Birds of Prey, Cinematographe.it

Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn arriva finalmente al cinema. Distribuito in Italia da Warner Bros., il film segna un nuovo importante passo in avanti per il DC Extended Universe, non tanto a livello narrativo – si colloca fuori gli eventi raccontati nella saga della Justice League – ma a livello stilistico, spalancando le porte a interessanti universi paralleli.

Harley (Margot Robbie), Montoya (Rosie Perez), Huntress (Mary Elizabeth Winstead), Black Canary (Jurnee Smollett-Bell) e Cassandra Cain (Ella Jay Basco) si trovano ad affrontare il terribile Roman Sionis / Black Mask (Ewan McGregor) e il suo scagnozzo Zsasz (Chris Messina), contendendosi il famoso diamante dei Bertinelli – la chiave per accedere a un’immensa fortuna. Questa trama così semplice è complicata da innumerevoli scene d’azione e da una narrazione volutamente confusa, accompagnata dalla parlantina inconfondibile di Harley Quinn.

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Per rendere il tutto ancora più mirabolante, oltre a una regia adrenalinica che lascia poco spazio alla riflessione (e al fiato), Cathy Yan si serve di una colonna sonora potente, divisa tra cover di brani (eccellenti) di repertorio e composizioni originali. Andiamo a vederne alcune.

Le cover eccellenti in Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn

Birds of Prey, Margot Robbie, Cinematographe.it

Tutto il film è una continua festa pop, studiata in ogni dettaglio. I lustrini dei costumi della protagonista si traducono anche in un commento musicale glamour, che va a gettare nuova luce su brani già noti. Uno di questi, A Men’s World di James Brown e Betty Jean Newsome è integrato nella trama e fatto cantare al personaggio di Dinah Lance / Black Canary. La ragazza, figlia della Black Canary originale che collaborava con la giustizia di Gotham City, ha lo stesso potere della madre, ovvero quello di emettere delle onde sonore in grado di stendere chiunque si trovi nei paraggi. Nella scena in cui è presentato il personaggio, però, Dinah Lance sta cantando con una voce profonda e sofferta il celebre brano, che nel testo e nel tono rientra perfettamente con il messaggio femminista (in salsa pop) di Birds of Prey.

Tra i lanci promozionali della colonna sonora ufficiale, invece, la cover del classico brano Diamonds are a girl’s best friend cantato da Marylin Monroe nella celeberrima scena de Gli uomini preferiscono le bionde. La canzone che ha consacrato Marylin come performer a tutto tondo è stata successivamente citata anche da Madonna nel video di Material Girl e dal personaggio di Satine (Nicole Kidman) nel musical di Baz Luhrmann Moulin Rouge!.

In tutti questi casi, incluso nella versione interpretata da Harley Quinn in Birds of Prey, la canzone diventa un’occasione per incoronare la sex symbol di turno, emulando la loro regina assoluta: Marylin Monroe. Ora che tocca alla Harley Quinn di Margot Robbie, questa associazione è decisamente più dissacrante e ironica, ma non manca di esercitare la sua buona dose di sensualità. D’altra parte, come si è già detto, un diamante è al centro di tutta la vicenda raccontata nel film, quindi la scelta del brano è particolarmente indovinata. Nella colonna sonora ufficiale di Birds of Prey la canzone è reinterpretata da Megan Thee Stallion e Normani con il titolo abbreviato di Diamonds.

I brani originali di Daniel Pemberton nella soundtrack di Birds of Prey

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Nonostante gran parte della colonna sonora – firmata da Daniel Pemberton – richiami brani già noti in versioni remixate da artiste contemporanee, alcuni brani sono stati composti per il film. Il tono è quello della protagonista: selvaggia, glamour, folle, sexy. Le artiste chiamate a collaborare per il commento musicale di alcune scene, specialmente quelle d’azione, coreografate direttamente sui brani, rientrano perfettamente in questo mood, come dimostra il video di Doja Cat, Boss B*tch.

I’ve lied for you, and I liked it too / But my makeup’s ruined“. Il brano Joke’s on you di Charlotte Lawrence è la canzone di addio di Harley Quinn a Joker e, in generale, di tutti i cuori spezzati da un rapporto violento e manipolatore al loro ex aguzzino. A suo modo, con i suoi exploit fuori di testa e il suo spirito infantile, Harley diventa la portavoce di tutte quelle donne abituate a stare non uno, ma cento passi indietro per amore del proprio uomo. Un Arlecchino, fatto per servire il pubblico e il padrone che senza alcun comando si sente solo e inutile: sarà proprio da questo punto così basso della sua esistenza che Harley prenderà lo slancio per la sua fantasmagorica rinascita.

Shakerato, non mescolato – la valorizzazione della musica pop in Birds of Prey

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Non c’è nulla di più accattivante dei classici della musica pop shakerati per essere più attuali, più appetibili dal pubblico di giovanissimi. In Birds of Prey questa misura non solo è stata adottata, ma anche ben valorizzata da una scelta accurata dei brani di repertorio da adattare al film. Molti spettatori riconosceranno il brano Sway with me di Dean Martin nella versione di Saweetie & GALXARA.

I Hate Myself for Loving You: il brano del 1988 cantato da Joan Jett & the Blackhearts chiarisce fin dal titolo il motivo per cui è stato scelto. Non poteva mancare in un film che parla di emancipazione e rottura questo inno femminile di rifiuto che potrebbe essere benissimo stato scritto dalla Harley Quinn di Birds of Prey.

Infine, la rassegna musicale di Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn si chiude con due canzoni tanto iconiche da essere entrate nel patrimonio acustico collettivo quasi di diritto. Molti, nel sentirle citate nel film, penseranno di aver già ascoltato questi motivi, quelle parole e forse – troppo presi dall’azione – non riusciranno ad identificarle. Parliamo di Love Rollercoaster degli Ohio Players e della famosissima Barracuda degli Heart che commenta la grandiosa battaglia finale di Birds of Prey.

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