Il postino: l’isola di Procida e le location del film

Diretto da Michael Radford e Massimo Troisi, Il postino trova gran parte della sua forza evocativa nella bellezza del paesaggio dell'isola di Procida.

Le onde che si succedono una dopo l’altra lentamente, perpetuamente. Le scogliere bianche a strapiombo sul mare sulle quale salire per alzare gli occhi e guardare il cielo. Le case dei pescatori che giocano a nascondino tra le rocce di Procida. E il mare che si estende verso l’infinito, a perdita d’occhio. Ambientato in queste onde e in queste scogliere, in questo mare e in queste case, Il postino trova la sua poesia nella semplicità dei luoghi da sogno in cui la vicenda narrata viene messa in scena, nella bellezza dei paesaggi idilliaci che vengono mostrati allo spettatore.

Il postino: quando l’Isla Negra cilena trasmutò nell’italica Procida

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Liberamente ispirato da Il postino di Neruda (Ardiente paciencia), romanzo firmato dal cileno Antonio Skàrmeta, Il postino è il racconto di un’estate, di un incontro, di due esistenze  – quella di un Pablo Neruda in esilio e di un semplice postino, Mario Ruoppolo – che, all’apparenza inconciliabili, si intersecano, trovando nella poesia un punto di contatto.

Pur mantenendo il potente carattere poetico ed evocativo del libro da cui è stato tratto, il film, diretto nel 1994 da Michael Radford e da un non accreditato Massimo Troisi, presenta numerose differenze rispetto allo scritto di Skàrmeta: cambiano le parole dei personaggi e il finale stesso, così come varia completamente anche il contesto storico (la vicenda è, infatti, ambientata nel 1952, più di un decennio prima del periodo scelto dal romanziere). Tuttavia, la differenza più grande può essere riscontrata nell’ambientazione.

Abbandonando l’Isla Negra – il villaggio cileno che, posto a più di un’ora di viaggio da Valparaiso, aveva ospitato la narrazione di Il postino di Neruda, il villaggio cileno in cui Pablo Neruda aveva effettivamente trovato la pace tanto agognata, in cui il poeta aveva trovato l’ispirazione tra la semplicità degli abitanti e la verginale bellezza del luogo –, Michael Radford decide di ambientare la storia nei territori incontaminati del golfo di Napoli, vicino a Ischia, scegliendo località che erano accumunate al territorio cileno a causa di svariate caratteristiche.

L’ultimo film interpretato da un magistrale Massimo Troisi – che morì prematuramente 12 ore dopo la fine delle riprese a causa di complicazioni cardiache – fu ambientato, quindi, in quattro principali località della penisola italica.

Il postino e le spettacolari location di Procida

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Sono quattro i luoghi dell’isola di Procida in cui Radford e Troisi decisero di ambientare la pellicola, premiata durante la celeberrima notte degli Oscar come Miglior colonna sonora: la locanda del postino e il paesaggio collinare, Marina Corricella e la spiaggia di Pozzo Vecchio, conosciuta anche con il nome de “la spiaggia del postino”.

La maggior parte del film è stata girata presso la località di Marina di Corricella, villaggio di pescatori dalle bianche vie strette e dalle case color pastello in pieno contrasto con il blu brillante dell’infinita distesa marina, dove si può raggiungere la locanda del postino – ovvero il bar della bella Beatrice, interpretata da una giovane ed affascinante Maria Grazia Cucinotta – e il porto, chiuso ai visitatori per mantenere la tranquillità della routine degli abitanti dell’isola.

La locanda, in particolare, è collocata in via Marina di Corricella, presso il civico 43. Bisogna però prepararsi per evitare di restare delusi una volta entrati all’interno del locale: gli interni tipici degli anni ’50, infatti, non sono originali, ma furono interamente ricostruiti negli studi di Cinecittà a Roma.

Abbandonando Marina di Coricella, si raggiunge Pollara di Salina, luogo scelto per le riprese naturali a causa della immacolata bellezza dei suoi paesaggi. Incastonata tra l’alta parete rocciosa a strapiombo sul mare e la distesa azzurra, la spiaggia di Pollara è il gioiello che ospitò le lunghe chiacchierate dei protagonisti del film, dove Neruda e il postino parlarono di Beatrice, di Dante e di poesia, dove Troisi e Noiret lanciarono i ciottoli. Sempre a Pollara di Salina troviamo la Casa Rossa, all’interno della quale il Neruda cinematografico ballava e scriveva le sue poesie.

Se nella Casa Rossa il poeta trovava l’ispirazione poetica di cui necessitava, Troisi e Radford trovarono la loro ispirazione cinematografica nei paesaggi di Procida, paesaggi in grado di suscitare, come disse l’attore protagonista, “le emozioni giuste attraverso i suoi posti e la sua gente“.