Poveri ma ricchissimi Cinematographe.it

La commedia Poveri ma ricchissimi, sequel di Poveri ma ricchi, scritta e diretta da Fausto Brizzi, regista anche del primo film,  e con protagonisti Christian De Sica, Enrico Brignano, Lucia Ocone, Ludovica Comello, Anna Mazzamauro e Paolo Rossi, è ambientata nella città immaginaria di Torresecca. Al centro della storia c’è la famiglia Tucci che, divenuta milionaria nel primo film ma convinta alla fine d’avere perso tutto, scopre che il proprio patrimonio è ancora intatto e anzi è addirittura accresciuto. Gli sgangherati membri decidono dunque di scendere in politica, facendo uscire la loro città dall’Italia attraverso un referendum e grazie ad un cavillo storico, creando un porto franco dove non si pagano le tasse ed instaurando un Principato familiare. Il capofamiglia Danilo diviene così il Principe del neonato Stato, sua moglie Loredana la first lady e suo cognato Marcello il Presidente del Consiglio, per un governo fatto di cafonaggine e gaffe continue.

Ma dove si trova realmente la città di Torresecca? Il film è stato girato principalmente nel borgo medievale di Ostia Antica, andiamo a conoscere dunque le location che hanno ospitato le riprese di Poveri ma ricchissimi.

Poveri ma ricchissimi: Torresecca esiste, è in realtà il borgo di Ostia Antica

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La cittadina che diviene il Principato dei Tucci altro non è che Ostia Antica, una delle frazioni di Roma, situata a sud-est della capitale e divisa dal nucleo centrale cittadino dal Tevere. In particolare a dar vita a Torresecca è il borgo medievale di Ostia Antica, vera perla storica del territorio romano.

Si tratta di un piccolissimo gioiello racchiuso all’interno di una cinta muraria medievale, con un manipolo di case antiche risalenti al Quattrocento ed un castello risalente alla fine dello stesso secolo. Il borgo nasce inizialmente nell’800, attorno ad una basilica cristiana, per volontà di Papa Gregorio IV, intenzionato a difendere gli abitanti di quel tratto della via Ostiense dai Saraceni. È però poi nel corso del 1400 che il borgo assume le fattezze odierne con la rocca, le abitazioni ancora oggi visibili e il fossato dove passa il Tevere. La Piazza della Rocca è la location principale che si vede nelle riprese in esterno del film e sulla quale si affaccia la casa dei Tucci. Nella piazza troviamo la Cattedrale di Sant’Aurea, progettata dall’architetto fiorentino Baccio Pontelli, ultimata nel 1483 sotto il cardinale Giuliano della Rovere e voluta inizialmente dal cardinale francese Guglielmo d’Estouteville. Dalla piazza si dipanano numerosi vicoli nei quali immergersi in un viaggio nel tempo, tra estetica medievale e storia Romana.

Tre diversi castelli per rappresentare la nuova sfarzosa residenza dei Tucci in Poveri ma ricchissimi: Giulio II, Orsini-Odescalchi e Torcrescenza

Danilo Tucci e gli altri membri della famiglia una volta divenuti milionari si trasferiscono in una nuova residenza per ostentare davanti a tutta la città la loro smisurata ricchezza. Il castello che nel film ospita la sgangherata compagine è in realtà il frutto di riprese realizzate in tre luoghi differenti.

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Le riprese esterne sono quelle del Castello di Giulio II nel centro del borgo di Ostia Antica, la cui costruzione iniziò nel 1483 appena conclusi i lavori della Cattedrale, sempre per volere del cardinale Della Rovere, futuro Papa Giulio II, da cui il nome che venne dato alla fortezza. Il progetto fu nuovamente di Baccio Pontelli e rappresenta un importante esempio di architettura militare rinascimentale, comprendendo un circuito perimetrale di casematte (ovvero camere da sparo), tre torrioni, un rivellino e un fossato circostante. Nel 1800 durante i papati di Pio VII e Pio IX il castello ospitò i prigionieri destinati ai lavori forzati che effettuarono gli scavi archeologici della Ostia antica. Attualmente è visitabile ogni sabato e domenica.

