Rocky IV: le migliori canzoni del film, da Eye of the Tiger a Living in America

Rocky IV decide di focalizzare la trama su un incontro transoceanico, specchio di un periodo in cui Stati Uniti e Russia erano ancora prigioniere del reciproco odio, e di basarsi su un massiccio uso di musiche e canzoni.

La saga di Rocky è sicuramente una delle più famose, apprezzate e redditizie serie che siano mai state realizzate. Partita con un piccolo film costato poco più di un milione di dollari, il primo capitolo fu un tale successo di pubblico da indurre la produzione di cinque sequel e due spin-off, uno dei quali attualmente in lavorazione.

Superato un certo capitolo della storia però è chiaro che le idee iniziano chiaramente a scarseggiare e urge trovare altre soluzioni per tenere alta l’attenzione dello spettatore e ritagliarsi uno spazio per essere ricordato all’interno della propria saga. Se il primo film della saga di Rocky si era concentrato sul racconto di uno squattrinato pugile con il sogno di cambiare la propria vita e dimostrare il suo valore e il secondo aveva approfondito tale storia e le relazioni intrattenute con le persone a lui più care, il terzo aveva poi ribaltato le carte in tavola mostrando lo stesso uomo ormai fiaccato dall’eccessivo successo e benessere tanto da dover perdere tutto prima ritrovare sé stesso.

Con un arco narrativo che sembrava essersi ormai concluso, il quarto capitolo doveva trovare un nuovo modo non solo per continuare la storia ma anche per rendersi memorabile in una saga di alte aspettative. È così che si decide di focalizzare la trama di Rocky IV su un incontro transoceanico, specchio di un periodo (non molto lontano) in cui Stati Uniti e Russia erano ancora prigioniere del reciproco odio, e su un massiccio uso di musiche e canzoni. A differenza dei primi tre capitoli, in cui la colonna sonora era uno strumento utile ad esaltare i momenti più intensi della narrazione, in particolare la parte in cui Rocky si allenava per l’incontro decisivo e l’atto finale, in questo quarto film non c’è scena che non sia accompagnata da una musica o una canzone, rendendolo così il più ricco della saga dal punto di vista sonoro.

Rocky IV: una colonna sonora all’insegna della grinta

Rocky IV Cinematographe.it

La copertina dell’album contenente la colonna sonora di Rocky IV.

La colonna sonora di Rocky IV fu composta da Vince DiCola e rappresenta l’unico film della serie a non avere le musiche composte da Bill Conti, già impegnato nello stesso periodo a realizzare la colona sonora di Karate Kid – Un sogno per domani. Tuttavia, in alcune scene, i suoi temi originali sono stati ripresi in quanto immancabili accompagnatori della storia di Rocky, come ad esempio The Final Bell, che si sente alla fine dell’incontro in chiusura del film. Al contrario, le musiche di Gonna Fly Now, conosciuto anche come il tema di Rocky, ossia le famose note che accompagnano il pugile durante la sua salita nella scalinata e con cui praticamente tutti noi identifichiamo la saga, non si sentono neanche una volta durante il quarto capitolo, anche se qualche piccola strofa è stata incorporata nelle musiche della sequenza degli allenamenti e verso la fine dell’incontro.

Così come il film riuscì ad ottenere degli ottimi incassi, anche l’album delle canzoni riscosse un enorme successo, piazzandosi addirittura alla vetta delle classifiche della Finlandia, dei Paesi Bassi e della Svizzera e arrivando al secondo posto in quella italiana, tedesca e austriaca. Un trionfo possibile in larga parte dai due brani principali della pellicola, ossia Burning Heart dei Survivor, che Sylvester Stallone commissionò appositamente per il film, e Living in America di James Brown, udibile sia prima del combattimento tra Apollo e Drago che durante i titoli di cosa. Entrambi i singoli riuscirono a piazzarsi nella top 5 della famosa Billboard Hot 100 negli Stati Uniti.

La colonna sonora di Rocky IV, che è stata resa disponibile nella sua interezza, solamente nel 2010, comprende un totale di 15 brani e ha una durata complessiva di soli 32 minuti. Come è solito dire, sarà pure breve ma è di sicuro intensa. Ogni singola nota riesce a tirare fuori la gioia, la grinta, il dolore e la tristezza e abbinata alle immagini è in grado di amplificare le emozioni dello spettatore in maniera miracolosa e incantevole. È assolutamente impossibili rimanere immuni di fronte a questa poesia su note. Anche se non si apprezza il film, per molti versi decisamente inferiore ai primi due della saga, è impossibile non rimanere ammaliati e innamorarsi della sua colonna sonora.

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Lo scontro finale tra Rocky (Sylvester Stallone) e Ivan Drago (Dolph Lundgren).

Qui di seguito si può trovare un breve riepilogo delle scene con le musiche ad esse associate. Con una raccomandazione: non rovinatevi la visione e correte subito a guardate Rocky IV per poi leggere quest’analisi!

Il film apre come sempre con il riepilogo dell’episodio precedente, in questo caso con la vittoria di Rocky sul suo sfidante Clubber Lang attraverso la musica di una delle migliori canzoni della saga Eye of the tiger candidata agli Oscar del 1982. Subito dopo, il film ci ricorda dello scontro avvenuto lontano dagli spettatori tra Rocky e Apollo sulle note di Gym che si interrompe nell’esatto momenti in cui i due amici si sferrano il primo pugno.

