Eli film netflix Cinematographe.it

Eli, il nuovo horror targato Netflix e diretto da Ciarán Foy, risulta incostante e ambiguo a tal punto che gli spettatori si saranno chiesti qual è la giusta chiave di lettura per interpretare il film con Lili Taylor, Max Martini, Kelly Reilly, Sadie Sink e Charlie Shotwell nel cast.

Al centro della vicenda troviamo Eli (Charlie Shotwell), un bambino affetto da un disturbo autoimmune da quando aveva quattro anni. Nel tentativo di curarlo i genitori Paul e Rose, interpretati da Max Martini e Kelly Reilly, lo portano presso la clinica dell’enigmatica dottoressa Horn, a cui presta il volto Lili Taylor. Una clinica sui generis, costruita all’interno di una casa completamente sterile in cui persino il piccolo paziente può aggirarsi liberamente. Qui Eli si sottoporrà ad alcune cure specifiche che potranno guarirlo, ma nel mentre qualcosa lo turba. Si tratta di presenze spiritiche che lo importunano continuamente, aprendogli gli occhi sulla verità.

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In particolare, le cure a cui dovrà sottoporsi Eli sono divise in tre fasi. La dottoressa avvisa però che prima di migliorare potrà peggiorare. Ad allietare la sua visita in quel posto la presenza della scaltra Haley (Sadie Sink), che gli mette la pulce nell’orecchio circa il passaggio di altri bambini nella sua stessa condizione. Ma il vero campanello d’allarme è la presenza dei fantasmi che lo importunano quasi continuamente. Il giovane vede sagome dietro la tenda, bambini sanguinanti alla finestra o lungo il corridoio e, in una delle scene, viene persino spinto fuori dalla struttura protetta. A risuonare in tutto il film è però una parola: “lie” (bugia), scritta prima sul vetro appannato, poi incisa sull’anta dell’armadio. Questa basta ad allertare il protagonista, che inizia a ribellarsi alle cure e ai genitori, ma solo quando si accorgerà – vedendola al contrario – che LIE sta per 317, intuirà che i fantasmi gli stanno suggerendo il codice per aprire una porta. Si tratta ovviamente della porta che dà l’accesso all’ala medica, quella in cui Eli viene “curato” e in cui sono custodite le cartelle mediche. Spulciandole, si accorge che tutti i pazienti curati dalla dottoressa Horn sono visivamente peggiorati nella fase 2 e deceduti nella fase 3 del trattamento. Sarà quella dunque la fine che gli spetta?

Tra le discussioni che affliggono i genitori e le sue proteste per convincerli a scappare, Eli viene alla fine tradito dal padre e trascinato nell’ala medica della casa, ma riesce a fuggire e si intrufola nella stanza della dottoressa, scoprendo in essa la presenza di un passaggio segreto che conduce a una camera sotterranea provvista di un altare e e di una fossa coperta da un masso. Gli adulti lo trovano e lo chiudono dentro, mentre il piccolo collassa a causa dell’aria non purificata. Tuttavia non è malato, quindi non muore. 

Eli non è malato, è semplicemente il figlio del diavolo!

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Entrando nella stanza della dottoressa Horne Eli scopre inoltre che non è un medico ma una suora che usa un virus genetico per cercare di liberare i bambini dalla corruzione maligna. Peccato che questa sua invenzione non sia ancora mai andata in porto, come dimostrano anche i cadaveri dei tre bambini rinvenuti da Rose nella stanza sotterranea. La donna infatti si trova lì perché colpita dal figlio – che in questo modo è riuscito a fuggire di nuovo – col Crocifisso. Solo in quel momento comprende la situazione di pericolo in cui ha messo il bambino e, scoperto che quel simbolo sacro in realtà è un pugnale, si avventa sulle donne per tentare di salvare il figlio.

Alla fine, tra le lacrime, Rose rivela a Eli che ha pregato a lungo per averlo, ma il Signore non l’ha ascoltata. Il diavolo invece si e nel farle questo dono le aveva promesso che non sarebbe stato come lui, ma “il diavolo mente sempre”. Ciò spiega la freddezza di Paul nei confronti del ragazzo.

Vi sarete chiesti, intanto, in cosa consistevano tali trattamenti speciali. Sicuramente la Horn fa affidamento a un mix di medicine ed esorcismo, usa acqua santa, radici di tannis, etc… e, quando è chiaro che il trattamento è fallito, allora dice di dover salvare l’anima di Eli eseguendo un rito e uccidendolo con un pugnale sacro. Mentre ciò avviene Paul trattiene Rose, totalmente sconvolta e incapace di agire, ma Eli si riesce a liberarsi da solo usando i suoi poteri e portando la dottoressa a pugnalarsi da sola per poi lanciare in aria lei e le altre infermiere, dandogli fuoco e facendole ruotare attorno alla stanza a testa in giù (come croci capovolte).

E quando il padre cerca di portare a compimento l’opera, Eli gli frantuma il cranio con al sola forza del pensiero. Con la pelle rossa e gli occhi indemoniati, dà fuoco alla casa e se ne va, risparmiando solo Rose, che ha cercato di aiutarlo e chiede perdono per tutto ciò che gli ha fatto. Ma Rose non è la sua unica alleata!

Haley è la sorellastra di Eli

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Durante la visione del film si capisce bene che Haley (Sadie Sink) è molto più di una vicina di casa. Conosce infatti la posizione della stanza di Eli, al punto che gli tira le pietre per attirare la sua attenzione; si esibisce poi in un trucco magico in cui dimostra di saper tenere in mano un rametto senza bruciarsi; dichiara che non le piace la dottoressa Horn – e la cosa è reciproca, vista l’espressione della donna non appena la vede – e afferma a Eli che anche gli altri pazienti hanno avuto delle visioni strane. Inoltre, è sempre lei a suggerire a Eli che il numero 317 può essere il codice d’apertura di una porta e quando il ragazzo tenta di scappare rompendo il vetro lo incoraggia dicendogli che è molto più forte degli altri.

Quando tutto finisce ed Eli è finalmente fuori dalla casa in fiamme, Haley lo sta aspettando. I suoi occhi si illuminano di un luccichio rosso e lei dichiara di essere una delle figlie del diavolo e che i pazienti precedenti erano loro fratelli. Perché non gliel’ha detto? Non l’avrebbe creduta e poi ognuno di loro deve battersi per aggiudicarsi il proprio posto nel mondo. tuttavia, ora che lo sa, potrà guidarlo verso la retta via e a Rose, che ha accettato la vera natura del figlio, toccherà guidare la macchina ed eseguire gli ordini!

Eli: la spiegazione del film e della strana reazione allergica del protagonista

Ci sono altre cose che appaiano nebulose nel film, come la reazione allergica che ha Eli nel momento in cui entra in contatto con l’aria non filtrata. La dottoressa Horn gli dice che la sua malattia non viene dall’esterno, ma dall’interno, e rivela anche che lei e i suoi genitori collaborano da molto tempo, ciò significa che nella sua stanza non vi era solo aria filtrata riva di germi ma anche aria santificata per tentare di tenere a bada la vera essenza di Eli.

Quando esce fuori dopo aver ucciso tutti tranne la madre, Eli ha la pelle rossa, mentre il suo sguardo torna alla normalità. Ciò significa che le reazioni allergiche che lo affliggeva rappresentavano solo il primo stadio della sua mutazione e che i genitori erano riusciti in qualche modo a prevenirli. Ma guardando Haley è chiaro come lei abbai il pieno controllo di tali effetti collaterali e, sotto quell’aria da ragazza normale, chissà cosa combinerà!

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