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Si sa, Tim Burton è affascinato da tutto ciò che è strano e bizzarro. Ecco perché solo lui avrebbe potuto portare sul grande schermo con Big Eyes la storia della pittrice Margaret Keane, famosa per il modo singolare in cui disegnava le figure umane dei suoi quadri: grandi e profondi occhi incastonati in un viso piccolo e triste.

Se per anni il nome di Margaret Keane è stato associato solo al successo del marito per merito dei suoi quadri, finalmente negli ultimi decenni la pittrice sta avendo il riconoscimento che avrebbe dovuto riscuotere fin dagli inizi. Grazie a documentari e, più di recente, al film di Tim Burton, anche chi non ha vissuto in prima persona la storia dei coniugi Keane può conoscere questo racconto in cui plagio e truffa sono i principali protagonisti.

Chi era Margaret Keane, protagonista di Big Eyes?

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Nata nel 1927, la piccola Margaret coltiva fin da piccolissima la passione per la pittura, unico mezzo che possiede per cercare una risposta alle sue domande. Le insicurezze della bambina e poi donna sono espresse, nei suoi quadri, tramite questi caratteristici occhi grandi, posizionati in visi dolci e delicati, che esprimono spavento e tristezza.

La pittrice, che sente ancora viva l’inquetudine che da piccola la attanagliava, cerca e trova alcune delle risposte di cui ha bisogno nella religione e, grazie ad essa, esprime un nuovo sentimento negli occhi dei soggetti dei suoi quadri: la gioia. Agli inizi degli anni ’50, Margaret sposa un uomo dal quale fugge poco dopo. Una donna che rifiutava il marito e non sottostava alle regole rigide del matrimonio infelice, non era considerata una donna degna del suo nome, nella società di quel tempo.

Il matrimonio con Walter Keane e la nascita di Big Eyes

Nonostante questo, Margaret torna ad affrontare la vita a testa alta e il 1955 sembra l’anno della svolta per la pittrice, che incontra il suo nuovo amore, Walter Keane. Sembra tutto perfetto, senonché che anche questo matrimonio è insano, a causa dell’ego smisurato di Mr. Keane. Anche lui pittore, ma di scarso successo, Walter Keane sceglie di prendersi il merito dei quadri della moglie, spiegando che – in quella società maschilista – quegli splendidi quadri avrebbero potuto ricevere il successo meritato solo se a dipingerli fosse stato un uomo.

Per anni Margaret vive nell’ombra del marito che, bravo con le parole e bugiardo patentato, vendendo i quadri e fingendo fossero stati creati da lui. Margaret diviene una macchina che lavora 16 ore al giorno, pronta a sfornare nuovi quadri per la gioia dei compratori e per quella del marito, che continua ad arricchirsi e sperperare sfruttando il talento di sua moglie. I Big Eyes, così chiamati a causa dei caratteristici occhi grandi, divengono un successo di massa. Non solo quadri originali, iniziano ad essere create anche tante riproduzioni, tra cui cartoline di ogni forma e dimensione.

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Stufa di essere trattata come un oggetto, Margaret decide di ribellarsi e dire la verità. Occasione per riscattarsi è un’intervista radio, in cui la pittrice smaschera suo marito e afferma che i quadri sono di sua proprietà.

Non completamente soddisfatta di quella semplice, ma sconvolgente rivelazione, la pittrice fa causa a suo marito. Durante uno degli ultimi processi, il giudice chiede ai coniugi di dipingere uno dei loro presunti Big Eyes, per capire chi dei due stesse mentendo e chi no. Margaret completa il quadro in meno di un’ora, mentre Walter finge di accusare un dolore alla spalla. Senza ulteriori prove, il giudice chiude la pratica con la vittoria della donna, che doveva ricevere dal marito ladro circa 4 milioni di dollari.

Il riscatto di Margaret Keane e dei suoi Big Eyes

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Da allora Margaret firma tutti i suoi quadri ed è una delle pittrici contemporanee più amate e ammirate degli ultimi tempi. Tim Burton, amante e fervido collezionista dei Big Eyes, nonché amico della pittrice, ha deciso di mettere in scena la sua storia (coinvolgendo Amy Adams nei panni della protagonista) per celebrarne l’arte, nata da uno squallido inganno.

La storia di Margaret Keane è riuscita, in qualche modo, a rendere la pittrice ancora più amata agli occhi dei suoi ammiratori. Ella è una donna che ha affrontato una vita difficile, la cui unica valvola di sfogo erano i suoi quadri, anche se creati solo per l’avido piacere del marito. È proprio quest’ultimo – uomo sleale, senza cuore, perfido e abile venditore – che ha determinato il grande successo della pittrice, che ancora oggi continua a vendere i suoi quadri online, sottoforma di poster e cartoline.

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