“La democrazia non può garantire più niente, un re si” e Cetto La Qualunque è il monarca che l’Italia stava aspettando! Altro che il rampollo dei Savoia! Come ha detto lo stesso Antonio Albanese nella nostra intervista video, Cetto è di tutt’altra categoria, proprio come di tutt’altra pasta è la musica che accompagna questo capitolo finale della trilogia d’u pilu: Cetto c’è, senzadubbiamente, nelle sale italiane dal 21 novembre 2019 con Vision Distribution.

Dopo Qualunquemente del 2011 e Tutto tutto niente niente del 2012, Giulio Manfredonia torna dietro la macchina da presa per dare continuità alle gesta del personaggio creato e interpretato da Antonio Albanese, che con la figura del suo politico corrotto e scorretto ha iperbolizzato la situazione governativa del Bel Paese, trovando un nutrito numero di fan che in questi anni di assenza non ha fatto altro che domandarsi che fine avesse fatto il sindaco di Marina di Sopra. La risposta è arrivata con una commedia che si prefigge l’intento di ultimare la parabola di Cetto La Qualunque, mostrandoci ciò che ha fatto in questi anni di esilio in Germania ma, soprattutto, le sue vere origini!

Una pellicola che sembra zoppicare su diversi fronti, svelando una perdita di lucentezza e sana critica; ma che non delude dal punto di vista musicale.
Con una soundtrack curata da Emanuele Bossi, la commedia è impreziosita da alcune canzoni – scritte da Piero Guerrera e dallo stesso Albanese – che sono già diventate delle hit, come il brano Io sono il re, cantato dall’interprete di Cetto La Qualunque insieme al rapper Guè Pequeno.

Io sono il Re: video e testo della canzone di Antonio Albanese e Guè Pequeno

Nel film ascoltiamo la canzone nella parte finale, mentre online è disponibile il video completo che alterna immagini di Cetto c’è, senzadubbiamente ad altre sequenze in cui appare anche il rapper con i capelli biondi.
Interprete della maggior parte del testo è proprio Albanese, che termina esplicitando il disgusto per il rap: “Sarà certamente una mia lacuna, ma il rap purtroppamente ha strumatu i cugghiuna”. Il sound della canzone riesce a conquistare grazie a un’alternanza orecchiabile di note e versi che parafrasano la personalità del protagonista giocando sulle assonanze e facendo indigestione di rime baciate.
Il ritornello punta senza dubbio a strizzare l’occhio al più antico e famoso inno del mondo: God Save the Queen (Dio salvi la Regina), piegandolo ai diktat dell’eccentricità e del fare all’italiana e traducendolo quindi in “Io sono il re, Dio salvi me”, con l’aggiunta di un modestissimo “Perché di meglio in giro proprio non ce n’è”.

Sha la la la, sha la la la

[A. Albanese]
Mi hanno sparato, cornuto e mazziato
ma prima o poi tornerò sconfinato
della donna straniera non ti devi fidare
la storia la fai se sei il primo a sparare
da Borbone a barbone il passo è breve
lo sparo era di striscio per fortuna lieve
ora so di cultura si può anche crepare
meglio l’ignoranza per tira’ a campare
i poteri forti, il salotto buono
ridevano di me quando ero lì sul trono
chi vuole il sovranismo prenda anche il sovrano
nel mio regno in futuro sarò io che tramo
mi riprenderò il paese che amo
sono Cetto Borbone Canò Babbiano
non ci sono scuse lo sai perché
il popolo italiano ha scelto me

Io sono il re (sha la la la)
Dio salvi me
Perché di meglio in giro proprio non ce n’è
Io sono il re (sha la la la)
Dio salvi me
Oppuramente io mi salverò da me
(Sei proprio il re) sì sono il re
(Dio salvi te), faro per tre
(A guardar bene al mondo meglio non ce n’è)
(Sei proprio il re) sì sono il re
(Dio salvi te), faro per tre
(Oppuramente io mi salverò da me)

Il popolo è con me, contro l’élite
loro dalle stalle, io dalle suite
mando a gambe all’aria anche lo stivale
perché nel mio reame ogni scempio vale

[Guè Pequeno]
Dio salverà il re, lo vedi anche te
che meglio in giro proprio non ce n’è
l’Italia che ti spetta è tutta da cambiare
appena avrai lo scettro saprai cosa fare
la gente non apprezza la democrazia
si troveranno bene con la monarchia
forse non lo sanno, stanno già aspettando
che ritorni il re, uomo solo al comando
dalle Alpi alle Piramidi dal Manzanare al Nilo
nel regno di Cetto, sai ne sono certo, che plenderà sempre u pilu
non ci sono scuse, lo sai perché
il popolo italiano ha scelto te
non ci sono scuse, lo sai perché

[Albanese]
il popolo italiano ha scelto me

[Gue Pequeno]
Io sono Guè (sha la la la)
Dio salvi me
Perché di meglio proprio in giro non ce n’è

[Albanese]
Io sono il re (sha la la la)
Dio salvi me
Oppuramente io mi salverò da me
(Sei proprio il re) sì sono il re
(Dio salvi te), faro per tre
(A guardar bene al mondo meglio non ce n’è)
(Sei proprio il re) sì sono il re
(Dio salvi te), faro per tre
(Oppuramente io mi salverò da me)

Dio salvi me
ma non il rap
Sarà certamente una mia lacuna
Ma il rap purtroppamente ha strumatu i cugghiuna

La colonna sonora del film è edita e prodotta da Bixio C.e.m.s.a., Goodlab Music e BMG Rights Management con la produzione artistica ed esecutiva di Paolo Buonvino per Goodlab Music.

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