel corso della pellicola, partendo da un look molto composto, con completo rosso abbottonato e cappotto, per finire con uno splendido abito di raso giallo/oro, mentre corre di notte nel bosco innevato.

La conseguenza: il difficile lavoro di ricerca della costumista

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Bojana Nikitović ha raccontato di come, per un film come La conseguenza, sia essenziale il lavoro di ricerca sui modelli di vestiario del tempo; per ricreare l’atmosfera dell’Amburgo del ’46, è stato essenziale ritrovare vecchie foto e testi che documentassero lo stile di allora. nonostante la devastazione della guerra, le donne non si arresero, furono un capisaldo per ricostruire la nazione e questo si nota anche dal loro abbigliamento, sempre decoroso ed elegante.

Bojana Nikitović e i suoi collaboratori (di cui molti, italiani! La Nikitović ha infatti lavorato in diverse occasioni col nostro tesoro nazionale Milena Canonero, quattro volte vincitrice del premio Oscar per i migliori costumi), hanno riprodotto da zero molti modelli dell’epoca, dagli abiti ai twin set, affidati a maglieristi specializzati, fino alle gonne svasate e ai cappotti. due completi che si vedono nel film sono originali, insieme a piccoli particolari che rendono i pezzi creati da zero unici e fedeli alla moda del tempo: fibbie, gioielli, bottoni, spille, sottovesti e collant.

Anche per i personaggi maschili, è stato necessario un lavoro di cesello: Lewis, il marito di Rachel, è un uomo tutto d’un pezzo, e si vede sempre in divisa, tranne alla fine del film, durante il climax che rivela la vera indole dei protagonisti. Stefan Lubert, invece, di giorno veste i panni dell’operaio tedesco, condizione dettatagli dalla realtà del momento, mentre a casa si cambia e indossa “l’uniforme” da architetto, che lo rappresenta a pieno.

La conseguenza: aneddoti da dietro le quinte

Durante la conferenza stampa, Bojana Nikitović ha rivelato qualche aneddoto divertente e interessante, che ha visto coinvolti gli attori e i tecnici; durante le riprese, avvenute in un albergo disabitato, la temperatura era bassisima, di circa meno 5/10° e gli attori hanno dovuto combattere per resistere al freddo, specialmente Keira Knightley, vestita leggera, a volte con solo una sottoveste.

Quando poi è stato il momento di scegliere il colore dell’abito finale di Rachel, la Nikitović aveva pensato al fucsia, che dona moltissmo alla Knightley, ma si doveva optare per una tinta che non nascondesse il sangue schizzato sul vestito nella scena in questione. Non potendo usare il verde (a causa dell’iconico abito indossato dalla stessa attrice nel film Espiazione del 2007), la costumista ha pensato al giallo/oro, trovando ben 25 metri di tessuto di raso a Praga, che le ha permesso di confezionare diversi abiti, tutti utili per girare la difficile scena finale. una volta concluse le riprese, Keira Knightley ha voluto sapere il nome del tessuto dell’abito, per non indossarlo mai più, dato il freddo che aveva sofferto recitando quella scena!

Giovedì 21 marzo non perdete al cinema La conseguenza, una pellicola che vi farà emozionare e anche sognare, grazie ai meravigliosi costumi e all’atmosfera creati da Bojana Nikitović.

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