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The Water Horse – La leggenda degli abissi, il film per la regia di Jay Russell, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Dick King-Smith, uscito nel 2008, è un film sull’amicizia, la diversità e la crudeltà che spesso si abbatte contro chi e cosa non si conosce. Una storia sicuramente già vista, dalla struttura tipica di film del genere, ma sempre capace di emozionare. Un legame particolare, quello tra un bambino e una mistica creatura marina che viene accudita fin quando non cresce a dismisura, poi scoperta e catturata.

Protagonista di The Water Horse – La leggenda degli abissi, è Angus, un bambino di 10 anni che soffre di idrofobia e ha perso il padre durante un viaggio per mare. Solitario e anche provato dal lutto, un giorno trova un uovo magico da cui nascerà una creatura marina rara e mai vista. Da cucciolo, l’animale, a cui Angus dà il nome di Crusoe, cresce sempre di più fino a quando nasconderlo diventa impossibile. Angus, aiutato così dalla sorella Christie e dall’amico di famiglia Lewis, porterà Crusoe nel lago per liberarlo. Ma presto verrà scoperto. Crescendo sempre di più, Crusoe viene notato da giornalisti, artiglieri e soldati inglesi che vengono attratti da lui, spaventati o incuriositi, divisi tra chi vuole catturarlo, eliminarlo o semplicemente accertarsi della sua esistenza. Angus farà di tutto per salvare il suo unico vero amico e per dimostrare a tutti che non si tratta di un mostro e che Crusoe non farebbe mai del male a nessuno. Nel cast del film sono presenti Alex Etel nel ruolo di Angus, Emily Watson che interpreta la madre di Angus, Ben Chaplin nel ruolo di Lewis e Priyanka Xi nei panni di Christie.

Dal cucciolo di Demogorgon di Dustin di Stranger Things al film Okja di Bong Joon-oh fino a La forma dell’acqua di Guillermo Del Toro, The Water Horse – La leggenda degli abissi celebra l’amicizia tra un uomo e un animale, il legame tra uomo e natura. È un inno alla vita, all’amore e all’accoglienza, ad abbracciare la diversità e non allontanarla, vedendola come un valore aggiunto, perché è proprio da chi e cosa non si conosce che si può imparare davvero qualcosa.

The Water Horse – La leggenda degli abissi: tutte le location del film

Ma quali sono le straordinarie location che fanno da sfondo a questo dolce film? Si tratta di luoghi incredibili e che rendono The Water Horse poetico e spettacolare in alcune scene. Si tratta principalmente delle Nuova Zelanda, sede di moltissime produzione cinematografiche, in particolare della capitale Wellington che attira visitatori da tutto il mondo per i numerosi musei, monumenti e luoghi d’interesse come università e biblioteche. Anche se ciò che attira di più della Nuova Zelanda è proprio la natura, con montagne, distese di verde circondate dall’oceano Pacifico, laghi adorni di fiori dai colori particolari e un mare limpido e cristallino. Tutto ciò accanto a città dotate di tutti i comfort e strutture possibili, dove la tecnologia è avanzata e si registra uno tra i migliori stili e qualità della vita dl mondo, al terzo posto tra le città della regione Asia-Pacifico e presente anche nelle classifiche mondiali.

The Water Horse - cinematographe.it

Gran parte del film è stata girata nel sobborgo orientale di Miramar, trasformato dal regista Peter Jackson in uno dei luoghi più famosi di produzione cinematografica, dando vita a numerosi Studios, tra cui Camperdown e Stone Street, dove sono state girate alcune scene di Water Horse e non solo. Sono stati utilizzati anche per i kolossal Il Signore degli Anelli,  e per King Kong e Amabili resti, tutti e tre diretti da Jakson. “Beh, c’è vento, ma in realtà è un posto incantevole, dove si è praticamente circondati dall’acqua“, ha infatti dichiarato il regista. “La città stessa è piuttosto piccola, ma le zone circostanti ricordano le colline del nord della California, come Marin County vicino a San Francisco e la Bay Area. Una specie di incrocio tra questo e le Hawaii“.

