Anna May Wong, cinematographe.it

Anna May Wong, icona e simbolo della comunità cinese in America, della lotta contro il classismo della società e del mondo del lavoro e una delle precorritrici della figura della donna moderna, è stata la prima attrice di origine cinese a divenire una star del cinema americano. Colpevolmente snobbata per tanti (troppi) anni dopo la sua morte e riscoperta solo all’inizio degli anni 2000, quando la critica rilegge la sua carriera, riconoscendole non solo una forza e un coraggio fuori dal comune, ma anche il merito di aver posto, con il senno di poi, un tassello fondamentale nella lotta contro il pregiudizio e per la parità dei diritti nell’industria cinematografica.

Oggi, 22 gennaio 2020, Google la ricorda con un doodle  a lei dedicato. Noi di Cinematographe la ricordiamo ripercorrendo la sua vita e la sua carriera.

Anna May Wong: il debutto nel mondo del cinema americano

Toll of the Sea, cinematographe.it

Anna May Wong nasce come Wong Liu Tsong il 3 gennaio del 1905 a Los Angeles, nei pressi di Chinatown, nel difficile contesto della comunità cinese nell’America di quegli anni, soggetta a numerosi esempi di discriminazioni, violenze, abusi ed umiliazioni di natura razziale, da genitori poveri (la famiglia Wong gestiva all’epoca una lavanderia) e molto conservatori, legati alle proprie radici e rispettosissimi delle tradizioni. Tutti ostacoli importanti per una ragazza con il sogno di diventare una star del cinema, poiché, oltre a dover lottare contro una società che le è contro in quanto sino-americana e in quanto donna, dovrà ribellarsi alla sua famiglia, assolutamente contraria alla sua scelta di vita.

Eppure, nonostante tutti gli ostacoli, già a 14 anni la giovanissima Wong comincia a ritagliarsi dei primi piccoli ruoli nel cinema muto dell’epoca, pensiamo a The Red Lantern (1919) con Alla Nazimova, fino ad ottenere, ad appena 17 anni, il suo primo ruolo importante in The Toll of the Sea (1922), uno dei primissimi film a colori della storia. Questa partecipazione in particolare, seguita da quella ne Il ladro di Bagdad (1924) con Douglas Fairbanks, la consacrano come una celebrità dentro e fuori gli Stati Uniti e un punto di riferimento per la comunità sino-americana.

Tuttavia, la grande fama conquistatasi in così giovane età non è accompagnata da un degno riconoscimento nell’industria cinematografica americana, all’interno della quale la Wong riusce, nel corso degli anni, ad ottenere solo ruoli di secondo piano, prettamente stereotipati e imprigionati ad un evidente e nauseante esotismo. Dopo il film con Fairbanks, infatti, l’attrice interpreta un’eschimese in The Alaskan (1924); Tiger Lily, la capo-tribù indiana, in Peter Pan (1924) e una seduttrice orientale in Forty Winks (1925).

Motivo per cui, verso la fine degli anni ’20, l’attrice decide di spostarsi in Europa.

Anna May Wong: in viaggio tra i Continenti

Shanghai express, cinematographe.it

Nella prima metà degli anni ’30, Anna comincia a viaggiare tra Usa ed Europa, comparendo in diversi film, tra cui Shanghai Express (1932) di Josef von Sternberg accanto ad un’istituzione come Marlene Dietrich. Ma, nonostante l’importanza dei suoi ruoli e la grande bravura che accompagna le sue interpretazioni, la donna continua a pagare lo scotto della sua etnia, non ricevendo mai lo stesso trattamento delle altre sue colleghe, né in termini di considerazione né di retribuzione.

Due dei casi più importanti sono il riscontro pesantemente negativo della critica del film The Flame of Love, nel quale la Wong riesce a destreggiarsi brillantemente addirittura tra tre lingue diverse e, soprattutto, lo snobismo della Metro-Goldwyn-Mayer, che non la prende neanche in considerazione per il ruolo da protagonista ne La buona terra del 1935, tratto dall’omonimo romanzo di Pearl S. Buck. La parte verrà poi affidata all’attrice tedesca Luise Rainer, grazie alla quale vincerà addirittura l’Oscar.

Anna decide allora di partire per la Cina, in un viaggio di un anno alla scoperta delle sue origini e al suo ritorno, verso la fine anni ’30, compare in numerosi B movie della Paramount Pictures, progetti di minore importanza, ma con dei ruoli finalmente all’altezza del suo talento, privi degli stereotipi degli anni precedenti.

Si arriva così alla Seconda Guerra Mondiale, durante la quale l’attrice si impegna con molte iniziative e notevole sostegno economico a favore della causa cinese contro il Giappone. Diviene poi, negli anni ’50, la prima donna di origine asiatica star di un programma televisivo con la serie The Gallery of Madame Liu-Tsong. Muore giovanissima, a 56 anni, per un attacco cardiaco, nel 1961.

Una diva fuori dagli schemi

Anna May Wong, cinematographe.it

Anna May Wong fu una figura fondamentale per la comunità sino-americana e per la lotta per i pari diritti in mondo classista come era quello del cinema e della società americana dell’epoca.

Ma quello che l’ha resa davvero immortale fu il suo stile inconfondibile. Un’eleganza e una grazia che l’hanno distinta anche nei ruoli che suo malgrado è stata costretta ad interpretare, nei quali brillava non solo per la bellezza, ma anche per il carisma e la freschezza con i quali appariva sullo schermo, riuscendo a divenire anche un modello di moda nelle immagini in cui veste capi tradizionali della cultura cinese.

Una bellezza moderna, una donna forte e intelligente, un’attrice dalle indubbie qualità, dotata talento espressivo in grado di farla eccellere nei suoi ruoli nel cinema muto e una presenza sulla scena che monopolizzava l’attenzione degli spettatori.

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