1917, cinematographe.it

1917, il nuovo film di Sam Mendes dopo la parantesi nel franchise di 007 con le regie di Skyfall e Spectre, è dedicato alla memoria di suo nonno, il caporale Alfed H. Mendes, il cui compito che più lo segnò durante la prima guerra mondiale era quello di consegnare dispacci tra i vari settori dell’esercito inglese. Detto questo non sorprende che la pellicola segua il viaggio di 24 ore di due coraggiosi soldati incaricati di consegnare all’altro capo del fronte delle informazioni vitali per la sopravvivenza di oltre mille soldati, ignari di stare cadendo nella trappola tedesca.

Leggi qui la recensione del film 1917 di Sam Mendes

La grande attesa creatasi intorno al film ha le sue origini non solo nei numerosissimi elogi della critica internazionale, la vittoria dei due premi più importanti nella cerimonia dei Golden Globe, le dieci candidature agli Oscar, ma anche nel celebrato lavoro del direttore della fotografia Roger Deakins e nella tecnica cinematografica con la quale è girato. 1917 è infatti confezionato per dare l’illusione di un unico e continuo piano sequenza, così da permettere allo spettatore una totale immersione nei territori di guerra in cui è girato, facendo un’esperienza più concreta possibile della brutalità e della drammaticità di cui sono intrisi. Ai due giovani attori Dean-Charles Chapman e George MacKay è affidata la responsabilità della maggior parte della componente drammaturgica, nei quali sono comunque supportati da un cast ricco di attori di indubbio spessore come Colin Firth, Benedict Cumberbatch, Andrew Scott e Mark Strong.

Dunque un prova corale di un gruppo importante di attori apprezzati, un enorme lavoro del cast tecnico nella messa in scena e nella post-produzione e una scrittura personale e sentita del suo regista. Questo è 1917 e questa è la storia vera che c’è dietro.

1917: la vera storia dell’operazione Alberich

1917, cinematographe.it

All’inizio del 1917, le forze britanniche e tedesche erano impegnate in una logorante guerra di trincea, un metodo di combattimento disumano, purtroppo condotto per quasi tutto il primo conflitto mondiale. Esso consisteva in una guerra di posizione in cui i due schieramenti opposti si riparavano all’interno di corridoi interrati difesi dall’artiglieria pesante e dal filo spinato e in cui si procedeva combattendo a scaglioni, adoperando il corpo a corpo e l’uso delle mitragliatrici. Lo spazio che separa una trincea dall’altra è la cosiddetta “terra di nessuno”, nella quale si consumano la maggior parte delle morti di questo terribile metodo di combattimento.

La ricostruzione del film di questa specifica realtà bellica è stata lodata da molti per il suo realismo, tra di loro anche l’eminente Jonathan Casey, direttore degli archivi all’Eward Jones Research Center presso il National WWI Museum and Memorial.

Quando a Blake e Schofield viene assegnata la loro pericolosa missione (tramite un ordine impartito loro dal generale immaginario Enrimore, interpretato da Colin Firth), viene esposto loro un completo quadro della situazione. Una compagnia britannica vicina, quella in cui è di stanza il fratello di Blake, sta preparando un attacco per il giorno dopo che credono contribuirà a porre fine alla guerra. Convinzione data loro dal fatto che i tedeschi sono ormai in costante ripiegamento da giorni e dunque esposti ad un attacco definitivo. La sorveglianza aerea, tuttavia, racconta una storia diversa: la ritirata tedesca è reale, ma ha il solo scopo di conquistare una posizione migliore per contrastare l’avanzata delle forze inglesi. In altre parole, una trappola.

Una manovra straordinariamente simile a quella che il vero esercito tedesco eseguì durante la prima guerra mondiale, si chiamava Operation Alberich ed ebbe luogo tra febbraio e marzo del 1917 (mentre gli eventi del film si in aprile, precisamente hanno inizio il 16, curiosamente il giorno in cui gli Stati Uniti entrarono formalmente in guerra). Durante quel periodo, i soldati tedeschi si ritirarono dalle loro posizioni e si trasferirono di circa 42 miglia sulla Linea Hindenburg, un fronte più corto e più facilmente difendibile nei pressi del fiume Aisne, nella Francia nord-orientale.