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Le riprese aeree e quelle effettuate nel cortile riguardano invece il Castello Orsini-Odescalchi di Bracciano, situato a pochi chilometri da Roma. La sua costruzione iniziò nel 1470 su ordine di Napoleone Orsini con un progetto di Francesco di Giorgio Martini e terminò nel 1485 sotto il figlio Gentile Virginio. Nel corso degli anni il castello ha subito diverse trasformazioni dovute alla sua posizione strategica tra terra e mare, rimanendo spesso al centro di contese tra le casate romane, come nel caso dei Colonna e dei Borgia. Ad esempio nel 1496 Papa Alessandro VI Borgia arrivò a sequestrarlo a causa del suo grande risentimento verso la famiglia degli Orsini. Con la fine del pontificato del Borgia, la famiglia Orsini ne riacquisì la proprietà proseguendone l’abbellimento e l’ampliamento, fino al 1679 quando alla loro dinastia subentrò quella degli Odescalchi, un cui membro divenne Papa col nome di Innocenzo IX. È aperto al pubblico dal 1952 ed oggi rappresenta un’ambita sede per matrimoni, ricevimenti, eventi culturali e sede di riprese cinematografiche come appunto nel caso di Poveri ma ricchissimi. Nelle sue sale si sono celebrate le nozze di coppie glamour come Tom Hanks e Katie Holmes, Eros Ramazzotti e Michelle Hunziker e Martin Scorsese e Isabella Rossellini. Tutte coppie però i cui matrimoni finirono, generando la leggenda secondo la quale il castello porti sfortuna alle celebrities che lo scelgono come luogo dove sposarsi.

Gli interni del “Castello di Torresecca” in Poveri ma ricchissimi

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Le riprese interne sono invece state girate nel Castello di Tor Crescenza, situato nella zona di Grottarossa a Roma, a pochi minuti da Ponte Milvio. La torre risale all’XI secolo, posta a vedetta della campagna romana circostante. Nei secoli successivi vennero costruiti diversi edifici collegati fino a quando la struttura assunse nel XVI secolo le caratteristiche di un vero e proprio castello rinascimentale con torri merlate, un ingresso ad arco a tutto sesto collegato attraverso un ponte levatoio sul fossato circostante. Al suo interno il castello racchiude numerose opere d’arte, statue, fontane e affreschi di grande valore e fascino. Gli interni sono arredati in maniera raffinata con pavimenti in marmo lucido e i dipinti nelle sale, realizzati con la tecnica del tromp d’oeil, raffigurano la storia e le scene di vita degli antichi proprietari. Oggi è principalmente adibito a sede di eventi esclusivi, ma è anche possibile visitarlo su prenotazione con una guida.

Quali sono i cibi tipici che si possono gustare a Ostia Antica e dintorni?

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La famiglia dei Tucci in Poveri ma ricchissimi ha un sogno: aprire una rosticceria di supplì. Lo realizzerà alla fine del film, una volta tornati a condizioni umili, divenendo meta del turismo internazionale per i migliori supplì d’Italia. Il supplì è una pietanza tipica della cucina romana risalente alla metà dell’Ottocento, una sorta di polpetta allungata dalla forma cilindrica, fatta con riso condito con sugo di ragù e pecorino arrotolato nella mozzarella. Ma molti altri sono i prodotti e i piatti tipici della cucina romana, che si possono trovare a Ostia e nelle zone limitrofe. Essendo una frazione litoranea gode di un turismo costante nel corso dell’anno, offrendo pietanze che spaziano dalla terra al mare.

Leggi la ricetta per preparare i supplì della famiglia Tucci

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In un tour ostiense non possono mancare primi piatti come la carbonara, le fettuccine alla romana, realizzate con ingredienti poveri come funghi, rigaglie di pollo e pomodori, i bucatini all’amatriciana con pomodoro, guanciale e pecorino, la gricia versione dell’amatriciana senza pomodoro, o la semplice cacio e pepe, e gli gnocchi alla romana, fatti col semolino cotto nel latte.

Tra le carni troviamo l’abbacchio a scottadito, a base di carne d’agnello, i saltinbocca alla romana, fettine di vitello con burro e olio, la coda alla vaccinara, fatta con code di bovini, e le trippe alla romana, simbolo della cucina povera laziale con guanciale e mentuccia.

Per quanto riguarda i piatti a base di pesce troviamo invece i filetti di baccalà, spesso fritti nella pastella o fatti col sugo, le alici marinate e le telline, delicati molluschi del litorale romano.

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Tra le verdure sono poi imperdibili i carciofi alla romana, preparati con erbette aromatiche, o alla giudia, una variante fritta. Inoltre troviamo la cicoria e le puntarelle, perfette per ottime insalate.

Infine tra i dessert non si può resistere al maritozzo, un panino dolce con pinoli, uvetta e arancia candita contornato da un’immancabile aggiunta di panna montata fresca, e al pangiallo, dolce con miele, frutta secca e fichi, tipico in particolare del periodo natalizio.

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