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Viggo Mortensen e Mahershala Ali sono i protagonisti di Green Book, il film di Peter Farrelly (famoso per Scemo & più scemo e Tutti pazzi per Mary), che racconta la storia di un uomo italo-americano appartenente alla classe operaia, che divenne l’autista del famoso pianista di colore Dr. Don Shirley e lo accompagnò nel suo tour in giro per l’America del Sud negli anni ’60. La pellicola è stata presentata in anteprima italiana lo scorso Ottobre in occasione della Festa del Cinema di Roma.

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I materiali di marketing per il probabile concorrente agli Oscar Green Book sostengono che la storia sia ispirata a una vera amicizia, ma quanto è accurato tale racconto nel film? Sorprendente partecipante al Toronto International Film Festival di quest’anno, l’ultimo lavoro del regista Peter Farrelly è emerso rapidamente come uno dei principali titoli nel circuito dei premi. Green Book ha portato a casa i People’s Choice Awards di Toronto ed è visto come un’opzione piacevole e divertente per i cinefili più anziani. Tuttavia, ogni volta che un film genera questo tipo di chiacchiere, ci sono sicuramente polemiche.

Green Book: quanto c’è di vero nel film con Viggo Mortensen e Mahershala Ali?

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Mentre Green Book iniziava a riscuotere successo ai festival, diversi esperti lo hanno paragonato (a volte non in modo positivo) alla pellicola A spasso con Daisy di Bruce Beresford del 1989. Alcuni critici, infatti, ritengono che Green Book utilizzi un approccio alquanto sicuro e antiquato, rendendo il film un po’ problematico. Il fatto che tragga ispirazione dalla vita reale indica che dietro c’è una certa autenticità, sebbene la portata di ciò sia certamente aperta al dibattito. I membri della famiglia dei due protagonisti di Green Book ‒ Tony “Lip” Vallelonga e Dr. Donald Shirley ‒ hanno preso posizioni molto diverse.

Il figlio di Tony Lip, Nick Vallelonga, è uno dei tre co-autori accreditati del film e, sia lui che Farrelly diranno alla gente che Green Book è molto accurato. Sì, si sono presi qualche licenza artistica (com’è consuetudine per qualsiasi film basato su una storia vera), ma il team creativo ha cercato di essere il più veritiero possibile. Le interviste con i racconti di Shirley e Tony Lip del memorabile tour di concerti (che Nick registrò su cassetta) sono state le fonti principali per la sceneggiatura originale. Alcuni dei dialoghi sono stati presi direttamente da questi materiali, incluso il pezzo di Shirley sui pianisti jazz che tengono un bicchiere di whisky sul loro pianoforte. Inoltre, Green Book interpreta il viaggio di Shirley come qualcosa di più che un semplice intrattenimento, che si allinea con il desiderio del musicista d’illustrare il “lato oscuro” del suo lavoro.

Il rapporto tra Tony “Lip” Vallelonga e Dr. Donald Shirley raccontato in Green Book 

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Green Book è sicuramente una storia raccontata dal punto di vista di Tony Lip, e qui sorgono i problemi! Sulla scia del rilascio del film, i membri della famiglia di Shirley, tra cui suo fratello Maurice e la nipote Carol Shirley Kimble, lo hanno accusato di essere “pieno di bugie”. Tra i loro punti di contesa c’è la nozione che il dott. Shirley sia stato allontanato dai parenti e si sia sentito ostracizzato dalla comunità nera (due componenti chiave del personaggio di Shirley nel film). Maurice ha anche criticato la famigerata scena del pollo fritto, affermando che il dott. Shirley “sicuramente” ha mangiato quel tipo di cibo prima d’incrociare la strada di Tony Lip.

Purtroppo, sia Tony che il Dr. Shirley sono morti nel 2013, quindi nessuno dei due è qui per confermare o smentire la presentazione degli eventi narrati in Green Book. Ciò rende difficile stabilire quale schieramento sia più onesto e il fatto che la conoscenza sui dettagli relativi alla vita personale del dott. Shirley sia limitata rappresenta un’ulteriore complicazione. Dal momento che il film commemora l’incredibile viaggio di due amici di vecchia data, si spera che Farrelly e Vallelonga abbiano reso giustizia alla storia e rispettato il ricordo di entrambi gli uomini. Ma se reclami come quelli della famiglia di Shirley sono dietro l’angolo, ciò solleva qualche dubbio.

Fortunatamente per la Universal Pictures e la sua campagna promozionale qualsiasi possibile imprecisione non ha influito negativamente sulle prospettive di Green Book, ma è comunque un ostacolo che lo studio dovrà chiarire, prima o poi. Potrebbe essere sollevato un caso per il fatto che il film abbia beneficiato del contributo di coloro che erano vicini a Shirley, ma vale la pena ricordare che Tony Lip e il Dr. Shirley sono rimasti amici dopo il tour del Sud, viaggiando insieme sulla strada più volte in seguito. Bisognerebbe immaginare, quindi, che Vallelonga e Farrelly non siano usciti completamente fuori dai binari nella loro rappresentazione e siano rimasti fedeli al vero Dr. Shirley. Forse un giorno il mistero sarà risolto, ma per ora il pubblico è lasciato a formulare la propria opinione. Se non altro, Green Book dovrebbe incoraggiare gli spettatori a leggere la vera storia e a scoprire l’incredibile musica di Shirley.

Green Book è al cinema dal 31 gennaio 2019 con Eagle Pictures.

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