Troppa Grazia: la spiegazione del film con Alba Rohrwacher

La spiegazione del film con Alba Rohrwacher ed Elio Germano, tra critica al sistema dominante, emergenza ambientale e valore delle relazioni sociali. Un'opera che trasmette un messaggio importante sull’importanza della ricerca del bello nel mondo che ci circonda.

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Troppa Grazia è un film del 2018, presentato al Festival di Cannes e vincitore del premio come miglior film europeo. È diretto da Gianni Zanasi ed interpretato da Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston e Hadas Yaron.

Il film racconta la storia di Lucia, giovane geometra che trova commissioni saltuarie per arrivare a un’adeguata retribuzione. Lucia accetta l’impiego nel progetto promosso dal Comune dove risiede e mirato alla realizzazione di un grande complesso architettonico-multimediale chiamato L’onda, accorgendosi però da subito che qualcosa non torna nelle carte sottopostele per le misurazioni del terreno su cui dovrebbe sorgere l’opera. Tuttavia, pur capendo che dietro a tutto c’è qualcosa di poco limpido e al limite della legalità, decide di non dire nulla per paura di perdere l’impiego, il quale le è necessario per mantenere sua figlia, che cresce da sola dopo la separazione dal compagno.

Leggi anche la recensione di Troppa grazia, il film di Gianni Zanasi

Troppa Grazia e la trama del film di cui Alba Rohrwacher è protagonista

Troppa Grazia Cinematographe.it

Un giorno, mentre Lucia sta svolgendo le rilevazioni sul terreno interessato insieme ad un collega, le compare dal nulla una giovane donna vestita in maniera umile e col capo coperto, la quale sembra una profuga alla ricerca di elemosina, ma che dichiarerà successivamente d’essere la Madonna. Lucia, spaesata da questa visione che le si ripropone successivamente in più occasioni, pensa d’avere una malattia psichiatrica dovuta allo stress e si rivolge a dei dottori, prima di iniziare a raccontare ad alcune persone attorno a lei di queste visioni.

Atea convinta, cerca una spiegazione razionale alla cosa, senza trovarla, trovandosi a constatare suo malgrado, con sempre maggiore rassegnazione, che colei che le è apparsa è realmente la Madonna. Iniziano così tra le due una serie di dibattiti e battibecchi che arrivano fino allo scontro fisico, con la Madonna che cerca di obbligare Lucia a imporre la costruzione di una Chiesa al posto dell’Onda. La geometra, seppur sconsolata per essere stata scelta, prova in maniera rassegnata a fermare l’edificazione e a scoprire cosa ci sia di anomalo e omesso sotto il terreno.

Troppa Grazia è un film che offre molteplici stimoli e chiavi di lettura sul nostro presente

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Il film mette sul piatto numerosi spunti di riflessioni e chiavi di lettura dell’intera opera. Troviamo ad esempio la tematica dell’immigrazione, della salvaguardia dell’ambiente, della speculazione edilizia e delle collusioni tra potere politico e interessi privati, del precariato e ovviamente quella della spiritualità. In realtà i temi posti sono anche troppi rischiando di rendere complicata la decodificazione del messaggio voluto dal regista.

Ciò che risulta evidente è il fatto che la Chiesa sia solo una metafora d’un discorso più ampio. La Chiesa di fatto rappresenta l’idea dell’ascolto, dell’incontro e della volontà di modificare l’esistente in favore della comunità e non di interessi particolari che vanno a discapito di quelli collettivi. Il film infatti non va visto in chiave mistico-religiosa ma va letto come una metafora dell’esplorazione di se stessi, delle proprie relazioni e come un viatico per focalizzare l’attenzione sul rischio ambientale e la necessità di non voltare lo sguardo di fronte all’urgenza di una salvaguardia del territorio.

In Troppa Grazia la Madonna diventa simbolo della necessità del confronto

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È una Madonna che diventa emanazione di un messaggio di riflessione sul bisogno di non venir assorbiti totalmente dalla frenesia del vivere quotidiano e soprattutto di non considerarsi autosufficienti, ponendo uno sguarda all’interno di sé ma soprattutto all’esterno, attorno a noi. È l’esigenza del confronto, della condivisione e della costruzione – la Chiesa – di relazioni fatte d’attenzione reciproca.  Se un Gesù o appunto una Madonna tornasse sulla Terra al giorno d’oggi verrebbe scambiato per un profugo o un immigrato clandestino, rischiando d’essere discriminato e restando in gran parte inascoltato, è questo che il film di Zanasi cerca di dirci, puntando il dito sul pregiudizio e su una società che preclude l’ascolto e la necessità di comprendere le ragioni degli altri. La Madonna in Terra quindi si accorgerebbe di concedere Troppa Grazia rispetto a quanto le persone sarebbero disposte ad assimilare. Il lato mistico-spirituale diventa dunque veicolo per un forte messaggio sociale e civile, di critica al nostro presente e ai vincoli economici e sociali dominanti. Lucia stessa incarna la rappresentazione della società nella sua complessità, dove da un lato c’è la volontà di essere integerrimi, dall’altro l’obbligo di piegarsi alle forze che influenzano il mondo.

Troppa Grazia: la spiegazione del film e del finale

Troppa Grazia Cinematographe.it

Un elemento dalla forte valenza simbolica in Troppa Grazia è l’acqua, evocata dalla Madonna, che porta all’allagamento momentaneo delle strade della città, in un apparente miracolo che poi si rivela essere semplicemente un evento dovuto alle omissioni perpetuate dai committenti del grande progetto e prodromico alla scoperta di una grande grotta ricca d’acqua presente sotto il terreno sul quale viene costruita L’Onda. Questa emerge dopo che l’ex fidanzato di Lucia e il collega di lei fanno scoppiare il cantiere con una bomba, gesto inizialmente richiesto alla geometra dalla Madonna. Questa azione si rivela dunque essere un momento dalla forza prorompente e rivelatrice, simbolo – pur nel suo eccesso – del coraggio necessario per andare oltre l’ordinario e abbracciare lo straordinario, non rassegnandosi al grigio pragmatismo imposto dalla vita quotidiana, ma cercando il bello che sta dietro ad ogni cosa e di cui il nostro mondo è pregno. La fonte d’acqua e la grotta che la contiene, in tutta la loro bellezza, diventano così la “vera Chiesa” da far emergere, rappresentando lo spettacolo della natura da tutelare e l’incanto della liberazione dalle logiche opprimenti a cui troppo spesso veniamo sottoposti.

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