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Delta Force è un film del 1986 diretto da Menahem Golan che vede protagonisti Chuck Norris nei panni del maggiore Scott McCoy e Lee Marvin che interpreta il colonnello Nick Alexander. La pellicola, che racconta una missione del corpo speciale dell’Esercito degli Stati Uniti per salvare gli ostaggi di un aereo dirottato da terroristi palestinesi, è ispirata ai fatti realmente accaduti del dirottamento di un volo statunitense nel 1985.

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Delta Force – Il corpo speciale dell’Esercito statunitense

Il corpo speciale di cui fanno parte Scott McCoy e Nick Alexander esiste veramente ed è tutt’ora operativo. La Delta Force ha come base Fort Brag, in Carolina del Nord e dipende dal Comando Congiunto per le Operazioni Speciali. Denominato più precisamente 1st Special Forces Operational Detachment – Delta, si occupa fondamentalmente di lotta al terrorismo dal 19 novembre 1977, quando fu fondato dal Colonnello Charles Beckwith. Tra le sue operazioni più famose troviamo l’Operazione Eagle Claw, per la liberazione di alcuni ostaggi tenuti a Teheran nel 1980.

Delta Force – La storia vera del dirottamento aereo nel 1985

Il volo protagonista del dirottamento avvenuto il 14 giugno 1985 fu un Boeing 727-200 della Trans World Airlines. L’aereo, partito da Il Cairo quella mattina, sarebbe dovuto arrivare a San Diego dopo degli scali ad Atene, Roma, Boston e Los Angeles, ma a Roma non è mai arrivato. Partito alle 10:10 dalla capitale greca, con 140 passeggeri e 8 membri dell’equipaggio, venne preso il comando da due terroristi libanesi che parlavano in arabo, armati di una pistola e due granate. Tra i due c’è Mohammed Ali Hamadi, che sarebbe stato catturato e condannato all’ergastolo in Germania. La responsabilità dell’attentato venne conferita agli Hezbollah, ovvero un gruppo di sciiti estremisti.

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Delta Force – L’Odissea degli ostaggi del volo TWA

Come primo scalo, il volo dirottato si fermò a Beirut, in Libano, dove all’inizio le autorità si sono rifiutate di farlo scalare, ma furono poi costrette a cedere dal momento che l’aereo stava esaurendo il carburante e sarebbe potuto precipitare con conseguenze drammatiche.   Ecco le parole del capitano dell’aereo in quei drammatici momenti riportate dal New York Times:

Cinque minuti, cinque minuti al massimo. Con carburante. Adesso! Cinque minuti o ucciderà i passeggeri. Dice che se non otteniamo il carburante in tre minuti ucciderà un americano che ha legato nella cabina di pilotaggio.

Situazione analoga si verificò quando, dopo aver fatto rifornimento e aver rilasciato 19 passeggeri in cambio di carburante, il Boeing arrivò ad Algeri dove furono costretti a farlo atterrare “per ragioni umanitarie”: qui dopo l’atterraggio nel pomeriggio vennero rilasciati 20 passeggeri americani. Prima di questa soluzione il volo era entrato a contatto con i controllori del traffico aereo italiano, ma furono chiusi gli aeroporti di Palermo e Roma per evitare che atterrasse [riportava Repubblica]. L’aereo sarebbe poi ripartito alla volta di Beirut, dove le autorità libanesi erano decise a non farlo atterrare di nuovo, ma a causa di forti instabilità dovute alla guerra civile era comunque facile accedere alla pista.

Delta Force – La vittima dei terroristi: Robert Stethem

Durante questo soggiorno fu ucciso un sommozzatore della marina militare statunitense, di nome Robert Stethem. Ciò avvenne quando fu rifiutata la richiesta originale degli attentatori, ovvero la liberazione di 700 prigionieri loro confratelli in Israele [fonte: pbs, NDR]. Una ragazza australiana liberata dai terroristi raccontava a Repubblica:

i dirottatori si sono accorti del suo passaporto militare e lo hanno strappato dal sedile, sbattuto a terra, picchiato sul capo e sul corpo fino a rompergli tutte le costole. Hanno cercato di fargli perdere conoscenza, colpendolo al capo con il calcio di una pistola, ma lui era troppo forte, e non è svenuto. Poi l’ hanno rimesso vicino a me, lasciandolo lì a sanguinare per sei ore, fino a quando non sono venuti a riprenderlo, per ammazzarlo. Io ho provato a soccorrerlo, ma c’ era poco da fare. Era in condizioni tremende. Credo che fosse un sommozzatore della Marina.

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Delta Force – Il rilascio degli ostaggi rimasti

Fu chiesto a una hostess di fare i nomi dei passeggeri ebrei, ma dopo che questa si rifiuta furono scelti sette americani che furono fatti scendere dall’aereo. La tappa successiva del volo fu di nuovo Algeri, dove furono rilasciati 65 passeggeri e 5 assistenti di volo, dopodiché il volo tornò a Beirut il 16 giugno. A fronte del rilascio di un complice del dirottamento, Ali Atwa, da parte del governo greco, furono liberati 8 cittadini greci. Il 17 giugno i 40 passeggeri rimanenti furono tenuti in ostaggio dagli Hezbollah nella città libanese. Uno di questi fu rilasciato per via di problemi cardiaci, mentre gli altri furono liberati nel 30 giugno. Giorni dopo, furono rilasciati oltre 700 prigionieri sciiti da Israele, anche se fu negato che ci fosse alcun legame con il dirottamento del volo.

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