Wounds cinematographe.it

Immaginate di essere nel deserto, desiderosi di arrivare a un’oasi per dissetarvi. Ecco che finalmente l’avvistate e vi affrettate per raggiungerla, salvo poi accorgervi che era solo un’illusione ottica. Ma cosa c’entra il deserto con Wounds, film del 2019 targato Netflix? Assolutamente nulla, visto che l’horror diretto dal regista anglo-iraniano Babak Anvari si svolge in città e le bevande certo non mancano affatto, dal momento che il protagonista è un barista. Eppure la situazione riportata in apertura è la stessa che proverete allo scoccare del novantacinquesimo minuto che sancisce la fine della pellicola. Vi domanderete: che senso ha? Qual è la spiegazione del finale di Wounds?

Leggi qui la recensione di Wounds

Il film prodotto da Annapurna Pictures, Two & Two Pictures e AZA Film è stato presentato al Sundance Film Festival, a Cannes all’interno della Quinzaine des Réalisateurs e al BFI prima di approdare sulla piattaforma di streaming. La trama ruota attorno a un barman, Will, interpretato da Armie Hammer (Chiamami col tuo nome), che passa la maggior parte del tempo a bere, sia a lavoro che fuori. Condivide l’appartamento con la sua fidanzata Carrie (la bellissima Dakota Johnson nota ai più per Cinquanta sfumature) e ha un debole per un’amica, nonché cliente fissa del bar, Alicia (l’attrice Zazie Beetz che abbiamo visto di recente anche in Joker). A seguito di una rissa avvenuta all’interno del bar in cui lavora, trova un cellulare che crede appartenere a uno degli adolescenti presenti al locale quella sera. Sarà proprio quell’innocuo smartphone la causa dei suoi problemi.

Allerta spoiler! Se non avete visto Wounds non proseguite la lettura

Wounds: qualche annotazione sul film

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Nel corso del film notiamo una presenza ingombrante di scarafaggi, così come è perenne la presenza di bottiglie di vetro pronte a fungere da arma. La regia resta sempre in disparte, intenzionata a non svelarci troppo di ciò che accade. Sempre distanze, occultata da altri oggetti, quasi mai si lascia tentare dalla voglia di fornirci un quadro a tutto tondo delle scene salienti.
Sarebbe errato dire che il cellulare – oggetto dello scandalo – è l’unica cosa al centro del film, poiché lo spettatore si trova tediato e distratto dalla quotidianità del protagonista, dalla sua ossessione per Alicia o dall’amore per gli alcolici. Si giunge alla scena finale con l’eccitazione di assistere alla svolta, di vedere qualcosa di più concreto, ma proprio quando il regista ha finalmente la nostra totale attenzione ecco che sceglie di occultarci la visuale per mezzo di una miriade di scarafaggi che progressivamente si avventano sullo schermo, lasciandoci tristemente alla lettura dei titoli di coda.

Per cercare di capire il senso di Wounds è bene ripercorrere ciò che accade nel film e nel finale. L’horror di Babak Anvari cerca di attorcigliarsi a storie maledette legate al dark web e a riti pagani e lo fa senza distogliere lo sguardo da Will, seguendolo in ogni sua azione. Solo dopo un po’ dall’inizio della pellicola capiamo che forze oscure stanno invadendo non solo il protagonista ma anche le persone che lo circondano, restituendo al pubblico una storia a metà tra possessione ed evocazione demoniaca in chiave psicologica.

Wounds: cosa succede nel film?

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Come vediamo nel film, il personaggio interpretato da Armie Hammer riesce a sbloccare lo smartphone, messaggia con gli adolescenti e scopre nella gallery foto alquanto inquietanti. Da quel momento avrà diverse visioni che lo portano a vedere scarafaggi ed eccessi di carne o a immaginare le persone al suo fianco come dei cadaveri. Tale follia, associata alla sua situazione sentimentale, porta Will a recarsi prima al bar, poi da Eric (Brad William Henke), l’uomo coinvolto nella rissa che gli ha provocato una bruttissima ferita sul volto. Il protagonista viene attirato in casa dell’uomo dopo aver troncato la sua relazione con Carrie. Costretto a trovarsi un posto in cui stare in attesa di una nuova sistemazione, non Sto arrivando! a chi altro chiedere se non appunto a Eric.

Ad attirarlo al piano di sopra e quindi all’ingresso dell’appartamento, però, prima ancora che la necessità è un ronzio assillante: ci sono scarafaggi all’ingresso vicino all’immondizia, scarafaggi anche all’interno con sudiciume annesso. La profonda ferita sul volto di Eric è diventata nera a causa dell’infezione. Quando Will gli dice che ha bisogno di rimanere lì, Eric tenta di mandarlo via. Arrivano a discutere in merito a un presunto dono che Eric avrebbe fatto a Will.
Le dichiarazioni dell’uomo ferito e sdraiato sul letto, ci aiutano a capire che sono stati quegli adolescenti a convincerlo a chiamare Will, gli stessi che lo avevano perseguitato fin dal loro primo incontro. Il regalo cui fanno riferimento è chiaramente quel telefono, che Will ritrova nel cassetto di Eric dopo averlo gettato via dal finestrino della sua auto.

