The life of David Gale cinematographe

The Life of David Gale è un film del 2003, diretto da Alan Parker, regista britannico candidato due volte agli Oscar e celebre soprattutto per l’iconica pellicola musicale del 1980 intitolata Fame (Saranno Famosi in italiano). A produrre The Life of David Gale è stato l’attore statunitense Nicolas Cage, mentre il cast è composto da Kevin Spacey, Kate Winslet, Laura Linney (The Truman Show, Kinsey) e Gabriel Mann (volto noto della serie tv Revenge).

Il film è stato nominato nel corso del suo anno d’uscita per l’Orso d’oro al Festival di Berlino e per il Premio PFS per i Diritti Umani. Più che per l’obiettivo raggiunto, tuttavia, molti critici sostengono che la pellicola abbia riscosso successo per il suo intento. Secondo molti, infatti, il film non sarebbe riuscito a raggiungere il fine stabilito dai produttori, cioè quello di denunciare le atrocità della pena di morte negli Stati Uniti: per Roger Ebert, ad esempio, The Life of David Gale screditerebbe addirittura gli attivisti e gli oppositori della pena di morte per tutto l’arco del film, finale incluso.

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The Life of David Gale: trama del film e significato del finale

The Life of David Gale racconta di David Gale (interpretato da Kevin Spacey), un professore americano detenuto nel braccio della morte in Texas, perché colpevole di aver ucciso Constance Harraway (interpretata da Laura Linney), sua amica e collega attivista che assieme a lui si batteva per l’abolizione della pena di morte. A tre giorni dall’esecuzione, la giornalista Bitsey Bloom (interpretata da Kate Winslet), affiancata dal tirocinante Zack Stemmons (interpretato da Gabriel Mann), inizierà a indagare sul caso con un’inchiesta che la porterà a conoscere la verità sulle dinamiche dell’omicidio della Harraway e sui reali colpevoli.

Il finale di The Life of David Gale ha spiazzato il pubblico cinematografico, facendo anche sorgere qualche dubbio sul suo reale significato. Si tratta degli ultimi venti minuti di film, che stravolgono completamente quanto visto in precedenza. Bitsey Bloom, durante le sue indagini, trova un filmato nascosto, grazie al quale scopre le modalità con cui Constance Harraway ha perso la vita: non si tratta di un omicidio, come sembrava chiaro dalla scena del crimine, bensì di un suicidio portato a termine con l’aiuto di Dusty Wright, un presunto amante e collega della Harraway, del quale la Bloom già sospettava.

Tutto, in un primo momento, sembra essere chiaro per la Bloom (anche se non riesce ancora a spiegarsi il perché delle impronte digitali di Gale trovate sulla scena del crimine), che ruba il filmato con la speranza di rivelarlo per riuscire a scarcerare David Gale. L’agognata corsa della giornalista, tuttavia, non servirà a nulla: David Gale è stato giustiziato. Non essere riuscita a impedire la morte dell’uomo sarà per la giornalista un enorme rimpianto, fino a quando non sarà venuta a conoscenza della verità finale. Esiste, infatti, un frammento successivo del filmato, che mostra la presenza di David Gale sulla scena del crimine, anch’egli complice della torbida trama messa in atto dalla Harraway.

In conclusione, Constance Harraway e David Gale si sono deliberatamente sacrificati, la prima con la morte volontaria in casa e il secondo giustiziato dalla Legge, per screditare la pena capitale. Si tratta quindi dell’ultimo tentativo dei due attivisti di liberarsi di questa barbara tortura che ancora oggi continua a fare vittime in territorio statunitense e nel mondo.

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