Tutti i soldi del mondo: 5 motivi per vedere il film di Ridley Scott

Perché vedere al cinema Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott? Vi diamo 5 buoni motivi per farlo!

Tutti i soldi del mondo è stato uno dei film più chiacchierati del 2017 e ora finalmente arriva nelle nostre sale cinematografiche! La nuova pellicola diretta da Ridley Scott si porta dietro due grandi storie: quella narrata all’interno dell’opera e quella che riguarda la sua travagliata, discussa, tormentata produzione. Sostituzione di un interprete a riprese già completate, corsa contro il tempo per permettere una pronta uscita del film e possibilità dunque di rendere il lavoro appetibile per la stagione dei premi. Un concentrato di situazioni estreme, dai fatti riportati nel racconto ai macchinismi dell’industria dello spettacolo, che hanno reso Tutti i soldi del mondo una pellicola attesissima.

Il film, al cinema dal 4 gennaio con Lucky Red, ha dunque valide motivazioni per meritare una visione e noi di Cinematographe – FilmIsNow vi diamo per l’esattezza cinque buoni motivi per iniziare l’anno con Ridley Scott e il suo Tutti i soldi del mondo.

5. Perché vedere Tutti i soldi del mondo? Narra la vera storia del rapimento di Paul Getty III

Tutti i soldi del mondo cinematographe

Tutti i soldi del mondo si avvale della sceneggiatura scritta da David Scarpa, basata sul soggetto che va a comporre il romanzo dello scrittore e biografo inglese John Pearson. Ma, ancor più della stesura della narrazione e dei suoi fautori, a monte degli accadimenti che si svolgono all’interno del film di Ridley Scott c’è un fatto di cronaca datato 1973 che ha visto il coinvolgimento di uno degli uomini più ricchi della storia mondiale. Si tratta del magnate dell’industria petroliera Getty Oil Company, tale Jean Paul Getty, che si rifiutò di pagare il riscatto del nipote (tra l’altro il suo preferito!), rapito dalla ‘Ndrangheta. La frase pronunciata dall’anziano miliardario – “Se ora pagassi solo un penny, mi ritroverei con quattordici nipoti rapiti” – sconvolse sia la stampa che l’opinione pubblica.

La sceneggiatura di All the Money in the World (titolo originale di Tutti i soldi del mondo) è stata inserita nel 2015 nella Black List dei migliori script non ancora realizzati, ma adesso è pronta a mostrarsi sugli schermi dei cinema per riportare la lotta di una madre contro l’impero dominato dal suocero: quell’uomo così avido e legato più agli affari che alla famiglia.

4. L’ironia nell’avarizia di Jean Paul Getty in Tutti i soldi del mondo 

tutti i soldi del mondo cinematographe

È forse inutile sottolinearlo: Tutti i soldi del mondo è finito sotto l’occhio di tutti soprattutto dopo gli scandali che hanno devastato Hollywood coinvolgendo anche il talentuoso Kevin Spacey, costretto a essere sostituito con l’altrettanto bravo Christopher Plummer, che di fatto interpreta in maniera impeccabile il magnate del petrolio Jean Paul Getty. L’anziano nonché ottimo attore ha saputo racchiudere con convinzione l’avarizia di un Paperon de’ Paperoni che non sapeva pensare ad altro se non al profitto, una realtà tragicomica che il film ha saputo trasmettere chiaramente, grazie anche alla marcatura data dall’attore. Una visione cinica che non risparmia nessuno, né vittime, né vincitori, né ricchi.

L’avarizia di Getty è il motore della storia e al contempo funge da chiave comica. Alcune scene, come quella della cabina telefonica o la sequenza del bucato, fanno provare allo spettatore ribrezzo ma non possono non strappare una risata.

3. Madri vere e tutori improvvisati: Michelle Williams e Romain Duris

Tutti i soldi del mondo cinematographe

Se c’è un motivo per il quale vale la pena vedere Tutti i soldi del mondo questo è riconducibile a Michelle Williams, che ha inciso il film con la sua carica recitativa e umana portando in vita sul grande schermo la madre del rapito Paul Getty III, tale Abigal Harris, con incredibile durezza.
Trasformato l’aspetto, che la colloca benissimo in un passato anni Settanta, Michelle Williams affronterà il ricatto accanto all’ex agente della CIA interpretato da Mark Wahlberg, tirando fuori gli artigli e guadagnandosi così una nomination ai Golden Globe. Un’interpretazione tesa che è la vera colonna portante del film, in grado di portare sulle proprie spalle tutto il peso della pellicola. Menzione speciale anche per il malavitoso Cinquanta, interpretato dal francese Romain Duris, sporchissimo criminale tra gli organizzatori del rapimento di Paul Getty III e insieme, trascorso il tempo, suo tutore. Figura che da causa del male saprà diventare amica e che l’attore francese riesce a rendere bilanciata nella sua doppia natura.

2. Tempo, nomination, premi e previsioni

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Come già dichiarato, Michelle Williams è riuscita a meritare una più che meritata nomination ai prossimi Golden Globe che si svolgeranno pochi giorni dopo l’uscita italiana del film, il 7 gennaio 2018. Gioia professionale che l’attrice condivide assieme al collega Christopher Plummer e che vede entrambi gli interpreti rispettivamente nella lista di Migliore attrice in un film drammatico e Migliore attore non protagonista in un film drammatico. Nomination dalla quale non rimane escluso neanche Ridley Scott, candidato alla Miglior Regia. Che ci sia spazio per Tutti i soldi del mondo agli Oscar?

1. Tutti i soldi del mondo è ambientato soprattutto in Italia 

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Sono stati lunghi i mesi che Ridley Scott ha trascorso in diverse parti del mondo per portare a compimento le riprese del suo film. Dalla campagna inglese di Suffolk alle distese desertiche del Marocco, un viaggio che ha occupato la maggior parte del tempo della troupe sul territorio italiano. È avvenuto infatti a Roma il rapimento del sedicenne Getty e giù, verso il sud della penisola, il suo destino da prigioniero. È perciò la Capitale lo sfondo a cui viene sicuramente dato maggiore spazio, una città che il regista ha cercato di riportare indietro nel tempo, ripopolarla di Vespe e jeans a zampa di elefante. Ma non è stato l’unico posto del Lazio ad essere stato utilizzato per Tutti i soldi del mondo, che vede il suo set allestito anche per le vie di Bracciano.