In Time: la spiegazione del finale del film di Andrew Niccol

In Time affronta i problemi della società contemporanea cercando una morale in un futuro al limite della distopia.

Vivere per sempre, eternamente giovani: In Time mette in scena quello che nella realtà è il sogno di una società intera che vede nella perenne giovinezza la soluzione a tutti i problemi. Se si dice che “il tempo è denaro“, Andrew Niccol con la sua sceneggiatura prova a immaginare una società distopica realmente regolata da queste leggi. Nel mondo di Will e Sylvia si invecchia fino a 25 anni, poi il tempo pare fermarsi, salvo un contatore di tempo sul braccio che, escludendo particolari negoziazioni, durerà un anno. Allo scadere del tempo, la persona muore e la società continua a essere nettamente divisa tra i poveri e i ricchi.

Will è un rappresentante dei primi e, per cercare di ristabilire una parvenza di giustizia, rapisce Sylvia, erede di un’enorme quantità di tempo, che finisce con l’innamorarsi del suo rapitore. Il finale di In Time regala la vittoria, almeno momentaneamente, ai due protagonisti, innalzandoli definitivamente a emblemi della giustizia, della possibilità che anche di fronte a infinite possibilità, le persone possano scegliere di agire per una società egualitaria.

In Time - Cinematographe.it
Justin Timberlake e Amanda Seyfried nei panni di Will e Sylvia in In Time.

In Time mette in scena il sogno dell’eterna giovinezza

Will e Sylvia sono una coppia solida e innamorata, unita fin dal primo momento dalla volontà di ottenere qualcosa di buono da un mondo che sembra irrimediabilmente corrotto. Il senso di giustizia sembra superare il sentimento amoroso che li lega e addirittura gli affetti familiari, delle cui controversie la giovane Sylvia è un esempio lampante. Se l’intento di “rubare ai ricchi per dare ai poveri” ricorda molto il caro vecchio Robin Hood, In Time cerca di andare oltre affermando il decadimento dei valori umani in funzione della tanto anelata eterna giovinezza. Grazie al progresso della medicina e della tecnologia, l’obiettivo che tanta letteratura ha prodotto non sembra poi così irrealizzabile, ma a quale prezzo? Il film lo rivela chiaramente o almeno dà una visione piuttosto realistica del decadimento emotivo e morale che potrebbe diventare realtà.

Il finale di In Time lascia aperta la speranza per sovvertire una società corrotta

Il finale lascia comunque speranza, facendo fuggire Will e Sylvia mentre donano il tempo appena sottratto nel ghetto, il quartiere più bisognoso della città, non senza pianificare un nuovo furto ai danni di una banca del tempo. Perché in fondo è il tempo la valuta più preziosa, disponibile però solo ai più abbienti, in un circolo vizioso che replica le disparità causate dal denaro, semplicemente sostituendone la moneta regolatrice. Il nuovo attacco alla banca pianificato dai due giovani (almeno esteticamente) innamorati dona speranza per il futuro, rendendo possibile il piano sovversivo di capovolgere le priorità umane facendo giustizia in questa società rinnovata.

In Time finisce dunque con un messaggio di speranza ma anche di determinazione, con una coppia di eroi dalla tempra (fisica e morale) a dir poco invidiabile. La corsa finale verso il futuro energico e testardo che perseguono i due, ma anche la corsa verso il tesoro temporale racchiuso nell’auto del padre di Sylvie, prosegue idealmente oltre i confini del film e se questa sarà un’iniziativa vincente o meno saranno solo i posteri a poterlo stabilire.

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Will e Sylvia sono i protagonisti di In Time.

Sicuramente, a prescindere dalla valuta corrente, si afferma la volontà di sfidare i ricchi e potenti per cercare di sovvertire un sistema compromesso e questo sottintende, è chiaro, la speranza di poterci riuscire. L’obiettivo delineato è chiaro, così come sono chiare le implicazioni e le perdite che lungo il percorso sarà necessario affrontare. Il finale, comunque è letteralmente una corsa contro il tempo dal risultato insondabile, anche se le premesse di determinazione e tenacia per arrivare al successo ci sono tutte.

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