Si entra così nel reale inizio del film, scoprendo come Rocky ormai si sia ritirato e abbia ottenuto ormai tutto ciò che desiderava, ovvero una famiglia e una stabilità economica, oltre ad aver realizzato il suo sogno di essere campione del mondo per svariate volte. Una novità di questo capitolo è sicuramente la musica che vira più verso un aspetto quasi techno con Paulie’s Robot durante la scena del compleanno del cognato, che ormai vive nella casa insieme alla sorella e a Rocky. Il robot del film porterà con sé altre due canzoni nel corso del film, mentre il nostro pugile sprona suo figlio a fare meglio di lui e durante un pranzo con sua moglie e suo cognato.

Passiamo ora all’azione di Rocky IV e al primo incontro che si svolge in questo terzo capitolo. È interessante notare come Ivan Drago viene introdotto sul ring attraverso una musica quasi onirica e destabilizzante, un tema che sarà poi denominato Drago Suite e che gli calza a pennello. Dall’altra parte, per Apollo viene imbastita tutta una scena inneggiante agli Stati Uniti, richiamando la sua entrata sul ring nel primo capitolo contro Rocky, ma in maniera decisamente più eccessiva e quasi burlesca attraverso l’esibizione di uno dei più grandi artisti della musica quale James Brown con la sua Living in America.

La presentazione è sfarzosa ed esaltata ed esula completamente dall’incontro, quasi come se volesse dimostrare come, ancora una volta, Apollo abbia perso di vista ciò che è veramente importante e su cosa si deve focalizzare: l’incontro e non lo spettacolo. La sua decisione di sottovalutare Drago sotto ogni aspetto gli sarà fatale e durante gli ultimi istanti di vita si potranno sentire, in parte coperte dalle urla, dal discorso del giudice e dalla drammaticità del momento, le macabri e altisonanti note del tema Apollo’s Death and Funeral, che nel corso delle esequie virano verso una musica più dolce e delicata, quasi come se volesse accompagnare amabilmente un personaggio storico della saga verso la sua fine e, allo stesso tempo, fornire a Rocky la forza di cui ha bisogno per sostenere il discorso commemorativo per l’amico.

Poco dopo, mentre Rocky decide di fare un giro in auto per riflettere sulla scelta migliore da prendere, ovvero se sfidare Drago sul ring vendicando così la morte dell’amico, si ha una sorta di reale addio ad Apollo per mezzo della canzone No easy way out che rievoca tutti i momenti più toccanti della quadrilogia, includendo anche le scene più commoventi con Adriana e Mickey. È impossibile trattenere la commozione mentre si ripercorrono tutte le tappe più importanti del percorso di Rocky per mezzo di una musica che risulta perfetta nella sua forza e intensità per ritornare nel viale dei ricordi.

Da lì in poi ci sarà una netta alternanza tra deboli note di pianoforte, che accompagnano le conversazioni tra Rocky e sua moglie e tra lui e il proprio figlio, e le canzoni più decise ed energiche che lo supportano durante il duro allenamento a cui si sottopone per affrontare la sfida con Drago: prima con le note di Training Montage e poi con la bellissima Heart’s on fire, che sarà poi ripresa durante i titoli di coda. Queste musiche riflettono perfettamente la tenacia con cui i due sfidanti si stanno duramente allenando, anche se in maniera completamente differente: Ivan con metodi all’avanguardia che sembrano quasi test di laboratorio e Rocky con sistemi più anticonvenzionali che richiamano quelli del primo capitolo.

E finalmente, si arriva all’atto conclusivo e il più atteso, ossia l’incontro che deciderà chi sarà il vincitore. Un po’ come a rievocare il trattamento di sfavore che Drago aveva dovuto sopportare negli Stati Uniti, solamente urla e fischi accompagnano Rocky mentre Ivan viene introdotto dapprima con il suo tema e, una volta sul ring, con tutta la maestosità che è possibile, nientemeno che dall’inno russo, sbeffeggiando e riportando alla memoria ciò che era accaduto nel primo incontro con Apollo.

Per i primi due round, come era solito nei precedenti film, l’intera attenzione è rivolta per la sfida e la musica non può trovare alcun posto. Essa ricomincia direttamente per il breve riepilogo dei vari round disputati che ci porteranno al quindicesimo, quello che conclude come sempre ogni capitolo della saga e che sarà accompagnato dalle note di Victory, una sorta di riedizione più light della mancante The Final Bell, la quale solitamente chiudeva in grande stile l’incontro finale. E così, sulle notte di Heart’s on fire si rivedono le immagini più belle del film, non il migliore della saga ma di sicuramente ugualmente entusiasmante.

Una piccola curiosità interessante prima di concludere? Durante la scena di Rocky IV in cui il cognato guarda la televisione e l’allenatore gioca a scacchi nello chalet di montagna in Russia, si può sentire chiaramente The Chipmunks Song, la canzoncina cantata da Alvin&Co. relativa al Natale, che compare oltretutto citata nei titoli di coda del film.

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