Perché Daniel Craig è il miglior James Bond di sempre? Tutto merito di quella “debolezza”

Se la perfezione esistesse, avrebbe il volto di Daniel Craig nel ruolo dell'Agente 007 nella saga di James Bond. Perché? La risposta (anche) nella versione home video del film.

Dal 2006 con il fresco, solido film Casino Royale, l’attore inglese Daniel Craig è apparso nei panni di James Bond, l’iconico agente 007 scolpito dalla penna di Ian Fleming. L’ultimo film della saga, uscito nei cinema italiani il 30 settembre 2021, è No Time to Die: fine trionfale di Daniel Craig nei panni dell’amato personaggio, che qui porta a completamento un arco narrativo perfetto. Tanti prima di lui avevano ricoperto il ruolo del leggendario, stiloso e fascinoso agente dell’MI6, scatenando classifiche e confronti. Ognuno ha il proprio Bond preferito: dalla performance compassata ed ironica di Roger Moore, passando per quella classica ed intramontabile di Sean Connery per terminare con la penultima, quella che ha lasciato gran parte del pubblico con un po’ di amaro in bocca, ovvero quella di Pierce Brosnan. Quando l‘annuncio del casting di Daniel Craig avvenne, nel 2005, la reazione unanime fu: cosa c’entra questo algido e al contempo rude belloccio con l’impeccabile James Bond?

Poco poteva sapere, il pubblico ignaro, che avrebbe goduto di lì in poi per ben quindici anni del miglior James Bond mai portato sullo schermo. E che il casting di Daniel Craig si sarebbe rivelato la salvezza del franchise, la sua totale reinvenzione.

Daniel Craig è nato per interpretare James Bond

Tra i contenuti speciali del DVD di No Time to Die un’intervista di ben 45 minuti che ripercorre in retrospettiva la carriera di Daniel Craig nei panni di James Bond, da Casino Royale a No Time to Die, qui l’attore spiega il suo rapporto con 007. L’intervista è uno dei contenuti speciali da non perdere della recente uscita (il 15 dicembre 2021) in home video di No Time to Die. Divenire 007 per Craig è stata un’esperienza spirituale, una trasformazione non tanto fisica quanto mentale ed emotiva.

Il James Bond di Daniel Craig, a partire dalle sue prime battute, mostra un lato ignoto ai suoi predecessori. La sua durezza, l’imponenza fisica che si scontra come un macigno di granito contro i suoi nemici, lo rendono da subito un concentrato di emozioni. La durezza di questo Bond, infatti, non è quella fredda e sorniona di Pierce Brosnan o quella indifferente e beffarda di Sean Connery; il Bond di Craig è ferito, fragile, impigliato nel suo passato e nella morte insensata dei genitori. Le battaglie di James sono sempre personali ed è proprio la dimensione James e non soltanto Agente Bond che riempie gli occhi di chi guarda. La tridimensionalità accennata in Casino Royale ed in Quantum of Solace esplode nel terzo e nel quinto episodio della saga, ovvero Skyfall e No Time to Die. Quando la storia incanala la prospettiva sulla storia personale di James, sul suo rapporto profondo con il capo dell’MI6, M (Judi Dench), o la sua storia d’amore con la psichiatra Madeleine (Lea Seydoux), l’espressività granitica di Craig si tinge di sfumature umane, reali.

La forza del James Bond di Daniel Craig: la debolezza

Daniel Craig cinematographe.it

La profonda umanità di Bond è visibile già dal primo combattimento in bianco e nero, la sequenza che ce lo introduce in Casino Royale. Possiamo vedere da subito l’impeto, la passione, la violenza: James Bond è un agente emotivo, ribelle, guidato dai suoi impulsi. La spiegazione di questa rivoluzione è data da Daniel Craig stesso, in un’intervista rilasciata ad AP: “Quando i produttori mi hanno contattato per dirmi che avevo avuto il ruolo di Bond, ho quasi creduto ad un errore. Ero lusingato, ma mi sono subito detto ‘Devono aver sbagliato persona. Sapevo di non essere la scelta ideale, convenzionale per il ruolo, e ciò che mi ha davvero salvato è stato il non sapere nulla del personaggio prima di cominciare ad interpretarlo“. Le dichiarazioni di Craig lasciano intendere una grande fragilità personale, dovuta alla sua incertezza riguardo il gigantesco ruolo che era stato chiamato a coprire, insieme ad una certa inconsapevolezza.

La fallibilità, l’umanità e la poliedricità del Bond di Craig è probabilmente racchiusa nell’insicuro, ma sperimentale, approccio della star al suo materiale di lavoro. Craig, da grande artista, ha portato la sua fragilità sullo schermo assieme all’uomo James, mai scindibile dall’Agente 007. L’umanità di Bond si dispiega con scioltezza e sfumature ulteriori in No Time to Die, pellicola che completa in modo magistrale la storia di un essere umano oltre che quella di una scaltra spia. Daniel Craig mostra l’amorevole Bond, capace di dedicare tutto se stesso ad una donna, alla costruzione di una famiglia, già nella sua storia con Vesper (Eva Green). La guarigione, l’accettazione della responsabilità della creazione, l’acquisizione della capacità di dare la vita ad un altro facendo pace con la propria raggiunge la vetta nel rapporto con Madeleine. Bond arriva alla fine della sua vita come un essere umano risolto, in No Time to Die, perdonando se stesso per i suoi errori: finalmente, è libero di amare, di arrendersi. James muore per amore, quella cosa che aveva voluto e rifuggito per l’intera durata della sua esistenza.

No Time To Die, 25° capitolo della saga di James Bond, è disponibile dal 15
dicembre 2021 in DVD, Blu-Ray, 4K Ultra HD e Collector’s Edition.
Tra i contenuti speciali (presenti nei formati DVD, Blu-Ray, 4K Ultra HD) Anatomia di una scena: Matera, che ripercorre tutti i segreti dietro l’iconica scena pre-credit girata nel Bel Paese; Siamo realisti: l’azione in No Time to Die, una featurette che ci mostra la bellezza di una tradizione tutta bondiana che fugge dalla CGI e sceglie ancora di girare sempre i propri stunt dal vivo. Non manca, tra i contenuti previsti nella versione home video, un focus sulle location esotiche, simbolo ormai della saga (dal titolo Un viaggio globale) e neanche un approfondimento sulla scenografia di Mark Tildesley e i costumi di Suttirat Anne Larlarb, in Costruire il mondo di Bond la troupe discute proprio su ispirazioni, stili e sfide.

La già citata retrospettiva di 45 minuti dal titolo Essere James Bond è presente esclusivamente nella versione 4k UHD.