City of crime, cinematographe.it

Sicuramente tra i titoli più attesi di inizio anno vi è City of Crime, poliziesco adrenalinico diretto da Brian Kirk, ambientato nella Grande Mela e che segue le pericolose ed intricate indagini del Detective Andre Davis (Chadwick Boseman), impegnato nel fare luce su una sanguinosa sparatoria presso un posto di Brooklyn in cui hanno perso la vita numerosi agenti di polizia ed il proprietario dello stabile.
A commettere il crimine sono stati due piccoli delinquenti: Ray Jackson (Taylor Kitsch) e Michael Trujillo (Stephan James), il cui obbiettivo era impadronirsi della droga tenuta nel mosto; ma invece di trovarne un paio di chili, ve n’era una tonnellata, ora nelle mani della Polizia di New York. Davis dovrà non solo ritrovare i due fuggitivi, ma scoprire la verità dietro il terribile fatto di sangue, una verità che si rivelerà scioccante, scomoda e che lo porterà a dover scegliere da che parte stare.

Il cast oltre ai già citati Boseman, Kitsch e James, annovera anche Sienna Miller, J.K. Simmons, Keith David e Alexander Siddig e punta a confermare lo status di star a tutto tondo per Boseman, attore che è arrivato al successo planetario grazie a Black Panther ma che era tutt’altro che un emergente.
E, fatto ancor più curioso, City of Crime ha permesso a professionisti tutt’altro che secondari per il Marvel Cinematic Universe, di ritrovarsi e collaborare ad un nuovo progetto cinematografico. Stiamo parlando, oltre che del nostro amato T’Challa, anche dei Russo Brothers e di Henry Jackman.

Chadwick Boseman: un attore camaleontico per City of Crime

Chadwick Boseman, prima di essere protagonista di City of Crime, ne ha dovuta fare di gavetta! Ebbe la sua prima parte nello show televisivo Squadra Emergenza nel 2003, dopo un iter formativo abbastanza travagliato e complesso, che non lasciava certo pensare potesse sfondare. Continuò poi con piccole parti in CSI:NY, Law & Order ed ER, affiancando a tale attività anche quella di sceneggiatore teatrale, cogliendo grandi soddisfazioni.
Dopo altri ruoli in Lincoln Heights e nel film tv The Express, ebbe il suo primo ruolo di rilievo nella serie Persons Unknown prima di essere scelto come protagonista nel 2013 per il ruolo del grande asso afroamericano del baseball Jackie Robinson in 42, dove si trovò affiancato nientemeno che da Harrison Ford.

Lo sport fu presente anche in Draft Day, dove recitò assieme a Kevin Costner, prima di salire agli onori della cronaca per la sua magnetica prova d’attore in Get On Up, biopic sul grande James Brown, dove Boseman stupì la critica per bravura ed intensità. Era il 2014.
Due anni dopo fu suo malgrado coinvolto nel terribile Gods of Egypt, flop tra i più considerevoli del nuovo millennio, dove però se non altro mostrò di sapersi destreggiare anche con personaggi comici e stravaganti.
Nel 2016 ecco arrivare il momento magico: viene scelto (superando un bel po’ di concorrenza) dalla Marvel per interpretare T’Challa, il protettore del Wakanda, in Civil War dei Russo Brothers, raccogliendo ottimi feedback da parte del pubblico e della critica.
Il resto, come si suol dire, è storia… ma ciò che più stupisce è il fatto che in moltissimi di questi ruoli Chad si sia trovato alle prese con simboli stessi della cultura afro-americana, personaggi che dovettero lottare contro il razzismo e l’intolleranza.

I Fratelli della Marvel

I fan del MCU probabilmente li farebbero santi, e non solo loro. I fratelli Anthony e Joe Russo, nati a Cleveland, hanno regalato infatti ai fan dei cinecomics alcuni dei titoli più esaltanti dell’ultimo decennio, contribuito in modo impareggiabile a far fare alla Marvel un salto qualitativo senza precedenti.
Registi, sceneggiatori, produttori televisivi e cinematografici (anche per City of Crime), i due fratelli figli di immigrati messinesi e pescaresi, già ai tempi della Case Western Reserve University si erano distinti per talento e spirito d’iniziativa con un piccolo cortometraggio intitolato Pieces, che attirò l’attenzione nientemeno che di Steven Soderbergh.
Soderbergh offrì loro la regia di Welcome to Collinwood, remake del capolavoro di Mario Monicelli I Soliti Ignoti, con George Clooney, William H. Macy e Sam Rockwell che ebbe una discreta accoglienza da parte del pubblico e della critica.

