40 anni di Io e Annie – 10 curiosità sul film cult di Woody Allen

- Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2017 12:01 - Tempo di lettura: 5 minuti

Era il 1977 e nelle sale usciva una delle commedie più brillanti di sempre, uno dei capolavori di Woody Allen: Io e Annie. Il “film tipo” del regista newyorkese, tra nevrosi, rapporti disastrosi tra uomo e donna e la presa di coscienza dell’impossibilità di trascorrere una vita veramente felice e serena accanto ad un’altra persona.

Il film narra le vicende di Alvy Singer (Allen stesso) che con in un monologo iniziale traccia la sua situazione esistenziale e comincia a parlarci della sua travagliata storia d’amore con Annie (Diane Keaton): dall’entusiasmo iniziale, alle prime difficoltà tipiche di una coppia fino alla rottura.

Io e Annie quest’anno compie 40 anni e noi di Cinematographe – FilmIsNow vogliamo celebrarlo raccontandovi 10 curiosità che forse non conoscevate!

10. Titolo iniziale

Io e Annie, in realtà, doveva intitolarsi Anedonia, che in psichiatria sta a significare l’incapacità di provare piacere anche in momenti che, di solito, lo procurano: dormire, mangiare, fare l’amore, avere contatti sociali. Qualche settimana prima dell’uscita del film, però, il titolo venne cambiato perché giudicato non adatto a una commedia. In Italia, inizialmente, il film venne distribuito con il titolo Io e le donne.

9. Diane Keaton/Annie Hall

Hall, il cognome della protagonista, è quello vero di Diane Keaton che, quando studiava recitazione, fu costretta a cambiarlo per differenziarsi da una sua compagna. Inoltre Annie è il soprannome che Allen usava per chiamare la Keaton all’epoca della loro relazione e non è un caso che il ruolo sia stato scritto esclusivamente per lei.

8. I contrasti con i familiari

Continuiamo a parlare della protagonista indiscussa di questo film e delle sue somiglianze con la sua interprete Diane Keaton: in comune non hanno solo cognome e personalità ma anche una famiglia ostile e razzista. Nel film la nonna di Annie, che mal sopporta il nuovo fidanzato della nipote, si comporta esattamente come quella vera della Keaton e come tutta la sua famiglia: ai tempi del suo fidanzamento con Allen, infatti, i suoi familiari non vedevano di buon occhio il regista perché di origini ebraiche.

7. Diane e la moda

Il successo ottenuto da Io e Annie non riguarda solo il botteghino e i pareri entusiasti di pubblico e critica ma anche la moda: la Keaton con il suo ruolo di Annie negli anni ’70 lanciò un vero e proprio stile. L’attrice in questo film è stata sicuramente l’antesignana del look men-like tanto in voga anche a giorni nostri: pantaloni maxi o con la piega, giacche e camice dal taglio maschile, cravatte, gilet, bombette e scarpe stringate. Anche oggi l’attrice sembra aver conservato questo stile che tanto piace alle donne e alle riviste di moda.

6. Prime apparizioni e camei prestigiosi

Alcune future star hollywodiane appaiono nel film in ruoli poco rilevanti: una sconosciuta Sigourney Weaver interpreta infatti una delle ragazze “di passaggio” di Alvy Singer; un giovane Jeff Goldblum, invece, è una semplice comparsa che parla al telefono e viene inquadrato per pochi secondi; Christopher Walken interpreta il fratello di Annie e questo rappresenterà un trampolino di lancio per la carriera dell’attore statunitense. Il celebre sociologo canadese Marshall McLuhan compare in un cameo nell’esilarante scena della fila al cinema quando Alvy è scocciato da un logorroico e saccente professore, mentre lo scrittore Truman Capote interpreta “un uomo che sembra Truman Capote”.

5. Tecniche utilizzate

Tante le novità tecniche apportate da Woody Allen rispetto ai suoi film precedenti: innanzitutto fa parlare i personaggi fuori campo, espediente che utilizzerà spesso successivamente; impiega i sottotitoli che mostrano al pubblico i veri pensieri dei personaggi rispetto a quello che dicono apertamente; usa continui flashback e flashforward e la tecnica dello split screen: l’idea venne al direttore della fotografia, Gordon Willis, che pensò di girare la scene dei due protagonisti dai rispettivi analisti contemporaneamente, facendo recitare i due attori uno accanto all’altro.

4. Trionfo agli Oscar

Io e Annie nel 1978 vince ben quattro Oscar nelle categorie più importanti: Miglior sceneggiatura originale, scritta da Allen e Marshall Brickman; miglior film e regia e migliore attrice protagonista a Diane Keaton. Woody Allen, dal canto suo, dimostrò anche in questo caso la sua eccentricità e indipendenza intellettuale non presentandosi alla cerimonia, affermando di essere troppo impegnato con la sua band jazz, manifestando più volte in seguito il suo scetticismo riguardo la possibilità di decretare il miglior film, perché si tratta pur sempre di un parere soggettivo.

3. La sceneggiatura più divertente della storia del cinema

Nel 2015 la Writers Guild of America, il sindacato degli autori americani, ha decretato la sceneggiatura di Io e Annie, scritta da Allen con Marshall Brickman, la più divertente della storia del cinema, riuscendo a superare pietre miliari della comicità come A qualcuno piace caldo di Billy Wilder, Frankestein Junior, Monty Python e il Sacro Graal e Animal House.

2. Tra i migliori film statunitensi

Nel 1998, invece, l’American Film Institute ha inserito il film al trentunesimo posto della classifica dei migliori cento statunitensi di tutti i tempi, ponendolo tra le migliori cento commedie e considerando una delle sue battute tra le migliori del cinema americano.

1. Sequel

Numerose case cinematografiche hanno proposto a Woody Allen un sequel di Io e Annie ma il regista si è sempre dimostrato contrario, affermando:

“Una volta ci ho pensato, non ho intenzione di farlo, ma una volta ho pensato a quanto sarebbe stato interessante vedere Annie Hall e il personaggio da me interpretato alcuni anni più tardi. Però a me sapeva di sfruttamento… Il “sequelismo” è diventato una cosa fastidiosa. Non credo che Francis Coppola dovesse fare Il padrino – Parte III dal momento che Il padrino – Parte II era molto buono. Quando si fa un seguito è solo per sete di altri soldi, e così l’idea non mi è più piaciuta tanto”