Dove è stato girato Silence di Martin Scorsese? Itinerario alla scoperta di Taiwan

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Circondati da una natura incontaminata, abitanti di poveri villaggi, sommersi dalle azzurre onde di un mare in crescente movimento. I personaggi dell’ultima intensa opera del regista statunitense Martin Scorsese Silence (recensione) si muovono, vivono e trovano riparo tra la folta e la verdeggiante natura di un Paese apparentemente inviolato, minacciato da un’oppressione inflessibile e ingombrante. Trasformate le sponde, le piantagioni e le acque di Taiwan nei perseguitati territori del Giappone del 1600, il protagonista (Andrew Garfield), accompagnato dal compagno gesuita (Adam Driver), instaura in quella terra un dialogo univoco con una forza superiore, che permea di dubbio e fede l’intera pellicola.

Silence: alla scoperta delle incredibili location del film di Martin Scorsese

Un luogo, Taiwan, scelto per la grande varietà dei suoi passaggi, che permettono di spostarsi dal cristallino mare dove sulle proprie increspature ondeggia una solitaria barca, fino alle montagne che solide e maestose si ergono al di sopra dei problemi dello spirito.

Un paese scelto accuratamente per Silence con l’aiuto di un’artista legato a quegli ambienti selvaggi e straordinari: il regista Ang Lee (I segreti di Brokeback Mountain, Lussuria – Seduzione e tradimento, Motel Woodstock, Vita di Pi) si è rivelato infatti insieme ai suoi collaboratori un elemento fondamentale, scegliendo come sfondo per il film una natura pronta a ridimensionare l’umano, già scosso dai tormenti della fede.

Taiwan: ecco i luoghi più magici da vedere, gli stessi in cui è stato girato il film di Martin Scorsese

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Parco Nazionale Yangmingshan, vicino a Taipei City

“Quel paese era l’unico posto in cui si poteva girare il film.” afferma la produttrice Emma Koskoff “Avevamo trovato la location perfetta in cui ricostruire il Giappone del XVII secolo per la varietà dei paesaggi e dei territori, per il talento del suo popolo e per le attrezzature cinematografiche a Taipei”.

Muovendosi per gli affascinanti scenari di Taiwan, Padre Rodrigues seguito di volta in volta da compagni di viaggio, fedeli e soldati, adempie alla missione che egli stesso si è affidato, trovandosi di fronte alla grandezza delle meravigliose montagne del Parco Naturale di Yangmingshan, vicino a Taipei City, un enorme parco dai panorami lussureggianti che si aprono sulla foresta pluviale, utile per i nascondigli del protagonista.

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Foresta pluviale di Taiwan

Andando verso Est la produzione del film ha trovato come luogo per il racconto della storia la zona escursionistica tra la città di Jinguashi e il Distretto Shuangxi e per continuare si sono nuovamente spostati nella contea di Hualien, che ha arricchito il film con paesaggi incredibili, come la splendida gola del Taroko National Park.

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Gola del Taroko National Park

Location naturali che si mostrano al pubblico nella loro primitiva grandiosità.

È il caso delle pozze dell’ambiente geotermale in Beitou vicino Qinshui Park che si fanno teatro di una rinnegazione terribilmente sofferta – e le quali mutano al contatto con l’autorità principale, andandosi a unire con efficacia alle ricostruzioni progettate e realizzate dall’impareggiabile Dante Ferretti.

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Le acque calde della valle geotermica vicino Qinshui Park a Beitou

Pur non ricreando minuziosamente il Giappone del XVII secolo, Ferretti riesce in Silence ad esprimerne l’atmosfera di quel luogo in quel determinato tempo ricostruendo gli ambienti negli CMPC Studios di Taipei, portando completamente lo spettatore in una realtà passata, come la sequenza che rappresenta la vecchia colonia portoghese di Macao.

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Ricostruzione della colonia portoghese di Macao

Alla nona collaborazione dello scenografo – impegnato anche nella creazione dei costumi – con il regista Martin Scorsese, Dante Ferretti si è apprestato ad un lavoro avuto inizio tanti anni addietro, rivelando che la sua partecipazione al progetto risale oramai a venticinque anni:

“Lavoravo al film di Fellini La voce della Luna e un produttore mi chiese se ero interessato a collaborare a un film di Martin Scorsese. Quel film era Silence. Poi il film non si fece e non ne ho più sentito parlare. Nel corso degli anni credo di aver iniziato a lavorare alle scenografie di Silence cinque o sei volte. Sono andato a Vancouver e in Nuova Zelanda per le locations, più di una volta, ma non è successo niente. Però Martin era determinato a realizzare il film e finalmente ho potuto lavorare alle scenografie.”

Uno sfondo pronto ad accogliere l’irresoluti dubbi e le molteplici domande dell’ultimo film di Scorsese, la conferma che anche nel silenzio è possibile trovare la più grande delle verità.

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