I luoghi di Pier Paolo Pasolini da Roma al Sud Italia

Un viaggio tra alcune delle principali location dei suoi film.

La filmografia di Pier Paolo Pasolini è vasta e varia così come variegati sono i suoi luoghi. E non intendiamo solo quelli dell’anima, cioè quelli che hanno attraversato la sua vita in un modo o nell’altro – da Casarsa dove visse per quasi dieci anni a Roma, che scelse come casa per gran parte dell’età adulta, passando per Bologna (qui nacque il 5 marzo del 1922), in cui crebbe e maturò intellettualmente -, ma anche e soprattutto i luoghi dei suoi film, cioè le location che fanno da sfondo più o meno lontano alle scene che Pasolini ha diretto.

I luoghi di Pier Paolo Pasolini a Roma: da Accattone a Mamma Roma

Accattone, Roma

Franco Citti tra le case popolari di Roma in Accattone (1961)

Non può che partire da qui l’esplorazione dei luoghi mostrati nei film di Pasolini. Roma è presente fin dal suo esordio, con Accattone (1961) e Mamma Roma (1962). Ancora legato agli insegnamenti e alle influenze del cinema neorealista, in queste due pellicole la città assurge a co-protagonista – quando non protagonista assoluta. È in parte la Roma più povera, quella delle aree proletarie in periferia, come il quartiere del Pigneto dove vivacchiano Franco Citti e i suoi compagni di (dis)avventura in Accattone. Ma può anche essere la Roma nuova, più moderna ma pur sempre popolare, come quella del Quadraro e dei palazzoni dell’Ina-Casa in cui si trasferisce Anna Magnani in Mamma Roma.

Il Vangelo secondo Matteo e i luoghi del film

Il Vangelo secondo Matteo, Matera

I Sassi di Matera fanno da sfondo alla Crocifissione nel Vangelo secondo Matteo (1964)

Il Meridione italiano ha sempre esercitato un forte fascino sul Pasolini regista (e non solo, come testimoniano alcune bellissime pagine di La lunga strada di sabbia, reportage di un viaggio lungo le coste italiane). Se dovessimo individuare un film che – si rilegga quanto scritto prima per Roma – neorealisticamente rende centrale, e a volte dominante, l’ambientazione questo è sicuramente Il Vangelo secondo Matteo (1964). Il Lazio, la Puglia, la Calabria e, soprattutto, la Basilicata: Pasolini sceglie diverse località nel Sud Italia, spesso ancora sconosciute al mondo, e le mostra al pubblico. Tra tutte, spicca Matera che nel film si trasforma in Gerusalemme e in cui quindi sono ambientate le scene della Passione. 

Le ville dell’Emilia-Romagna per Salò e le 120 giornate di Sodoma

Salò, Emilia

Villa Aldini (Bologna), location degli esterni di Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975)

C’è anche l’Emilia-Romagna tra le regioni amate da Pasolini. E non potrebbe essere altrimenti, dal momento che il regista vi ha trascorso – in particolare a Bologna – gli anni fondamentali dell’università. Quantitativamente, non sono molti i film ambientati in Emilia e, soprattutto, i luoghi emiliani non costituiscono un fattore centrale nella struttura dei film come lo era invece Roma. Tuttavia, non si può non menzionare il fatto che Pasolini scelga due località emiliane come ambientazione del suo Salò o le 120 giornate di Sodoma, ultimo e controverso film del regista. Sono infatti due ville emiliane – Villa Aldini (Bologna) e Villa Sorra (Castelfranco Emilia) – quelle che Pasolini usa per gli interni e gli esterni nella sua feroce critica agli orrori del fascismo.

I luoghi di Pier Paolo Pasolini – Tinte e atmosfere estere

Iran, Il fiore delle mille e una notte

La Moschea del Venerdì di Isfahan (Iran) dove sono state girate alcune scene del Fiore delle mille e una notte (1974)

Pasolini non ha cercato solo in Italia le location ideali per i suoi film. Si è spesso spinto oltre i confini nazionali, sempre fedele all’idea che l’ambientazione giochi un ruolo molto importante per il senso di una pellicola. Anche a costo di creare commistioni geografiche impensabili. Emblematico è il caso dell’Edipo re: l’inizio del film è girato nel lodigiano, la parte centrale prevalentemente in Marocco, mentre l’epilogo a Bologna. Un discorso simile vale anche per l’altro film che pesca dalla letteratura greca antica, cioè Medea: accanto a Pisa e Grado, Pasolini sceglie di girare anche in Cappadocia e ad Aleppo, quindi in Turchia e in Siria. Per Il fiore delle mille e una notte va in diversi luoghi dello Yemen, dell’Etiopia, dell’Iran, dell’India e del Nepal, dando vita a un fantastico arabesco di colori e di atmosfere mediorientali. Sempre rispettoso dell’ambientazione geografica dell’opera letteraria che sceglie di volta in volta di adattare, Pasolini gira in Inghilterra I racconti di Canterbury, muovendosi tra Canterbury, Bath, Cambridge, Hastings, Lavenham e Rolvenden.

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