Dopo aver trovato il telefono, Will riceve un altro messaggio che gli annuncia che il suo dono è “avvolto nella carne”, capendo che si fa riferimento al corpo di Eric. Così Will chiama Garrett, ma dall’altra parte solo rumore. Nonostante ciò lascia la linea aperta, mentre un nugolo di scarafaggi emerge nell’appartamento e qualcosa inizia ad emergere dalla ferita che Eric ha sul viso. Man mano che il rituale si intensifica, Will chiede alla creatura che esce di entrare in lui. In questo momento in film rompe la quarta parete, inondando la telecamera di insetti e offuscandoci la visuale e proibendoci di conoscere l’entità del mostro. Vediamo solo che qualcosa esce dalla faccia di Eric per entrare nella bocca di Will.

Wounds: di quale maledizione si parla nel film?

Cercando di capire a quale maledizione fa riferimento il film, avrete sicuramente notato che tra le foto presenti nello smartphone sono presenti sullo sfondo dei libri dalla copertina rossa. Si tratta di un insieme di tomi del rituale gnostico intitolato La traslazione delle ferite. Come saprete, lo gnosticismo è antico e complesso movimento filosofico, religioso ed esoterico risalente al periodo mondo ellenistico greco-romano che si focalizza sul rifiuto del mondo materiale a favore del regno spirituale. Secondo tale movimento esiste un Dio inconoscibile, che può evocare entità minori chiamate Eoni con le quali possiamo interagire più direttamente.

Questo è ciò che tentano di fare Garrett e i suoi amici (gli adolescenti che vediamo al bar). Dopo aver trovato alcuni di questi libri decidono di cimentarsi in alcuni rituali, facendo altresì riferimento a dei forum online. Le cerimonie si basano sull’evocazione attraverso il dolore e l’afflizione, quindi la necessità di coinvolgere la carne vivente. Le immagini e i video che Will trova nel cellulare rappresentano cadaveri avvolti da scarafaggi e in una di queste immagini notiamo anche la presenza di una mano che tenta di uscire dall’estremità di una testa decapitata. I ragazzi quindi capiscono che le ferite sono un ottimo mezzo per questi riti e col tempo Garrett e il telefono diventano evidentemente una sorta di condotto: una connessione tra l’Eone e il nostro mondo. Trovando il cellulare, Will ha trovato a sua insaputa un collegamento con l’occulto.

Wounds: il significato degli scarafaggi e la spiegazione del finale

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L’abbiamo detto anche in apertura: il film è praticamente dominato dalla presenza di scarafaggi che agiscono come un indicatore visivo dell’energia connettiva dell’Eone. Rappresentano quindi una metafora del male che avvolge Will. Li vediamo al bar, mentre il protagonista è a disagio con Alicia, li vediamo anche nelle scene di presunta lite tra il protagonista e la sua fidanzata, nella loro cucina, e ovviamente li vediamo soprattutto alla fine del film. Soprattutto nella scena finale capiamo il collegamento diretto tra gli insetti e i demoni “invisibili” ma anche con i demoni visibili e quotidiani della vita. Non si può infatti non notare come lo stile di vita di Will sia deleterio. La sua vita è intossicata di rapporti e abitudini insane che, a lungo andare, lo perseguitano come scarafaggi, resistenti a qualsiasi repellente!

Infatti all’inizio del film sembra che Will abbia una vita perfetta e che il demone gliela stia distruggendo, in realtà l’Eone sta solo accelerando gli avvenimenti già destinati ad accadere. Il rapporto con la sua ragazza, ad esempio, era già stantio. Lo stesso avviene con il lavoro che, seppur divertente, non è in grado di soddisfarlo e dargli altri stimoli e anche i sentimenti che Will prova per Alicia finiscono per essere distrutti dall’invidia.
L’Eone incombe allora su tutto, andando a intaccare in particolare Carrie, ossessionata dalla visione del fatidico tunnel, avvolta di forze negative al punto da annerire l’acqua e per di più confusa: di alcune cose non si riesce a capire se le abbia davvero fatte lei o qualcun altro, né se sono state semplicemente immaginate da Will.

Detto questo, non ci stupisce che Will fosse stato scelto come soggetto ideale per il rituale. Egli si era ridotto a essere un guscio vuoto, ideale per ospitare uno spirito.
Tirando le conclusioni e ricomponendo i tasselli della storia, appare chiaro come gli adolescenti del college siano i deus ex machina di Wounds, dal momento che sono stati loro ad assicurarsi che Eric rimanesse ferito e che Will prendesse il telefono.

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