7 minuti - Cinematographe.it

7 minuti sono un tempo veramente breve, che però possono cambiare drasticamente la nostra vita in un modo mai pensato e valutato. Questo è il senso di 7 minuti, film diretto da Michele Placido su soggetto di Stefano Massini e dello stesso Placido, uscito nei nostri cinema nel 2016. La pellicola, che racconta le vicende di un gruppo di operaie impegnate in una lotta incentrata sui loro diritti, vede la presenza di un cast internazionale di cui fanno parte anche Cristiana Capotondi, Ambra Angiolini, Violante, Donato e Michele Placido, Ottavia Piccolo, Clémence Poésy e Fiorella Mannoia, non è però frutto della brillante mente degli sceneggiatori Placido, Massini e Toni Trupia, ma un fatto realmente accaduto neanche troppo tempo fa.

Dietro il film 7 minuti infatti si cela una storia vera, molto simile a quella raccontata nel film, e tutta da scoprire. Prima di vederlo, addentriamoci dunque nella storia vera di 7 minuti e delle sue 11 combattive protagoniste.

7 minuti: una storia vera accaduta in Francia nel 2012

I fatti raccontati in 7 minuti sono frutto di una storia vera realmente accaduta in Francia nel 2012, A Yssingeaux. Nei fatti reali che su cui si basa il film 7 minuti, le dipendenti di una fabbrica sull’orlo del fallimento si trovano a dover scegliere tra conservare i loro diritti di lavoratrici o metterli in secondo piano rispetto al loro contratto di lavoro. Nel 2012 le operaie prima si ribellarono alle richieste dei datori di lavoro, ed occuparono poi la fabbrica per cercare di mantenere comunque il posto di lavoro ed evitare la delocalizzazione della struttura, protesta però non andata a buon fine. Il film, come dichiarato dallo stesso Massini, ha voluto raccontare questa incredibile storia basandosi su uno degli eventi di quei giorni di protesta: il momento del Consiglio di Fabbrica, in cui le rappresentanti delle operaie dovevano decidere se accettare o meno le proposte fatte dall’azienda.

Protagoniste del film sono proprio le 11 donne che formano il Consiglio di Fabbrica rappresentativo della loro azienda, chiamate a discutere delle condizioni lavorative di tutte le operaie con la multinazionale tessile. Sono loro le prescelte che dovranno decidere se accettare le condizioni dell’azienda, e quindi continuare a lavorare in condizioni sempre più complicate, o causarne la chiusura. Al centro del dibattito, come accade anche nella pellicola, ci sono 7 minuti da togliere alla pausa pranzo, che dura complessivamente 15 minuti.

La questione, inizialmente di semplice risoluzione, con il passare del tempo rivela però sempre nuove sfaccettature. Quei 7 minuti, che rispetto ad un contratto di lavoro sono niente, diventano però lo spunto per una riflessione sulla vita delle operaie, che mettono in atto una vera e propria battaglia contro una multinazionale che non valuta i propri lavoratori, ma solo i tempi di lavoro.

Distribuito da Koch Media, 7 minuti è ancora un film decisamente attuale. A distanza di 3 anni, periodo in cui la pellicola è anche riuscita ad ottenere un “premio speciale per l’attenzione al cinema civile in particolare sul tema del lavoro” ai Nastri d’Argento, il film riesce ancora ad essere argomento di riflessione su un tema così delicato come i diritti del lavoro e, nel dettaglio, delle donne.

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