Ant-Man: i 6 momenti più belli del film Marvel

- Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2016 20:41 - Tempo di lettura: 4 minuti

È passato circa un anno da quando abbiamo fatto la conoscenza di Ant-Man: il supereroe più piccolo dell’universo Marvel. Chi è appassionato dei fumetti ne saprà per filo e per segno i dettagli comportamentali e storici, chi invece ne ignorava l’esistenza è rimasto piacevolmente sorpreso dall’apprendere una storia decisamente al di fuori dagli schemi marveliani. Per intenderci, nulla a che vedere con il più recente Captain America: Civil War, dove Scott Lang (interpretato da Paul Rudd) fa nuovamente la sua apparizione.
In Ant-Man genialità e delicatezza convivono attraverso tanti piccoli e talvolta inaspettati dettagli che, se saputi cogliere, sono in grado di rafforzare la visione della pellicola. In occasione dell’arrivo in tv del film diretto da Peyton Reed (su Sky Cinema e Sky 3D), è il caso di chiederci, quali sono i momenti più belli di Ant-Man?

6. La prova del fuoco… o dell’acqua

Essere piccoli e forti ha tutti i vantaggi che fanno al caso di un supereroe non necessariamente molto pratico del genere. Una prospettiva interessante, non trovate? Quante volte avete desiderato di essere piccoli per spiare qualcuno o agire in modo che il mondo non potesse accorgersi di voi? Purtroppo per noi, comuni esseri umani, l’idea di cambiare dimensione rimane ancora un’utopia. Maggiore fortuna ha avuto invece Scott Lang che, curioso di scoprire a cosa serve la tuta da lui rinvenuta nell’appartamento del Dott. Henry “Hank” Pym, la indossa esplorandone i pulsanti e ritrovandosi inavvertitamente ad avere le stesse dimensioni di una formica. Grazie all’uso del 3D lo spettatore ha l’impressione di diventare piccolo insieme al protagonista e di trovarsi immerso in un’immensa vasca da bagno in cui anche la singola goccia assume fascinosamente la forza devastante di un’onda anomala. In assoluto una delle scene più significative del film, sulla quale poggia l’intera struttura visiva. Una simbiosi dei sensi necessaria quanto delicata.

5. Saper amministrare le grandezze!

Toccare due pulsanti e diventare un piccolo uomo con pochi centimetri d’altezza, premerli nuovamente e tornare come prima. Un ragionamento semplice e un’evoluzione che potrebbe bastare, se si trattasse di un mago intento a dare spettacolo. Il piccolo problema, però, è che Ant-Man non può permettersi di fare un semplice show incantatore; deve essere efficiente e saper amministrare questo potere. Ha finalmente un’occasione per riscattarsi e deve sfruttarla al meglio. Al contrario degli Avengers (che vediamo sfrecciare sul grande schermo già consci delle loro capacità) Scott Lang deve esercitarsi per ogni minima cosa, come ad esempio entrare in una stanza passando attraverso il buco della serratura e senza sbattere contro la porta. Un’impresa complicata che risulta alquanto divertente insegnandoci, seppur in una situazione surreale, che il più delle volte non è solo l’abito a far di un uomo un eroe, ma la sua tenacia e forza di volontà.

4. Le Particelle Pym

Se c’è un uomo più affascinante del personaggio di Paul Rudd in Ant-Man è certamente Hank Pym, degnamente interpretato da Michael Douglas. Ciò che lo rende affascinante è la sua genialità applicata alla più complessa e al contempo semplice delle prospettive: la materia. Alla sua grande invenzione, le Particelle Pym, si uniscono una serie di dettagli che ad occhio nudo potrebbero cadere in secondo piano. La minuziosità con la quale avviene la cooperazione tra gli uomini e le formiche è sensazionale almeno quanto la contrapposizione tra quest’ultime – inserite all’interno di un habitat teso a non generalizzare ma a spiegare le differenze tra i vari insetti – e il calabrone, incarnazione del villain. Non viene anche a voi voglia di saperne di più? La sua spiegazione dettagliata in tutta la pellicola è formidabile, ma forse non ci basta!

3. L’incontro con Falcon

Una delle scene più divertenti è l’incontro tra Falcon e Ant-Man, che verrà ricordato anche in Civil War. Non si tratta di un incontro-scontro tra due supereroi dello stesso livello e non perché l’uno sia più o meno forte dell’altro. Ciò che rallegra è infatti la mancata consapevolezza di Lang di far parte dell’universo dei supereroi (un po’ come lo Spidey di Tom Holland nell’ultimo film Marvel); lui dà colpi quasi per caso e nel mentre si sente in imbarazzo; Falcon è il suo idolo e si farebbe fare volentieri un autografo, ma purtroppo ha una missione più importante da portare a termine!

2. L’omaggio al trenino Thomas

 

Nonostante la tecnologia dilagante il trenino rimane uno dei giochi preferiti dei bambini, che sia in plastica, acciaio, a batterie o a vapore, l’idea di avere nella propria stanzetta un mezzo di trasporto così grande, complesso ed esteticamente bello causa una felicità sconsiderata. E l’adorata figlia del protagonista non poteva non avere tra i giochi una riproduzione fedele del trenino Thomas, tratto dall’omonima serie tv animata andata in onda in Italia su Disney Channel e tratta dall’opera favolistica di W.V. Awdry. Anche in questo caso il 3D fa la sua egregia figura, trasponendo su un tappeto e tra le rotaie di un finto treno tutta la suspense, il pericolo e l’alta velocità tipica di un western e/o action movie. La lotta tra Ant-Man e il villain Darren Cross (Corey Stoll) alias il Calabrone, è davvero sensazionale, soprattutto nella scena che li vede combattere sul tetto del treno in corsa. Ciò che entusiasma è ancora più una regia geniale, in cui l’inquadratura da scontro epico si alterna con una visione reale e al di sopra delle parti, intenta a sottolineare la comicità e l’ironia delle dimensioni minute dei due supereroi.

1. I dialoghi di Luis 

Michael Pena Cinematograohe.it

È il prezzemolino del momento, Michael Peña, l’attore di origini messicane che interpreta l’amico di Scott Lang. Compagni dietro le sbarre e adesso anche fuori! Luis è dirompente, sarcastico, geniale. Per certi versi lui e Scott si completano a vicenda e, dobbiamo dirlo, Peña gli ruba la scena, anche se per pochi istanti. Le sue disquisizioni sono geniali, specialmente quella conclusiva, che non potrà fare a meno di farvi esplodere in una fragorosa risata. Insomma possiamo dire che i suoi dialoghi sono la degna ciliegina sulla torna in un’opera cinematografica che merita di essere vista da soli, con la famiglia, con gli amici e persino con degli insetti, che mai come in questo caso sono gli animali da compagnia più indicati!