Le loro qualità vengono notate anche da Ron Howard, per il quale dirigeranno la serie tv Ti Presento i Miei, guadagnandosi un Emmy per la regia, e di seguito saranno dietro la macchina da presa anche per A Proposito di Brian, Carpoolers, Happy Endings e Community.
Ma se da una parte l’amore per la serialità televisiva non li ha mai abbandonati, dal 2006 cominciano a sfondare definitivamente anche sul grande schermo, grazie alla commedia Tu, Io e Dupree, con Owen Wilson, Matt Dillon e Kate Mara.
Bravissimi nel tenere assieme trame con molti personaggi molto diversi tra loro, bravissimi a dirigere cast formati da attori molto eterogenei, capaci di dare sempre ritmo, energia e di sorprendere… era difficile che la Disney se li facesse sfuggire!
Ma certo, affidargli Captain America: The Winter Soldier a molti sembrò un azzardo, invece i due fratelli stupirono tutti, confezionando un film che omaggiava i thriller e le spy stories della Guerra Fredda, portando a livello di complessità e profondità i personaggi della Marvel a quote inesplorate.
Se City of Crime vi stupirà per i toni cupi e disperati, beh… fateci caso, anche in Captain America: Civil War, Avengers: Infinity WarAvengers: Endgame era così, in perfetta armonia con la loro volontà di non annoiare mai il pubblico, di non dare mai punti di riferimento.

Sulle Note di Henry Jackman

I fratelli Russo, sia per Winter Soldier che per Civil War, hanno deciso di affidare la colonna sonora al talento e alla creatività del grande Henry Jackman, sicuramente uno dei compositori di maggior spessore della sua generazione, e che ritroviamo qui, in City of Crime.
Da compositore ha all’attivo ben quattro album, pubblicati tra il 2001 ed il 2007. Henry Jackman, nativo di Hillingdon, diplomato ad Eton e Oxford, ha un passato professionale fatto di collaborazioni con artisti del calibro di Elton John, Mike Oldfield, Seal e Gary Barlow, diventando poi uno dei più stretti collaboratori di Hans Zimmer come programmatore e arrangiatore.
Poi è passato al comando ed è riuscito a mettere la firma su colonne sonore di alcuni dei film di più grande successo degli ultimi anni, come X-Men – L’inizio, Winnie the Pooh – Nuove avventure nel Bosco dei 100 Acri, La leggenda del cacciatore di vampiri, Ralph Spaccatutto, Mostri contro alieni, I fantastici viaggi di Gulliver, Jack Reacher – Punto di non ritorno, The Predator, il remake di Jumanji ed i due episodi di Kick-Ass.

Henry Jackman lo ritroveremo presto al cinema dopo City of Crime ne il nuovo prodotto di punta della Marvel: Black Widow, ed anche nel terzo episodio della saga di The King’s Man: Le Origini.
Tutto lascia comunque presagire che sarà al centro di alcune delle produzioni più interessanti dei prossimi anni, anche per la sua grande capacità di sapersi destreggiare in diversi generi, creando colonne sonore molto varie e dalle caratteristiche incredibilmente complesse, di cui City of Crime è solo l’ultimo esempio.

Andando a concludere, se vi state ancora chiedendo quanto c’è del MCU in City of Crime potremmo rispondere che c’è molto, ma anche molto poco. Il film di Brian Kirk riunisce infatti in un unico progetto alcuni degli attori di spicco del mondo Marvel, ma fuori dal contesto dei cinecomics. Produttori, protagonista e compositore riescono a coniugare i loro talenti in un prodotto apparentemente differente, apportando al film l’azione, l’adrenalina e la bravura nel portare a compimento un film che sa appassionare il pubblico, che riesce a farlo precipitare in una lotta tra bene e male. In City of Crime però non ci sono supervillain o supereroi, ci sono persone in carne e ossa, a volte buone, altre cattive (a volte entrambe) che tentano di fare del loro meglio non per salvare il mondo, ma per salvare semplicemente New York.

In City of Crime c’è la lotta, l’incomprensione, lo spirito di squadra. Tutte cose che in parte troviamo anche nei film del MCU. E poi è un film godibile, che si lascia seguire e che sa attirare diverse fasce di pubblico a più livelli: che amiate i Russo o no, che siate fan di Boseman o solo di Black Panther poco importa, nella sua natura di prendere in prestito alcune pedine dell’universo marveliano e trasformarle in altro il film, nelle sale italiane dal 9 gennaio 2020 con Universal Pictures e Lucky Red, ha del MCU tanto quanto basta, né più né meno!

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