Perché Una poltrona per due è il film di Natale per eccellenza?

Il cult di John Landis torna a farci compagnia nelle festività di Natale. Ma perché è il film natalizio per eccellenza? 

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Uscito nelle sale americane l’8 giugno 1983 Una poltrona per due (“Trading Places“, nella versione originale), il film diretto dal regista John Landis (Animal House, The Blues Brothers), esordì nelle sale italiane il 19 gennaio 1984, non replicando però il successo ottenuto negli Stati Uniti. Sebbene fosse stata inizialmente concepita per la coppia Gene Wilder e Richard Pryor la pellicola vanta un cast dall’incredibile alchimia, Dan Aykroyd nel ruolo dell’agente di cambio Louis Winthorpe III, il senzatetto Billie Ray Valentine interpretato da Eddie Murphy (allora conosciuto solo per 48 ore, il film di Walter Hill del 1982) e la prostituta Ophelia, una splendida visione quella di Jamie Lee Curtis che si allontana dal filone horror per conquistarsi di diritto un ruolo di primo piano nella commedia cult degli anni Ottanta. Dal 1997 Una poltrona per due (il regista John Landis ha definito il titolo italiano “disgustoso”) è il titolo immancabile nella nostra programmazione natalizia: un appuntamento impossibile da rimandare che quest’anno torna in onda, per la nona volta consecutiva, la sera della Vigilia di Natale. Ma perché un film che parla di finanza, miseria, gerarchie sociali, “spinelli, allucinogeni, valium, pillole gialle, pillole rosse, macinino per cocaina, siringhe assortite” è diventato il classico natalizio per eccellenza? Cos’ha di tanto speciale Una poltrona per due da tenerci incollati allo schermo anno dopo anno?

Credo che – Una poltrona per due – funzioni perché a Natale vogliamo sentirci raccontare sempre la stessa storia” dice Laura Casarotto, la direttrice di rete. I bambini hanno Babbo Natale, gli adulti Una poltrona per due, una contro-favola dagli elementi comici e dissacratori indispensabile per la buona riuscita del Natale.

Una poltrona per due: l’intramontabile classico di John Landis

Louis Winthorpe III (Dan Aykroyd) è un ricco e viziato agente di cambio che trascorre una vita agiata, piena di lussi, circondato da affetti di convenienza, rampolli aristocratici altezzosi e una fidanzata bellissima ma superficiale. Billie Ray Valentine (Eddie Murphy) è un senzatetto che vaga per le strade di New York fingendosi un veterano dal Vietnam cieco e mutilato. Nella vigilia di Natale, per un banale incidente in strada, Louis crede che Billie voglia aggredirlo e rubargli la valigetta contenente gli stipendi aziendali. La polizia arresta il senzatetto, ma i datori di lavoro di Louis, i fratelli Mortimer (Don Ameche) e Randolph Duke (Ralph Bellamy), interrogandosi circa le origini ambigue della criminalità, scommettono un dollaro di poter trasformare Billie Ray in un uomo onesto garantendogli privilegi e un incarico di rilievo nella società, e con l’aiuto del corrotto funzionario del governo Clarence Beeks condurre invece in rovina l’arrogante Louis. Abbandonato dagli amici e ridotto sul lastrico Louis trova conforto e sostegno nella prostituta Ophelia (Jamie Lee Curtis) che sentendosi in parte responsabile della sua disgrazia decide di aiutarlo a vendicarsi. Quando Valentine scopre il piano dei fratelli Duke, convince Louis a raggirarli, coinvolgendolo in un’operazione che li renderà milionari.

Quest’anno più che mai Una poltrona per due è un’esigenza…

Se Una poltrona per due vive di rendita lo deve al fatto di essersi trovato nel posto giusto al momento giusto, quando abbiamo iniziato ad aver bisogno di risate, gag esilaranti e riflessioni sociali celate dietro l’aura comica della commedia americana. Nel 2020 più che mai Una poltrona per due in prima serata conferma la necessità della tradizione, il respiro di sollievo nel vedere che nonostante il vortice di emozioni contrastanti vissuto in questo terribile anno c’è sempre qualcosa a ricordarci la bellezza del Natale. Distanti dagli affetti, stretti attorno ad una tavola imbandita, magari rossa, forse oro, con un albero addobbato e pieno di luci, senza la tombola o in videochiamata con genitori e nonni lontani, basterà puntare il telecomando verso il televisore e scegliere questo film per sentirsi di nuovo “a casa”, in qualunque parte del mondo.

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