Anna: le protagoniste sulla serie Sky: “Niccolò Ammaniti mi ha messo a dura prova” [VIDEO]

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Anna, la miniserie Sky diretta da Niccolò Ammaniti, è ispirata al suo romanzo omonimo del 2015 che immagina una distopia dove gli adulti sono tutti morti a causa di un virus e gli unici che riescono a sopravvivere sono i bambini, perché, a livello genetico, non sviluppano la malattia finché non diventano adolescenti.  Nell’opera, due personaggi principali sono sicuramente Anna (Giulia Dragotto), una giovane che combatte per trovare una via d’uscita in questa realtà opprimente e sua madre, Maria Grazia (Elena Lietti), che alla sua morte le ha lasciato un vero e proprio manuale di sopravvivenza per resistere al mondo del “domani”.

L’opera, co-sceneggiata da Francesca Manieri (L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, Il Miracolo) e lo stesso Ammaniti, sarà disponibile dal 23 aprile su Sky Atlantic, NOW e Sky Box Sets. Grazie all’ufficio stampa di Sky, abbiamo avuto modo di intervistare privatamente Elena Lietti e Giulia Dragotto, che hanno gentilmente risposto alle nostre domande e curiosità riguardo la loro partecipazione al progetto.

Anna: la preparazione di Elena Lietti

Abbiamo cominciato con Elena Lietti chiedendole come si era preparata per il ruolo e se si era ispirata a qualche punto di riferimento in particolare per la parte. “Come dicevo poco fa, è stato importante aver chiara la funzione di questo personaggio nella storia. Maria Grazia doveva contenere in nuce quello che poi vediamo incarnato in Anna e quindi per me è stato fin da subito molto chiaro che dovesse essere una donna indipendente, libera, fedele solo a sé stessa e ai suoi figli. Per quanto riguarda i punti di riferimento, oltre ovviamente alla scrittura di Niccolò, se pensi a modelli nello specifico, non li ho avuti. Certamente spesso nel lavoro attingi dalla tua vita, da persone che conosci, ti ispiri a quello che sai.”

Anna: la prima esperienza sul set di Giulia Dragotto

Siamo poi passati a Giulia Dragotto alla quale abbiamo chiesto, alla luce della sua prima esperienza sul set, quale fosse stato il momento più bello e difficile durante le riprese. “Non saprei dirti, oggi giorno è stato una scoperta. I momenti più belli ogni giorno, devo essere sincera: mi sono sempre divertita, ho provato emozioni, sapendo che purtroppo il tutto sarebbe finito, tutto questo mondo al quale mi ero abituata. Quindi ho cercato di vivere ogni giorno con serenità, apprezzando ogni minima cosa. Per quanto riguarda le difficoltà, ogni giorno anche quelle. Perché Niccolò mi ha messo a dura prova, mi ha sottoposto a belle sfide. Un momento che ricordo dove mi sono trovata realmente in difficoltà è stato sull’Etna, per quanto riguarda il clima, il freddo, il vento. Avevo i capelli un po’ bagnati e ho sentito tantissimo i – 4 gradi che c’erano quella mattina.”

Anna: l’importante valore socio-culturale di Maria Grazia

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Infine, siamo passati nuovamente ad Elena, riprendendo un discorso già iniziato in conferenza stampa. Il valore socio-culturale del suo personaggio è molto importante ai sensi della nuova generazione e per la sopravvivenza. Questo valore ha importanza anche nel nostro mondo, con le dovute differenze, visto che il mondo di Anna è una distopia post-apocalittica dove non c’è più cultura?

“Credo che anche nel nostro mondo sia sempre importante trasmettere ai giovani, ai bambini, ai ragazzini l’importanza della memoria, del racconto e dell’immaginazione, della capacità di vedere oltre l’ovvio. Non è facile l’oggi: la capacità di concentrazione, di stare nelle cose, di sentire le cose, è sempre più ridotta grazie alla vita molto tecnologica che abbiamo. A maggior ragione penso che sia importante raccontare ai ragazzi di quanto è possibile creare, immaginando.”

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