Francesco Di Napoli Cinematographe.it

La Paranza dei bambini, film di Claudio Giovannesi (Alì ha gli occhi azzurri, Fiore) Orso d’Argento per la sceneggiatura al 69mo Festival Internazionale del Cinema di Berlino e nelle sale italiane da mercoledì 13 febbraio 2019, s’ispira al romanzo di Roberto Saviano per rappresentare l’adolescenza criminale che, nella pratica quotidiana della violenza, non perde mai del tutto la propria innocenza.

L’aspirazione di una compagnia di ragazzini, sulla soglia – appena o non ancora varcata – della pubertà, a diventare protagonisti delle loro vite e a non essere più rimbalzati all’ingresso di un locale si trasforma nel tempo in una forma di gregarismo e affiliazione ai boss locali che, arricchendo, sfruttano e condannano chi avrebbe avuto qualsiasi altra alternativa all’unica che, nella distorsione di prospettiva, sembra invece percorribile.

La Paranza dei Bambini: leggi qui la nostra recensione del film

Claudio Giovannesi, la Camorra vista attraverso gli occhi di un gruppo di ragazzini

Da anni, da quando, cioè, dai libri di Saviano si ricavano film e serie tv, ci si interroga, spesso pretestuosamente, sulla legittimità di raccontare il male dal punto di vista di chi lo compie, sull’opportunità di fare degli eroi neri eroi anche bianchi, esposti nelle loro fragilità e nei loro sentimenti di incerta, ma profondissima umanità. Giovannesi, regista che nei suoi lavori precedenti aveva già dato prova di rara sensibilità, nella Paranza dei bambini conferma l’intenzione di affrontare la marginalità e la deviazione sgonfiandone gli aspetti sensazionali per concentrare l’attenzione sul candore superstite di anime che a un certo punto si sono sporcate in un atto di fiducia malriposta nell’unico linguaggio conosciuto all’interno del loro microcosmo, il linguaggio della prevaricazione e della prepotenza, la grammatica del potere attuato attraverso l’intimidazione e la soggezione.

Francesco Di Napoli, l’attore con lo ‘scuorno’ che dà vita a Nicolas, baby camorrista in La paranza dei bambini

La Paranza dei Bambini, cinematographe.it

La chiave della riuscita del film di Giovannesi, accolto con esiti alterni dalla critica internazionale, ma indiscutibilmente pregevole nella realizzazione e nella poetica soggiacente, risiede soprattutto nella grandezza interpretativa dei suoi giovani attori, nella loro straordinaria capacità di dare corpo ed espressione all’innocenza tradita. In particolare, nella parte di Nicolas, il baby camorrista che, con il suo gruppo di amici fraterni, da vittima diventa aguzzino, spicca l’eccezionale Francesco Di Napoli, quindicenne alla sua prima prova d’attore, affrontata da un breve training con un tutor che ha lavorato anche sulle sue resistenze psicologiche. Ha candidamente rivelato il giovane attore a un giornalista di Sky:

Mi hanno assegnato un coach per togliermi lo scuorno, come diciamo a Napoli, cioè la vergogna. Eravamo dieci-quindici ragazzini, mi hanno fatto salire su una sedia a urlare ‘Io sono Zeus!’. Che non è una cosa tanto normale da fare davanti a tutta quella gente. Ma da quel momento la vergogna scomparì.

Di Napoli è cresciuto nel capoluogo campano, più precisamente nel rione popolare Traiano. È stato scelto dal regista dopo ben due anni di casting. Giovannesi, prima di iniziare il film, ha infatti trascorso un periodo di due anni nei quartieri popolari della città partenopea alla ricerca del giusto interprete, effettuando casting a circa 4000 ragazzini, tutti minorenni e rigorosamente cresciuti negli stessi luoghi in cui il film è ambientato.

Claudio Giovannesi: “Abbiamo dovuto convincere Francesco Di Napoli ad accettare la parte”

Alla fine la scelta è ricaduta sul giovane Di Napoli, il quale però non sembrava inizialmente interessato a percorrere la carriera dell’attore: “Francesco Di Napoli, il protagonista, ci abbiamo messo un po’ a convincerlo”, ha confidato il regista al settimanale Vanity Fair, “al primo appuntamento non si è presentato proprio. Siamo dovuti tornare a cercarlo e convincerlo”. Eppure Giovannesi non si sbagliava su di lui, dal momento che il giovanissimo attore si è rivelato perfetto nel dar vita al personaggio di un ragazzino affettuoso ma vulnerabile che, per convergenze su cui gli spettatori sono spinti ad interrogarsi, inizia a replicare i codici della ferocia che gli appaiono come vincenti.

Chiara Polizzi, che si è occupata dei casting per La paranza dei bambini, ha raccontato che l’incontro con Francesco Di Napoli è stato molto particolare e del tutto casuale. Perlustrando il Rione Traiano, infatti, hanno prima avuto a che fare con gli amici dell’attuale protagonista e, proprio da una foto apparsa su uno dei loro cellulari, è balzato alla vista il suo viso angelico, perfetto per vestire i panni di Nicola che, secondo le direttive di Giovannesi, non doveva avere i canoni fisici che nell’immaginario comune si affibbiano al baby gangster, ma piuttosto un viso aggraziato, in netto contrasto con l’ambiente in cui vive.

All’epoca del provino Francesco Di Napoli lavorava in un bar, dove si occupava delle consegne, mentre adesso fa il pasticcere e si sveglia tutte le mattine alle cinque.

I suoi colleghi di reparto, tra cui Viviana Aprea (nella parte di Letizia, reginetta di bellezza, di cui Nicolas si innamora), sono tutti bravissimi, ma Francesco Di Napoli è a dir poco sbalorditivo nel restituire con estrema e toccante naturalezza un’impressione di docilità snaturata, la dolcezza di un’infanzia che resiste anche in chi è convinto di dover e voler crescere più in fretta possibile.

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