Dietro le più popolari figure che hanno plasmato l’immaginario horror cinematografico si celano, spesso, collegamenti o somiglianze con aneddoti particolari e figure appartenenti al mondo reale. Quando non si tratta di storie direttamente tratte da fatti realmente accaduti o pagine di cronaca nera, è facile scovare, in un film horror, una libera ispirazione ad essi o a leggende che vengono tramandate da tempi remoti. E’ questo il caso de La Llorona – Le lacrime del male, film di Michael Chaves appartenente all’universo cinematografico di The Conjuring (avviato con l’omonimo film, del 2013, di James Wan).

La Llorona: la donna spettro protagonista di numerose leggende

Prima ancora di essere trasformata in un villain da film dell’orrore, La Llorona era un nome associabile soltanto a una delle più popolari figure folcloristiche in Sudamerica che, in seguito, è stata esportata in tutta Europa per l’universalità della sua storia e per radici folcloristiche che sono comuni a più paesi. Se si volesse riassumere la storia della Llorona in poche righe, si potrebbe spiegare che si tratti dello spettro addolorato di una donna che, in vita, ha annegato i suoi bambini in seguito a una pena d’amore. Facile comprendere come abbia potuto attecchire in paesi anche piuttosto distanti dalla sua terra d’origine, e altrettanto semplice capire quanto abbia potuto influenzare altre figure cinematografiche che non portano il suo nome; la mente va, per esempio, alla disturbata Dolores Chanal (un nome latinoamericano, non a caso) interpretata da Michelle Williams in Shutter Island, film di Martin Scorsese del 2010.

Le diverse versioni della leggenda, accomunate dal tema della gelosia e del dolore

Diverse sono le storie che gravitano attorno a questa donna-spettro che, si narra, se ne va in giro a terrorizzare e rapire bambini per sostituire i suoi, ormai perduti. In alcune delle storie narrate, la Llorona uccide i suoi figli a seguito di un insano raptus di gelosia: nella versione raccontata in Arizona, per esempio, si tratta di una donna chiamata Launa che vive insieme alla sua famiglia nel Kingman Canyon. Notando un sentimento di affetto eccessivo da parte di suo marito nei confronti delle sue figlie femmine, Launa getta le ragazze nel canyon. Sarà la sua stessa sorte quando il marito, dopo aver appreso dell’insano gesto della moglie, deciderà di abbandonarla per sempre. Dal giorno del suo suicidio, Launa è condannata a vagare nel canyon per sempre.

Un’altra versione in cui è la gelosia a far da motore è quella che vedrebbe la Llorona annegare i suoi figli dopo aver scoperto di un tradimento da parte di suo marito. Questa storia, la più diffusa, ha le sue origini in un racconto di cui è protagonista una donna indigena che s’innamora di un uomo spagnolo, con cui è costretta ad avere una relazione segreta. Tuttavia, quando l’uomo decide di sposare un’altra donna, benestante e della sua stessa etnia, la donna indigena diviene presa di un attacco di rabbia incontrollabile, che la porta ad assassinare i suoi figli stessi e poi, a causa dei sensi di colpa non appena tornata “lucida”, a suicidarsi gettandosi nelle acque che scorrono nello stesso fiume, in cui ora vaga per l’eternità.

In un’altra versione della storia, al contrario, la Llorona è solo la vittima di un gesto folle di suo marito, che avrebbe annegato i loro figli perché le bocche da sfamare in famiglia sarebbero state troppe. Da questo momento in poi, la Llorona tornerebbe sulle sponde del fiume in cui suo marito aveva annegato il suo quinto figlio, notte dopo notte.

La Llorona è una dea azteca premonitrice

Numerose altre, raccontate in tempi ancor più remoti, sono le storie da cui la leggenda della Llorona prende vita. Una è quella narrata da Fray Bernardino de Sahagún in General History of the Things of New Spain, secondo cui la donna corrisponderebbe alla dea azteca Chihuacóatl, che aveva predetto l’arrivo dei conquistadores prima di vedere uno spagnolo toccare la sua terra. Si tratta, dunque, di una versione profondamente diversa dalle altre, dove al pianto della Llorona si fa corrispondere un avvertimento al popolo che sarebbe dovuto servire ad evitare la tragedia della Conquista dell’attuale Messico.

La Malinche, amante di Cortés

La Llorona, secondo altri, sarebbe Doña Marina, meglio conosciuta col nome di La Malinche, amante e traduttrice personale di Cortès: da qui il termine malinchismo, ancora oggi utilizzato per descrivere l’atteggiamento di preferenza nei confronti di un elemento straniero piuttosto che di un elemento appartenente alla propria terra d’origine.

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