Teneramente folle: la storia vera che ha ispirato il film con Mark Ruffalo

Un piccolo ma sorprendente film che regala grandi emozioni grazie alla storia vera di un padre affetto dal disturbo bipolare che cerca di prendersi cura della propria famiglia al meglio delle sue stravaganti possibilità, forse non sempre riuscendoci ma di sicuro senza perdersi d’animo.

Come tutti sanno, essere genitori è il mestiere più difficile al mondo ma nel caso in cui si possegga un disturbo mentale, questo compito può diventare quasi impossibile da sostenere da solo, soprattutto perché si può rischiare di ferire involontariamente le persone più care senza nemmeno rendersene conto. È proprio questo il caso del protagonista Cameron, interpretato magistralmente da un eccelso Mark Ruffalo, che nel film Teneramente folle mostra come un padre di famiglia si trovi improvvisamente solo a dover far fronte a una serie di peripezie create dalla sua stessa mente e farà tutto ciò che è nelle sue possibilità per riuscire a superarle così da dimostrare alla moglie e alle sue due figlie di essere in grado di prendersi cura di loro ma, più di ogni altra cosa, di amarle infinitamente nonostante le strane e preoccupanti azioni che egli potrebbe compiere da un momento all’altro.

Per il suo debutto alla regia, Maya Forbes sceglie un tema estremamente delicato e tortuoso da affrontare, decidendo di esporsi in prima persona e raccontare la storia di suo padre, un uomo affetto da disturbo bipolare che, nonostante tutte le sue eccentricità, è riuscito a dimostrarle l’enorme amore che provava per lei.

Una storia intima e personale che prende spunto da alcuni avvenimenti accaduti nel corso dell’infanzia tutt’altro che facile della regista con lo scopo di analizzare una sindrome poco raccontata sul grande schermo e su come essa possa influenzare negativamente non solo la vita della persona affetta ma, soprattutto, quella delle persone che le sono vicino, a maggior ragione se si tratta di due bambine che non capiscono come il loro padre possa passare da felice ad arrabbiato nel giro di due secondi senza apparente motivazione logica. Adoperando il suo alter-ego Amalia, interpretata da Imogene Wolodarsky, figlia maggiore della stessa Maya, la regista racconta un periodo preciso della sua vita concentrandosi sui problemi connessi a questa sindrome e sulle difficoltà che il padre ha affrontato per mantenere saldi i rapporti interpersonali che lo tenevano unito alla sua stessa famiglia.

Scopriamo insieme la storia vera della regista Maya Forbes, che ha ispirato il suo film Teneramente folle

Teneramente folle Cinematographe.it

Teneramente folle è uno splendido ritratto di una famiglia anticonvenzionale che riesce a funzionare nonostante le difficoltà.

È il 1967 quando Cameron Forbes, membro di una delle più facoltose famiglie del New England, scopre di essere affetto da disturbo bipolare che gli provoca drastici cambiamenti di umore, alternanze imprevedibili tra stati depressivi ed euforici, strane manie nel comportamento e bizzarre fissazioni. Nonostante questo, egli cerca di vivere la sua vita come chiunque altro e dopo poco tempo si innamora e sposa Peggy, una giovane ragazza afroamericana di umili origini ma dalle grandi ambizioni per il futuro. Purtroppo però, per quanto l’amore tra i due sia intenso e porti alla nascita di due splendide bambine, non è destinato a durare nel tempo e i due si separeranno a causa della difficoltà che prova Peggy nel relazionarsi con Cameron, colpito costantemente da una serie di crisi depressive che rendono la vita tutt’altro che facile all’intera famiglia.

Le piccole si trasferiranno così con la madre in un minuscolo appartamento nella città di Cambridge, nel Massachusetts ma la situazione non tenderà a migliorare. Cameron è senza uno straccio di lavoro e con idee sempre strampalate in testa per inventarsi un nuovo modo di trascorrere la giornata, cosicché la famiglia riesce a sopravvivere solamente grazie al saltuario e piccolo aiuto economico dei genitori di lui, che quasi si vergognano della situazione in cui versa il figlio,  che non permette di gettare delle basi solide per gli anni a venire. Non riuscendo a trovare un lavoro con una paga adeguata, Peggy decide di iscriversi a un corso di laurea specialistica in economia alla Columbia Business School di New York, della durata di 18 mesi, durante i quali sarà costretta ad affidare la cura delle due figlie al marito Cameron che, per la prima volta, dovrà imparare a prendersi le proprie responsabilità e a capire cosa significa essere genitore a tempo pieno.

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Mark Ruffalo si dimostra ancora una volta all’altezza della sua reputazione nel ruolo di un padre affetto da disturbo bipolare.

Il film si concentra interamente sul periodo dell’infanzia della regista Maya e della sorella China in cui, nel 1978, rispettivamente a dieci e otto anni, hanno dovuto vivere da sole con il padre appena rilasciato da un ospedale psichiatrico nel quale era stato ricoverato per una delle sue consuete crisi depressive. Questo lasso di tempo è stato definito dalla regista come la fase più problematica della sua vita ma che, alla fine, ha rappresentato una sorta di epifania per lei e i suoi genitori: nonostante le varie difficoltà che tutti quanti hanno dovuto affrontare per permettere alla madre di creare per loro un futuro migliore, la strana combinazione di caratteri all’interno di quel minuscolo appartamento ha funzionato per il meglio. Non sempre le famiglie sono quelle che si vedono nelle pubblicità, ce ne sono molte che sopravvivono in maniera non convenzionale e, allo stesso tempo, riescono ad essere felici.

Teneramente folle è estremamente fedele alla vera storia della famiglia Forbes, ricreando la loro vita attraverso la mescolanza di eccentrici episodi realmente accaduti insieme ad altri più di fantasia per arrivare infine a una rappresentazione così commovente da riuscire a trascinare totalmente lo spettatore nelle vicende raccontate. La regista Maya Forbes rivive la sua infanzia senza farsi sopraffare dalle emozioni generate dal ricordo della vita vissuta, mantenendo quella lucidità necessaria per rendere il film uno splendido ritratto di una famiglia strettamente unita da amore, consapevolezza e un pizzico di anticonformismo.

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