Si vive una volta sola, cinematographe.it

Girato tra Roma e la Puglia Si vive una volta sola è il nuovo film di Carlo Verdone con Anna Foglietta, Rocco Papaleo e Max Tortora. I protagonisti sono Umberto, Lucia, Corrado e Amedeo, quattro medici dediti a scherzi di cattivo gusto che decidono di raggiungere “il tacco dello stivale” per una vacanza sui generis. Una vacanza durante la quale Umberto, Lucia e Corrado dovranno svelare ad Amedeo che è gravemente malato e che gli resta poco tempo da vivere. E quali posti migliori se non le coste pugliesi per trascorrere gli ultimi momenti felici?

“La Puglia mi ha molto aiutato come terra, come regione – ha spiegato Carlo Verdone – mi ha dato una suggestione importante, mi ha dato molta energia, dei colori diversi, mi ha fatto scoprire nelle persone una grande solidarietà, una grande premura”.

Si vive una volta sola – un viaggio nei posti più suggestivi della Puglia

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Si vive una volta sola: recensione del film di Carlo Verdone

Nove settimane di riprese durante l’estate 2019 per la troupe di Carlo Verdone: a partire dalla splendida Polignano a mare, un suggestivo borgo in provincia di Bari, città natale del grande Domenico Modugno, con un meraviglioso mare “blu dipinto di blu” come la sua celebre canzone, e Monopoli: il centro storico, con il suo mix affascinante tra architettura popolare, edifici religiosi e palazzi signorili, e lo splendido mare fanno della città una delle mete obbligatorie di un viaggio in Puglia. Il comun denominatore di questa regione è, appunto, il mare che da Bari fino al sud della Puglia stupisce per il colore intenso e cangiante da costa a costa: dal blu profondo, al verde cristallino fino all’azzurro chiaro. Ed è proprio nel cuore del Salento che i protagonisti Umberto, Lucia, Corrado e Amedeo trascorrono gran parte delle loro rocambolesche vacanze.

Si vive una volta sola e le location salentine, tra masserie, baie e laghi

 

I quattro amici alloggiano in una splendida e lussuosa masseria a Otranto, il punto più a est dello “stivale”, uno dei gioielli più visitati del Salento tra storia, cultura e spiagge “caraibiche”. La “città dei martiri”: così è chiamata per il sanguinoso assedio dei turchi che nel 1480 decapitarono 800 otrantini che rifiutarono di convertirsi all’Islam, i quali resti sono presenti tutt’oggi nella Cattedrale di Otranto. Un borgo incantevole che a pochi chilometri di distanza regala numerosi posti naturali da favola: la Baia dei Turchi con il suo mare limpido e la candida spiaggia; i Laghi Alimini, due bacini di acqua dolce e salata, alimentati da diverse sorgenti e circondati da una bellissima macchia mediterranea; la Baia di Orte dove godersi il mare in piena tranquillità lontano dalle spiagge affollate e vicino alla fantastica Cava di bauxite. E poi le località a sud del borgo dove sono state girate alcune scene del film: Porto Badisco dove la leggenda narra dello sbarco di Enea nel Salento, nella cui Grotta dei Cervi è presente una delle più importanti pitture murarie d’Europa, tra le prime raffigurazioni dell’uomo primitivo; Santa Cesarea Terme, una delle maggiori stazioni idrotermali d’Italia e Sant’Andrea, la parte più alta e scogliosa di Otranto insieme a Torre dell’Orso.

La sugestiva Grotta Zinzulusa nel film di Carlo Verdone

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In una scena del film vediamo un esaltatissimo Rocco Papaleo guidare un motoscafo nonostante i suoi compagni di viaggio non siano esattamente entusiasti della gita fuori porta. Decidono quindi di fermarsi vicino la costa e fare un bagno per riprendersi dal caldo. Anna Foglietta si getta a capofitto nell’acqua cristallina, quella di Castro, borgo medievale lungo la costa orientale della penisola salentina. Luogo magico che sorge su un costone roccioso dalla bellezza sconcertante: il mare con i suoi paradisiaci fondali, i picchi rocciosi, le grotte. Una di queste è “protagonista” di una delle scene finali e rivelatorie di Si vive una volta sola: la suggestiva Grotta Zinzulusa, sulla litoranea tra Castro e Santa Cesarea Terme, che Rocco Papaleo illustra a un gruppo di turisti sotto gli occhi esterrefatti di Carlo Verdone, Max Tortora e Anna Foglietta. Un’insenatura scavata in una parete a picco sul mare, uno dei maggiori fenomeni carsici del Salento. Il nome deriva dal dialetto “zinzuli” che significa stracci per indicare le stalattiti che pendono dal soffitto come stracci appesi.

Il film è prodotto da Filmauro con il sostegno dell’Apulia Film Fund della Regione Puglia e Apulia Film Commission.

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