La serie di Mission: Impossible ritorna al cinema il 19 agosto con la sua quinta pellicola intitolata Rogue Nation. Ma quanto appassionano le spie e soprattutto questa saga cinematografica? Durante la storia del cinema ci sono stati, e vi sono tutt’ora, diversi i film che narrano le vicende di spie, tra cui le saghe di maggior successo sono, come ben si sa, James Bond e Mission: Impossible (che non a caso sbancano sempre i botteghini di mezzo mondo). Queste pellicole arrivano dal passato come Intrigo Internazionale (1959) e Il Sipario Strappato (1966), entrambi di sir Alfred Hitchcock, altre sono intriganti come La Talpa (2012), altre ancora fanno sorridere come la spia imbranata di Johnny English (2003) e il recente Spy e s’insinuano anche nei telefilm, come si chiamavano un tempo, come Attenti a quei due, degli anni ’70 (con protagonisti Tony Curtis e Roger Moore). La vita da spia ha appassionato e continua a farlo per diversi motivi; chi non ha mai sognato di essere una spia sotto copertura ed intraprendere missioni pericolose, alzi la mano. Questi personaggi fanno vivere agli spettatori un’ora e mezza/due di avventura, rischio e pura adrenalina che personalmente quasi nessuno di noi vivrà nella vita reale; avventure pericolose, dunque, al limite (e fuori) del normale, non proprio realistiche magari; ma alla fine dei conti quanto importa vivere, anche se per poco, quello che non potremmo fare mai? Ecco che le spie sotto copertura diventano per noi, nel momento in cui si assiste alla pellicola in questione, luogo di evasione mentale dove accrescere il desiderio di poter, anche solo per una volta, indossare uno smoking o un bel vestito da sera e fare grandi cose anche solo con una stilografica in mano.

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Ethan Hunt (Tom Cruise) nel primo film della saga.

Ma se Bond appassiona, oltre che per le sue missioni, per lo stile ed il portamento da perfetto agente britannico che lo contraddistingue, Ethan Hunt tiene incollati allo schermo per una motivazione totalmente opposta: Ethan è sempre pronto all’avventura, e anche se non guida una Aston Martin, si contraddistingue per le sue scalate, tra deserti e grattacieli, o per essere appeso ad elicotteri. E se poi Ethan Hunt è interpretato dall’evergreen Tom Cruise, allora non c’è proprio nulla da contestare. La saga di Mission: Impossible, presa in prestito dall’omonima serie televisiva della fine degli anni ’60 creata da Bruce Geller, nasce nel 1996 con titolo chiaro e semplice “Mission: Impossible”. La pellicola, con Brian De Palma alla regia, narra la missione di Ethan Hunt (Tom Cruise) agente dell’IMF (Impossible Mission Force), una sezione della CIA, che dà la caccia ad un floppy disk su cui vi è registrata una lista delle identità reali di alcuni dei più importanti agenti segreti; tutto ciò non senza adrenalina e complotti di diverso genere.

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Ethan Hunt in “Mission: Impossible – Protocollo Fantasma”.

Questa pellicola ha dato avvio ad una fortunata serie che ancora oggi non smette di riscuotere successo. Alla prima pellicola della saga segue Mission: Impossible II, del 2000, per la regia di John Woo, Mission: Impossible III, del 2006 con la regia di J.J. Abrams (girato prevalentemente in Italia), Mission: Impossible – Protocollo Fantasma, del 2011 per la regia di Brad Bird e, infine, Mission Impossible: Rogue Nation. Questa saga di spionaggio vede la costante presenza di Tom Cruise nei panni di Ethan Hunt, che abbiamo imparato ad apprezzare al meglio per il “fai da te”, ovvero il non utilizzo di controfigure. L’ultima pellicola, diretta da Christopher McQuarrie, si appresta a diventare l’ennesimo successo della fortunata serie, che con tutta certezza darà avvio ad un prossimo capitolo della saga.

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