Sopravvissuto – The Martian: orchestra, elettronica e disco music

Sono condannato sicuramente a morire quassù. E dovrò ascoltare ancora per chissà quanto questa orribile disco music!

La colonna sonora di Sopravvissuto – The Martian ci porta all’istante al paragone con le musiche di altri due film recenti, Gravity e Interstellar: al contrario di questi, il film di Ridley Scott offre una piacevole ventata d’aria fresca – e originale – inserendo nella sua soundtrack alcuni successi della disco music, da Donna Summer agli ABBA, passando per l’immancabile “Starman” di David Bowie. L’uso di questo genere, più che una scelta bizzarra, è un espediente narrativo, poiché Mark Watney (Matt Damon), abbandonato da solo su Marte, ha come unica compagnia per le sue orecchie la musica rimasta nel computer del capitano della missione, Melissa Lewis (Jessica Chastain).

La colonna sonora originale, invece, è stata realizzata da Harry Gregson-Williams, compositore di una grande varietà di film, da quelli d’animazione come Z la Formica e Shrek, alla serie de Le Cronache di Narnia, Le Crociate, Total Recall e il recente Blackhat, tra i tanti. Il suo stile è caratterizzato dalla fusione e dall’equilibrio tra sinfonico ed elettronico, elementi che troviamo anche in Sopravvissuto – The Martian. Le colonne sonore di Gravity e Interstellar spingevano molto all’estremo: quella di Steven Price per Gravity unisce forti elementi elettronici al silenzio e al vuoto dello spazio, mentre quella di Hans Zimmer per Interstellar è capace di ipnotizzarci con i suoi interminabili ostinati e le sue poetiche pennellate di colore orchestrale. Gregson-Williams, invece, ha usato alcuni di questi elementi, mantenendo però, generalmente, uno stile orchestrale non lontano dalla tradizione. La colonna sonora è molto presente nel corso del film, sono poche le scene in cui la musica è completamente assente.

Gregson-Williams usa echi e riverberi, ostinati, tappeti sonori; la tensione è accresciuta da percussioni e archi, cori e crescendo; musica sinfonica ed elettronica sono intersecate fino verso il finale, dove la colonna sonora acquista toni davvero epici. In un’intervista per Rolling Stones, il compositore ha spiegato la nascita della partitura di Sopravvissuto – The Martian:

Abbiamo deciso di non porre limiti allo spettro sonoro e di rimanere aperti a ogni possibilità. […] Il potere di una grande orchestra sinfonica è difficile da rimpiazzare; nei momenti chiave di questo film ho voluto utilizzare un coro quando c’era da rappresentare l’elemento di umanità in una scena. Mentre i grandi spazi aperti di Marte risultano spesso in poche note, magari interrotte da suoni duri per conferire un senso di solitudine. Il compito della colonna sonora è di seguire il viaggio emozionale del protagonista dunque in questo caso l’atmosfera non è mai troppo rilassata perché c’è sempre qualcosa di spaventoso che può succedere al nostro marziano.

Prevale, nella musica di Sopravvissuto – The Martian, un senso di positività, legato al protagonista stesso:

In questo caso, la prima missione era trovare un tema musicale per Matt Damon. Inizio sempre con il pianoforte: la sua semplicità è ottima per lo scopo. Poi lo faccio ascoltare al regista, anche se nella sua versione finale gli arrangiamenti cambieranno e probabilmente il piano scomparirà. Ma è sufficiente per leggere il linguaggio del corpo di Ridley mentre ascolta e capire se sto andando nella direzione giusta. In questo caso gli erano piaciute molto le “pennellate” positive al tema di Damon, perché in fin dei conti il suo personaggio è molto positivo e umoristico, soprattutto per essere un tizio abbandonato su Marte.

Lo stile della colonna sonora di Sopravvissuto – The Martian è vario e ha l’ottima qualità di raccontare una storia anche solo ascoltandola: “Emergency Launch”, “Making Water”, “Messages from Hermes”, “Sprouting Potatoes” (ricchissima di timbri), “Pathfinder” e “Crossing Mars” sono dei perfetti esempi, fino all’intenso crescendo che accompagna il salvataggio finale di Watney in “I Got Him!”, con le percussioni e gli archi, velocissimi, che creano la tensione.

Se poi volete un po’ di nostalgia unita al divertimento, allora la sigla di “Happy Days”, “Turn The Beat Around” (Vicki Sue Robinson), “Hot Stuff” (Donna Summer), “Rock The Boat” (The Hues Corporation), “Don’t Leave Me This Way” (Thelma Houston), “Starman” (David Bowie), “Waterloo” (ABBA), “Love Train” (The O’jays) e “I Will Survive” (Gloria Gaynor) fanno davvero al caso vostro. Alcune di queste canzoni sono di origine diegetica (vengono proprio ascoltate da Mark), come “Happy Days”; “Turn The Beat Around”, nella scena citata in apertura; “Hot Stuff”, che Mark ascolta alla guida del rover; “Don’t Leave Me This Way” quando raziona il cibo; mentre “Rock The Boat”, “Starman” e “Waterloo” si trasformano in un perfetto sottofondo per delle sequenze cariche di tensione ed emozione, e infine le ultime due tracce accompagnano i titoli di coda.

Forse la colonna sonora di Sopravvissuto – The Martian non avrà quella bellezza speciale di Interstellar, ma risulta più calda, varia ed emozionante rispetto a quella di Gravity; orchestra ed elettronica a volte si alternano, ma soprattutto si fondono con naturalezza, con il violoncello che spicca in alcuni momenti davvero emotivi. Unica pecca, diciamocelo: la mancanza di “Rocket Man”!

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