Che vuoi che sia - Cinematographe

Con Che vuoi che sia Edoardo Leo torna ad affrontare i pesanti dilemmi che affliggono le generazioni in fase di crescita contemporanee, coloro che si trovano a decidere come poter formare il proprio futuro facendo tornare i conti, si a livello emotivo che economico. Tutto, in quest’ottica, inizia a diventare negoziabile, tutto diventa spendibile per raggiungere un obiettivo più alto, con una formazione quasi machiavellica per la quale il fine giustifica i mezzi.

Claudio e Anna devono decidere se (ed eventualmente come) portare avanti la proposta indecente che il ragazzo ha lanciato sul web; che alla fine troppo indecente non è, nel momento in cui vendere pochi minuti del loro amore e sopportare la gogna pubblica per qualche settimana potrebbe risolvere gran parte dei loro problemi. La coppia quindi deve risolvere l’annoso dilemma che oppone l’integrità personale al facile raggiungimento dell’obiettivo, perché come cantano i Matia Bazar accompagnando il film “per un’ora d’amore chissà cosa farei”.

Che vuoi che sia pone una domanda a cui nessuna risposta sembra poter offrire una vittoria su tutti i fronti

Se la parabola dei fatti gioca molto sul linguaggio della commedia, la conclusione un’arma a doppio taglio, comunque la si guardi. Al di là di quale sia la decisione conclusiva, sempre si tratta di un compromesso, di una soluzione trovata tra equilibri precari e speranze, manifestando in modo eclatante l’impossibilità di pianificare il futuro se non vivendo alla giornata e affrontando ogni ora come se la successiva potesse ribaltare le sorti di quanto finora fatto. Pur ignorando o, meglio, metabolizzando le opinioni di chiunque incontrino, la vera resa dei conti per i due protagonisti arriva con l’ospitata in una nota trasmissione televisiva, durante la quale la conduttrice li pone di fronte a una serie di domande serrate che sono tante cristalline nella proposizione quanto ingenue nell’ignorare le intricate riflessioni personali che sottendono.

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Claudio (Edoardo Leo) e Anna (Anna Foglietta) in una scena di Che vuoi che sia.

La diretta streaming del focoso rapporto previsto diventa invece la visione collettiva del punto di rottura dei due protagonisti e del loro rapporto, a cui fa seguito il progressivo deterioramento dei rapporti umani che li circondano, fomentando una netta critica al mondo virtuale e dei social che spesso annega le nostre giornate. Ritroviamo poi Claudio e Anna a fare i conti con la loro vita da singoli individui, ognuno alle prese con le fantasie a occhi aperti e entrambi ancora legati alle stesse dinamiche difficoltose che li avevano portati sull’orlo del baratro come coppia. Il film stesso nel finale prende possesso della realtà che ostentando la sfera sessuale, rendendola spettacolo, la svuota di valore e, in un certo senso, anche di attrattiva. L’augurio finale, la passione ritrovata,  è senza dubbio un lieto fine, ma nasconde la continuazione dell’ansia del futuro, la difficoltà di fare i conti con ciò che il domani ci presenta dovendo fare i conti con i mezzi che abbiamo.

Che vuoi che sia però porta all’inverosimile questa complicata avventura, con un’ultima sequenza (brevissima) che beffa la coppia: l’upload del video amatoriale ritrovato per caso sul telefonino di Claudio da parte del tecnico sancisce la sconfitta degli ideali dei protagonisti, ma al contempo dimostra anche il totale anonimato che li circonda: il video finisce online, ma nell’infinita marea di filmati simili, senza un reale coinvolgimento da parte di nessuno. Il “Dio Denaro” così come il “Dio Sesso” che dominano la società e che vengono idolatrati, o quanto meno riconosciuti come tali, nel corso di buona parte del film, nel finale ultimo sono negati, ignorati con la consapevolezza di agenti e spettatori che l’oblio arriverà molto presto.

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