Le 5 colonne sonore candidate agli Oscar 2016

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Sale di giorno in giorno l’attesa per gli Oscar 2016: Cinesoundtrack, come l’anno scorso, vi presenta in questo articolo le 5 colonne sonore candidate quest’anno come Migliore Colonna Sonora Originale. Un premio, purtroppo, ancora considerato per lo più di serie B, da relegare tra quelli tecnici, ma per oltrepassare queste vecchie convenzioni basta sottolineare il fatto che è la musica del film, ogni volta, ad accompagnare i video delle nomination, nonché dell’annuncio del vincitore: dobbiamo sforzarci di capire che non è solo un sottofondo, ma un rafforzamento del momento permesso anche dalle emozioni che la musica ci dà. Una categoria non esente da polemiche e controversie – certo non come quella degli #OscarsSoWhite – ma che, proprio per questo, dovrebbe spingerci a rivalutare il peso della musica per film.
Quest’anno la critica più sostanziale è stata mossa dal regista Alejandro G. Iñárritu, poiché la colonna sonora di Revenant – Redivivo è stata considerata ineleggibile perché composta da più compositori, mentre quella di The Hateful Eight del Maestro Morricone è stata eletta nonostante comprendesse la musica scritta per un altro film, poi non pubblicata. Per l’Academy, infatti, “Per essere eleggibile, la colonna sonora originale deve rappresentare una parte sostanziale del corpo di musiche che serve come partitura drammatica originale e deve essere stata scritta appositamente per la pellicola dal compositore al quale è stata sottoposta. Le partiture diluite dall’uso di temi d’esempio [temp tracks] o altra musica preesistente, dall’impatto diminuito dall’uso predominante di canzoni, o assemblate dalla musica di più di un compositore, non possono essere considerate eleggibili”. Anche per quanto riguarda la Migliore Colonna Sonora Originale, quindi, viviamo periodi di controversie e, soprattutto, di un sostanziale attaccamento alle partiture di impostazione più classica, che sa stare al suo posto (Il Ponte delle Spie di Thomas Newman), anche se, fortunatamente, ogni tanto ci si spinge oltre (Sicario di Jóhann Jóhannsson).
Tra i candidati, si sente un po’ la mancanza di Inside Out di Michael Giacchino (che ha vinto il premio come compositore dell’anno 2015), mentre altre colonne sonore che sarebbero state bene nella categoria sono quelle di Spotlight (Howard Shore), The Danish Girl (Alexandre Desplat), Anomalisa (Carter Burwell). Un grande lavoro, a mio avviso, che mi lascia molto delusa della sua assenza tra i candidati, è stato quello realizzato da James Horner per Southpaw: il compositore, scomparso lo scorso anno in seguito allo schianto dall’aereo Tucano che pilotava, ha compiuto una toccante ricerca timbrica e sonora per l’ultimo suo lavoro, in cui ogni nota riesce a dare potenza al dramma raccontato nel film.
Potete vedere qui tutte le colonne sonore candidate agli IFMCA Awards, i premi interamente dedicati alla musica per film, televisione e videogiochi; ma, adesso, com’è giusto che sia, concentriamoci sulle 5 colonne sonore che si contendono la statuetta più ambita.

Scoprite insieme a noi le 5 colonne sonore candidate agli Oscar 2016:

Thomas Newman: Il Ponte delle Spie

Sembra strano avere tra i candidati un film di Steven Spielberg e una colonna sonora di John Williams in competizione tra di loro. Come già accennavamo prima, la colonna sonora composta da Newman per Il Ponte delle Spie si rifà alla tradizione compositiva classica hollywoodiana della musica per film, sia per lo stile che per il trattamento, purtroppo molto discreto, quasi limitato. La palette orchestrale – soprattutto attraverso archi e pianoforte – riesce a esprimere un colore e delle sonorità adatte al periodo e al contesto descritti nel film, regalando più che altro suspense, ma quasi mai aggiunge di suo un valore emotivo alle scene, se non nel finale.

Carter Burwell: Carol

Della colonna sonora di Carol ve ne abbiamo parlato in modo approfondito in questo articolo: un punto di forza della partitura è data dall’organico orchestrale ristretto, e quindi intimo, che riesce a regalare note, suoni e colori che sono da una parte quasi dolcemente distillati, mentre dall’altra vengono lasciati scivolare in melodie affascinanti e seducenti. La struttura leitmotivica data da Burwell alla colonna sonora è decisa e di successo, poiché riesce ad accompagnarci semanticamente nelle pieghe dell’emozione di ogni scena. Di sicuro è un buon lavoro che riesce a coinvolgere lo spettatore.

