È per il tuo bene cinematographe.it

Il 2 luglio arriva in esclusiva sul catalogo italiano di Amazon Prime Video È per il tuo bene, l’ultima fatica di Rolando Ravello, una volta specialista davanti alla macchina da presa e dal 2013, anno del suo debutto con Tutti contro tutti, regista di talento, candidatura ai Nastri d’argento immediata a testimoniarlo. Un ruolo che lo ha fatto innamorare nel corso del tempo, ma di cui all’epoca non si sentiva minimamente all’altezza. “Fu Procacci (Domenico) che mi spinse all’epoca a mettermi alla prova.” Ora, nel suo curriculum risulta anche la partecipazione alla sceneggiatura di Perfetti Sconosciuti di Genovese, uno dei successi recenti più importanti del cinema nostrano (altra candidatura ai Nastri d’argento nel 2016).

Leggi la nostra intervista a Domenico Procacci

Per la sua quarta creatura, prodotta da Picomedia in collaborazione con Medusa Film, Ravello rimette mano insieme a Fabio Bonifacci alla pellicola spagnola campione di incassi Es por tu bien per dar vita ad una commedia corale con protagonisti Marco Giallini, Giuseppe Battiston, Vincenzo Salemme, Isabella Ferrari, Claudia Pandolfi e Valentina Lodovini per raccontare la realtà moderna della famiglia italiana con leggerezza, ma senza superficialità.

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Rolando Ravello

Siamo partiti con l’intenzione di voler raccontare tre diversi prototipi delle famiglie italiane.” – spiega Ravello – “Non solo raccontando le difficoltà di tre padri nell’accettare gli amori delle rispettive figlie, ma anche riscrivendo e potenziando i ruoli delle madri e inserendo dei personaggi che ci permettessero di parlare di tematiche importanti, come il mondo LGBTQI, ma anche di superare alcuni stereotipi. Penso al personaggio del Biondo (ispirato a e interpretato dal rapper Simone Baldasseroni, concorrente ad Amici 2017 e autore della canzone originale, copertina del film), che non c’era nel film originale. La sua figura ci ha permesso di affrontare il fenomeno del rap, a mio avviso l’unico linguaggio moderno in grado di rappresentare a pieno il disagio e il malessere della nuova generazione, nata in un vuoto cosmico.”

È per il tuo bene: la crisi dei genitori

Protagonisti del film non sono dunque solo i tre padri che entrano in crisi quando le rispettive figlie (interpretate da Matilde Gioli, la debuttante Alice Ferri ed Eleonora Trezza) si fidanzano o perché, usando le parole di Vincenzo Salemme, “In loro scatta la paura di perdere la propria autorevolezza all’interno del nucleo familiare.”, ma lo sono anche le loro mogli, a cui spetta un ruolo molto più difficile.

Come la “lucida” Alice di Claudia Pandolfi, alle prese con il Sergio di Giuseppe Battiston, una irascibile testa calda “che non riesce a rendersi conto del fatto che la figlia sia cresciuta”, la cui psicologia è tra l’altro perfettamente spiegata dall’attore friulano: “Il mio è un personaggio che quando vede le foto di nudo della figlia non subito realizza che sia lei, perché l’ultima volta che l’aveva vista nuda aveva 7 anni“.  

O come la Paola di Valentina Lodovini, che deve avere la maturità di correggere il tiro sulle sue “troppo alte aspettative” nei confronti della figlia per fare in modo di dare il buon esempio anche al marito Antonio (Vincenzo Salemme).

O, ancora, come la Isabella dell’omonima Ferrari, addirittura alleata della figlia Valentina nella scelta di rinunciare al matrimonio, al contrario del padre Arturo, interpretato da un Marco Giallini che, pur non condividendo i metodi estremi del personaggio nell’opporsi alla nuova fiamma della sua bambina, neanche decide di criticarli pienamente perché “Nella vita ho due ragazzi e quindi non sono in grado di capire la gelosia di un padre con una figlia femmina, però sarebbe stata una bella esperienza per me con il carattere che ho. Forse non mi sarei comportato come il mio personaggio, ma certo avrei indagato bene prima di sentirmi soddisfatto“.

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Il conflitto al centro del film

La chiave per riuscire a raggiungere l’obiettivo di raccontare le tante tematiche introdotte dal regista in una realtà già così complessa come quella dei rapporti familiari di oggi È per il tuo bene la trova nella creazione del conflitto. “Quando si sceglie di fare un remake i motivi di solito sono che il film originale ti è piaciuto e perché pensi di poterlo migliorare. Non perché sei necessariamente più bravo, ma perché puoi permetterti di salire sulle spalle di un già ottimo lavoro.” – racconta Bonifacci – “Una cosa su cui abbiamo puntato noi è il conflitto: quello che nasce in Arturo quando è costretto a mettere alla prova i suoi principi di apertura mentale, fino ad allora solo millantanti, nel momento in cui la figlia Valentina si fidanza con una ragazza; ma anche quello tra il poliziotto Antonio e le motivazioni dietro le abitudini spinellistiche e le prospettive future del fidanzato della figlia. Fino ad arrivare a quello più profondo tra sconfitti e vincitori individuabile nel sottotesto tensivo che fa parte del rapporto dei tre protagonisti maschili.”

Tra queste diversi esempi il più importante, perché in grado di coniugare la difficoltà dei ragazzi di oggi nel muoversi nelle nuove forme rapporti e trovare un alleato nel proprio genitore, è proprio quello tra Valentina e il padre. Come racconta bene la Gioli infatti “Al mio personaggio è riservato un arco narrativo che riesce ad essere una metafora della situazione con cui i giovani d’oggi si ritrovano sempre più frequentemente invischiati. La nostra è diventata una società in cui i rapporti, soprattutto quelli affettivi, cambiano in continuazione, creando una fluidità che li rende sempre più incomprensibili e inaccettabili alle generazioni precedenti. E trovo che sia bello come il conflitto tra il mio personaggio e quello di Marco passi dall’essere uno scontro su tutta la linea ad un confronto che permette anche agli adulti di aprirsi.” 

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