Sebbene non vi fu un grande attacco dell’esercito britannico in quel periodo (la cosa più vicina a uno scontro si presentò sotto forma di un attacco limitato da parte di un piccolo gruppo della sezione settentrionale dell’esercito francese), la manovra risultò comunque un grande successo per la Germania. Similmente a quanto visto nel film, l’Operazione comportò lo smantellamento di strade, strutture architettoniche e macchinari della zona: furono scavate ferrovie e strade, abbattuti numerosi alberi, piantate diverse trappole esplosive e furono lasciati nel caos la maggior parte degli edifici e delle città. Motivi per cui la propaganda tedesca in realtà dipinse la manovra come un inutile disastro ambientale, pur rimanendo una delle operazioni militarmente più valide della prima guerra mondiale.

I personaggi del film 1917 sono reali?

George MacKay e Dean-Charles Chapman, cinematographe.it

Visti i dati e le informazioni raccolti, è difficile credere alla completa veridicità dietro i protagonisti ed il loro viaggio eroico da una parte all’altra del fronte tedesco. E, per lo più, questo scetticismo è ben fondato.

Praticamente ogni personaggio del film, compresi i vari ufficiali interpretati dagli illustri attori, pur basato su reali partecipanti alla guerra, è frutto dell’immaginazione di Mendes e Wilson-Cairns. Detto questo, è appurato che Blake e Schofield sono comunque ispirati dal nonno di Mendes.

Durante la vera guerra, come messaggero, Alfred Mendes si offrì volontario per prendere parte a una missione molto pericolosa, simile a quella di cui parla il film. Il 12 ottobre 1917, a centinaia di soldati britannici fu ordinato di reclamare il villaggio belga di Poelcappelle, che era stato occupato dai tedeschi. L’attacco, che ha avuto luogo sotto la pioggia battente, fu però un disastro: 158 dei 484 uomini del battaglione di Alfred furono uccisi, feriti o dispersi e molti di loro finirono nei crateri pieni d’acqua nella terra di nessuno. Quando l’ufficiale comandante fece una richiesta aperta di un corridore per localizzare le posizioni degli uomini scomparsi e riferirle, Alfred si offrì volontario e andò sul posto, riuscendo a salvare diversi sopravvissuti.

Nella sua autobiografia Alfred H. Mendes scrisse:

Nonostante i cecchini, le mitragliatrici e le granate, sono tornato al buco della C Company senza un graffio ma con una serie di esperienze da far rizzare i capelli ai miei bisnonni e teneri incollato alle sedie i mie nipoti per notti intere.

Per i suoi sforzi e il suo coraggio, Mendes ha ricevuto una medaglia militare.

1917: la natura e i riferimenti

1917, cinematographe.it

Si più discutere della veridicità, del realismo e della finzione, ma quello che è certo è la grandissima ricchezza di elementi su cui la pellicola si basa, con i quali lavora e, in generale, con i quali si è misurata durante la lavorazione. Non solo, la natura eterogenea degli ingredienti che compongono la storia, inclusi i personaggi e l’ambiente, si è rivelata uno dei punti di forza del film, essendo creati ad hoc per la finzione, ma visceralmente intrisi delle realtà strazianti e storiche della prima guerra mondiale.

Come ha spiegato lo stesso signor Casey a Screen Rant:

Come la maggior parte dei film non documentari, ci sono aspetti di 1917 abbastanza simili alle vicende storiche e altri aspetti adattati per puri scopi drammatici… dopotutto, come hanno affermato gli stessi membri del team creativo, non era loro intenzione creare un film basato esclusivamente su eventi reali e con questo spirito dovrebbe essere visto.

Inoltre, il film non si fa mistero di cercare di essere l’equivalente della prima guerra mondiale dell’epico film di Steven Spielberg sulla seconda guerra mondiale, Salvate il soldato Ryan: un viaggio tentacolare che unisce il dovere militare alla famiglia. Come la produzione del 1998, la trama che riguarda la famiglia Blake di 1917 è in gran parte immaginaria, anche se è possibile che qualcosa di simile possa essere accaduto sul fronte occidentale.

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