Ennio Morricone: The Hateful Eight

Ebbene sì, questa sembrerebbe la volta buona per il Maestro Morricone, che non ha mai conquistato un Oscar, se non quello alla carriera, con il quale è stato omaggiato per i capolavori che ha realizzato nel corso della sua carriera. 87 anni e non sentirli, anzi, forse coronarli con l’Oscar per The Hateful Eight: ma siamo sicuri che questa sia la colonna sonora con la quale vogliamo ricordare la sua vittoria dell’ambita statuetta? Non è un segreto che Tarantino abbia sempre corteggiato Morricone, inserendo diversi suoi pezzi in alcuni suoi film; per The Hateful Eight, il regista è riuscito ad avere l’ok dal compositore dopo che questi aveva letto lo script, che lo aveva attratto dalla forza e dalla violenza, ma anche dalla profondità. Avendo però poco tempo, Morricone ha riutilizzato della musica che aveva già composto per The Thing di Carpenter (che non era stata poi usata nel film) e ha sviluppato poi tutto il resto della colonna sonora, senza guardare il film. Un metodo certamente non ortodosso, ma stiamo parlando del Maestro Morricone, che sicuramente sa quello che fa. C’è anche da dire, però, che il compositore si è lamentato per come il regista è solito inserire i pezzi nel montaggio finale, ricollocandoli a suo piacimento. Per questi motivi – e adesso vi sto dando un mio umile parere e quasi mi vergogno a dirlo – la colonna sonora di The Hateful Eight, in realtà, non rispetta le prerogative di un lavoro che dovrebbe calzare appositamente per il film e dovrebbe nascere e svilupparsi anche con una stretta collaborazione tra regista e compositore, in modo che la musica venga collocata nella scena per cui è stata pensata. Al di là di questi concetti metodologici, comunque, non si può non dire quanto sia straordinaria la colonna sonora: la melodia dei fagotti dà un effetto magnetico che ci accompagnerà in quasi tutti i momenti in cui comparirà (soprattutto da metà film in poi), raggrumata insieme a diversi gruppi orchestrali che spesso si scontrano, con effetti di dissonanza e quasi cacofonia, in un impasto avanguardista dal cuore thriller. Trovate qui la recensione completa della colonna sonora.

Jóhann Jóhannsson: Sicario

Il compositore islandese, dopo la candidatura dell’anno scorso per La teoria del tutto, torna a collaborare con il regista Denis Villeneuve componendo una colonna sonora ben studiata per il film, con delle cellule che si reiterano grazie alla potenza perturbante delle percussioni, che creano una sorta i soundscape a tratti claustrofobico e pienamente incalzante. Si intrufolano nella partitura anche pagine musicali più tradizionali, malinconiche e intime, che aiutano lo spettatore a raccogliere l’emotività attorno a dei cliché musicali, sottoposti però al trattamento elettronico che fanno di Jóhannsson un compositore attento alla sperimentazione nella musica per film. Anche se la colonna sonora di Sicario non è all’altezza di quella de La teoria del tutto, siamo contenti di sapere che l’Academy, ogni tanto, si guarda intorno.

John Williams: Star Wars: Episodio VII – Il Risveglio della Forza

Signore e Signori, ecco la 50esima candidatura agli Oscar per John Williams. Un po’ a sorpresa, Il Risveglio della Forza è stato nominato anche per la colonna sonora che, tra vecchi e nuovi temi, ci ha riportati grandiosamente in una galassia lontana lontana. Se i fan più accaniti della musica aspettano la probabile uscita di una extended edition, per gustarsi meglio quanto sentito nel film (anche per assimilare i nuovi temi che ci accompagneranno nei prossimi episodi), resta comunque il fatto che, nel film, la colonna sonora funziona alla perfezione e, ancora una volta, Williams ha dimostrato di conoscere profondamente la saga. Ovviamente abbiamo dedicato un intero articolo alla scoperta della musica del Risveglio della Forza, ma se avete voglia di vivere un viaggio di 30 minuti nelle tracce migliori della saga potete andare qui; per approfondire, invece, il rapporto di Williams con i leitmotive di Wagner, ecco il reportage che fa per voi.

La sfida sembra davvero essere tra due mostri sacri della musica per film, il nostro Ennio Morricone e l’altrettanto amato John Williams. Se la vittoria quest’anno sembra pendere proprio verso il Maestro italiano, ci auguriamo comunque un po’ di suspense: l’appuntamento è per il 28 febbraio. Voi per chi fate il tifo?

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