Dal punto di vista culturale e cinematografico Wellington è una delle città più vivaci e sede di numerosi eventi. Oltre a riprese in teatri di posa The Water Horse è stato girato nella cittadina di Queenstown, nella regione di Otago, sulle rive dello spettacolare lago Wakatipu. Sono state utilizzate sia alcune strade della città, che il meraviglioso lago circondato da montagne innevate d’inverno e colorate di verde d’estate, capaci di creare in entrambe le stagioni un gioco di colori incredibile e suggestivo. Altra location è la Scozia, nel Regno Unito, in particolare nella tenuta di campagna di Ardkinglas and Argyll che ricopre quasi 12.000 acri, nei pressi dell’Ardkinglas House, una residenza nobiliare con alcune stanze aperte al pubblico. La casa è situata vicino al villaggio di Cairndow, sulle sponde del fiordo di Lock Fyne, un altro lago straordinario tra i prati della Scozia.

Cosa mangiare in Nuova Zelanda?

La Nuova Zelanda e la Scozia sono tra le mete più amate dai turisti, settore quello del turismo su cui si basa grand parte della loro economia. La Nuova Zelanda è amata anche per il connubio perfetto che la sua cucina riesce a creare tra sapori di terra e di mare, unendo influenze asiatiche, britanniche e maori. Molti piatti sono infatti cotti con particolari metodi maori, cioè una cottura molto lenta con forni ricavati nel terreno dove precedentemente viene poggiato del carbone ardente e successivamente cucinata la carne o il pesce; una sorta di griglia che regala ai cibi un sapore unico. La Nuova Zelanda è caratterizzata da una cucina variegata e dall’uso di pietanze particolari, come la barbabietola, spesso usata per accompagnare molti piatti. Tra i principali c’è il Meat Pie, un tradizionale tortino di carne molto amato dai neozelandesi che prevede l’uso di carne di manzo e salsa gravy, realizzata mescolando brodo di carne, burro, amido di mais o farina. Sono comunque state introdotte alcune varianti con cui poter farcire il tortino come formaggio, funghi, bacon e uova accompagnati a scelta da purea di patate.

Anche il Pane Maori è una delle pietanze più particolari della Nuova Zelanda, preparato con un impasto che vede l’uso di patate fermentate, zucchero e farina, dandogli così anche un retrogusto dolce. Anche i Bianchetti sono molto famosi e popolari, dei piccoli pesci preparati in vari modi, realizzando l’omelette di bianchetti. La Paua è una delle prelibatezze che incuriosisce di più i turisti e molto amata dagli abitanti locali, si tratta di una lumaca di mare che viene cucinata, condita con curry, in brodo o, anche in questo caso, perché no, all’interno di un’omelette. Tra i dolci, c’è la Pavlova, che la Nuova Zelanda si contende con l’Australia per l’origine, una torta a base di meringhe ricoperte da uno strato spesso di panna e frutta fresca ed è il dolce nazionale neozelandese. Altra pietanza dolce particolare sono i così detti Lolly cake che vengono preparati mescolando caramelle gommose al gusto di frutta o i marshmallow, con burro, latte e biscotti semplici tritati; il tutto viene poi arrotolato e tagliato a dadini e ricoperto da scaglie di cocco, dando vita a un sapore unico e inimitabile, oltre che a un dolce particolarmente colorato e decorativo.

La cucina scozzese, fra gusto e tradizione

Anche la Scozia ha una tradizione culinaria da provare assolutamente, specialmente a Edimburgo sono presenti molti ristoranti tipici per permettere a turisti e non solo di provare le pietanze proprie della tradizione anglosassone e scozzese: il Porridge, a base di avena, caratterizzato da una cottura molto lenta e spesso servito con sale e whisky. Anche l’Hotch-Potch è un classico della cucina scozzese, si tratta di un brodo che si prepara bollendo insieme carne di montone, manzo e pollo, aggiungendo vari ingredienti a scelta come porri, carote o anche orzo. Impossibile non citare l’Haggis che, per qualcuno, forse, andrebbe provato senza sapere per forza cosa contiene, è infatti un insaccato di interiora, e cioè cuore, polmone, fegato e lingua macinata con molte spezie, tra cui spesso la cipolla, e fatta successivamente bollire nello stomaco della pecora per quasi tre ore. Anche il salmone scozzese è molto famoso ed è tra i più magri e prelibati in assoluto a causa della temperatura delle acque. Viene spesso servito bollito in acqua, vino e alloro. Tra i dolci c’è una versione del Pudding, una specie di mousse realizzata con zucchero, gelatina, uova e a scelta uva passa, fichi secchi o mandorle, molto diffuso anche negli Stati Uniti.

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