Luca Guadagnino e Timothée Chalamet su Bones and All: “Tutti i film dell’orrore alla fine sono film teneri”

Regia e cast svelano i veri temi della pellicola

A Roma, nell’Hotel de la Ville, si è svolta la conferenza stampa con Luca Guadagnino e Timothée Chalamet per la promozione di Bones and All, ultima opera del regista siciliano (vincitrice del Leone d’argento per la migliore regia alla Mostra del Cinema di Venezia 2022) con Taylor Russell, disponibile nelle sale italiane dal 23 novembre.
Tratto dall’omonimo romanzo di Camille DeAngelis e sceneggiato da David Kajganich, il film si definisce un road movie generazionale, romantico e tendenzialmente horror.
I temi trattati sono molteplici e si intrecciano alla perfezione : si parla di emarginazione, comprensione, paura, necessità di trovare un senso di appartenenza in qualcosa, o meglio qualcuno, e molto altro ancora.

Bones and All: fiaba d’amore e solitudine

I protagonisti, Taylor Russell e Timothée Chalamet, danno voce a due outsider incompresi, dolci e spaventati, più che spaventosi. Condannati a scontrarsi con un destino irreversibile, avvertono il profondo bisogno di riconoscersi e comprendersi reciprocamente: “I due personaggi sono mossi da un comportamento che non possono interrompere perché fa parte della loro natura; guardo a quei comportamenti nella maniera più oggettiva possibile e non compiaciuta. Tutti i film dell’orrore alla fine sono film teneri spiega Guadagnino.
La condizione di isolamento in cui la coppia è costretta a sopravvivere e “vagabondare inesorabilmente” ci rende empatici e comprensivi, non solo per l’attinenza al reale sentimento di emarginazione, crisi e precarietà avvertita dai giovani di oggi, vittime di sistemi oppressivi e condizioni climatiche preoccupanti, ma anche a causa del periodo storico che stiamo attraversando, precisa Chalamet: “Durante il Covid tutti hanno sperimentato questo sentimento. I due protagonisti non solo sono due persone giovani che cercano di capire chi sono e che ruolo ricoprono, ma sentono di non appartenere a nulla, condannati alla certezza che il mondo sarebbe un posto migliore senza di loro”.

Durante l’intervista viene reso immediatamente chiaro il reale intento di questo meraviglioso racconto di formazione (che nel profondo, ha ben poco di horror): elogiare e condannare amore e solitudine, due condizioni logoranti ma inevitabili, imparando a riconoscerli dietro lo sguardo affamato e insicuro dell’adolescenza: “Penso che Bones And All sia una fiaba sulla solitudine e contemporaneamente sul desiderio di spezzare questa solitudine nell’essere guardati da un altro. Tra tutti i miei lavori questo è quello che affronta maggiormente il tema di una figura che si staglia nella vastità del vuotoafferma Guadagnino.

L’intesa vincente tra cast e regia

La “partnership”, così definita dai due, tra il cineasta siciliano e la stella Timothée Chalamet riesce ancora una volta a portare sul grande schermo una storia intensa e convincente. “Quando leggevo la sceneggiatura, a pagina 45 è apparso Lee per la prima volta, a pagina 47 sapevo che solo Timothée sarebbe stato capace di farlo” ammette Guadagnino, estremamente affezionato all’attore che conferma la grande intesa tra loro: “Lui ha scommesso su di me e ha dato una svolta alla mia carriera (Chiamami col tuo nome), è un vero amico oltre ad essere un artista. Questo film esiste perché Luca ha deciso di portarlo in vita”

Impossibile tralasciare infine l’interpretazione magistrale dell’attrice protagonista, Taylor Russell, vincitrice del Premio Mastroianni e nuova promessa del regista: “L’ho conosciuta via Zoom e ho trovato una giovane donna che mi incuriosiva molto. Le ho offerto il ruolo senza che lei mi dovesse dimostrare nulla, non le ho chiesto di leggere una scena o di fare un provino, men che meno un test chemistry con Timothée, sapevo che era un’attrice seria. Taylor ha dato a questo film 100 volte in più delle mie più rosee aspettative dimostrando una capacità di analisi e immersione nel mondo di questo personaggio semplicemente straordinaria.”

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