Se Confusi e Felici potesse prescindere dalla sua natura filmica e snodarsi su altri pianeti della conoscenza umana, atterrerebbe senz’altro sul pianeta culinario, distinto eppur complice a quello della psiche.

La pellicola di Massimiliano Bruno sembra proprio plasmare le caratteristiche umane con le abitudini enogastronomiche. Cosa sono infatti i cibi se non la proiezione più vera di ciò che siamo? Essi rappresentano tradizioni, condizioni o semplicemente bisogni; sono i fantasmi della nostra memoria, da condividere con gli altri per smorzare i ricordi.
Il regista di Viva l’Italia e Nessuno mi può giudicare crea quadri pellicolari in cui le pietanze sono in bilico tra la rappresentazione più classica di un atto di cortesia o un punto d’incontro.
Vediamoli insieme!
La prima scena nella quale appare del cibo è di fatto un invadente product placement della patata Selenella, sovrastata dalla voce di Marcello (Claudio Bisio) che, in una conversazione con la figlia, titolare di un ristorante, consiglia il Nosiola al posto del Pinot.
Il Nosiola è un vitigno autoctono della Valle dei Laghi che, a causa della scarsa produttività stava per essere abbandonato dai viticoltori. Sopravvissuto alla grande regala, oltre al vin santo, un vino bianco secco e dal sapore delicato, con una spunta di amarognolo.

Andando avanti nella pellicola noterete che quasi tutte le ricette si associano a Pasquale: un quarantenne mammone, che ha perfino il coraggio di invitare una ragazza (per la prima volta) a cena a casa della madre perché “era giovedì aveva fatto i gnocchi, che glieli lasciavo là?!”
È lo stesso che, dinnanzi alla frustrazione chiama immediatamente la madre per dirle di fargli trovare “un secchio di patate fritte”.

Sempre lui porta allo psicanalista, come segno di riconoscenza, gli involtini di maiale fritti nella sugna con lardo di Colonnata. Ecco la ricetta.

Ingredienti per 4 persone:

– 8 fettine di lonza di maiale tagliata sottile
– 100 g di lardo di Colonnata
– 8 fettine di provola
– 1 carota tritata
– 1 cipolla tritata
– 1 costa di sedano tritata
– 8 foglie di salvia
– Trito di erbe aromatiche
– Sugna (ossia lo strutto) o in alternativa l’olio extravergine d’oliva
– sale e pepe q.b.
– un bicchiere di vino bianco secco.

Preparazione:

– Ungete una padella spalmando la sugna o con un filo d’olio e fate soffriggere il trito di carota, cipolla e sedano;
– Battete delicatamente le fette di lonza con un batticarne, disponendole su un tagliere e proteggendole con la pellicola;
– Insaporite la carne con sale e pepe e adagiate sopra ogni fetta di lonza una fetta di provola, una di lardo e una foglia di salvia;
– Arrotolate la carne su se stessa e fissatela per mezzo di uno stuzzicadenti;
– Spolverate con un trito di erbe aromatiche;
– Cuocete a fiamma bassa e sfumate con un buon vino bianco.

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