Yucatán: recensione della commedia Netflix

Una commedia godibile anche grazie alla commistione di generi che la caratterizza.

Yucatán è una commedia Netflix di Daniel Monzón, interpretata da Luis Tosar, Rodrigo de la Serna, Joan Pera, Stephanie Cayo, Toni Acosta e Adrian Nunez.
Lucas e Clayderman sono due truffatori professionisti il cui lavoro è derubare turisti ignari sulle navi da crociera di lusso. I due rivali, una volta partner nel lavoro, sono stati divisi, oltre che da questioni lavorative, dal fatto di essersi invaghiti della stessa donna, Verónica (Stephanie Cayo). Veronica è la star dello show che si tiene sulla nave ma è anche l’esca di ogni loro truffa. Tutti e tre finiscono per lavorare sulla stessa crociera di lusso, girando intorno ad un uomo: un signore anziano, Antonio (Joan Pera), un umile fornaio che ha appena vinto la lotteria.
Quando entrambi gli uomini si rendono conto di essere interessati a derubare la stessa persona, tra loro scatta una competizione furtiva e concitata che li porta a doversi ingegnare per realizzare un piano per imbrogliarlo usando una serie di trucchi e metodi molto sottili. Tuttavia, un enorme ostacolo si crea tra i truffatori e i milioni: i generi di Antonio. Dopotutto vogliono anche loro mettere le mani sui soldi della lotteria.

Yucatán: la commedia Netflix di Daniel Monzón

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Una cosa è certa: dove ci sono un sacco di soldi ci sono sempre persone malvagie che vogliono ottenerli, in un modo o nell’altro. Yucatán, commedia Netflix di Daniel Monzón, racconta la storia di una truffa, anzi di tante truffe concatenate. L’intera trama si concentra sulla competizione che si crea tra due ladri che oltre al denaro competono per conquistare il cuore di Veronica.

Girato su una vera nave da crociera, durante un vero e proprio viaggio di tre settimane, la commedia spagnola Yucatán fa un buon uso delle sue location e delle attraenti atmosfere paradisiache che tocca lungo il tragitto: il film infatti è stata girato in tre continenti e in sei luoghi diversi ovvero Messico, Brasile, Isole Canarie, Marocco, Madrid e Barcellona.

La commedia, oltre che intrattenere lo spettatore con ambientazioni piacevoli e allettanti, riesce a convincere e divertire grazie agli intrighi e alle situazioni ingannevoli finalizzate a raggirare e derubare gli ospiti benestanti. Nonostante la trama tenda a diventare spesso drammatica e nostalgica, il tono scherzoso e innocuo della pellicola riesce sempre ad avere la meglio, offrendo momenti esilaranti e gag all’interno di una cornice goliardica e avventurosa.

Yucatán è una commedia piacevole e divertente

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Il film di Daniel Monzón trattiene dentro di sé diversi generi e registri che riescono a coesistere, ovvero commedia, musical, dramma e avventura: ognuno di questi impreziosisce la narrazione e la storia, che acquisisce una godibilità completa e soddisfacente.

La pellicola, che trae un’evidente ispirazione dai vecchi film di Hollywood, non a caso riprende molto della sua natura e della sua trama da Lady Eva, film del 1941 scritto e diretto da Preston Sturges, con Barbara Stanwyck, Henry Fonda e Charles Coburn; inoltre alcuni dei suoi intrecci sono molto presenti in un’altra commedia più recente, ovvero Tale Padre, film diretto da Lauren Miller Rogen con Kristen Bell e Kelsey Grammer.

Yucatán è una commedia piacevole e divertente che ha la particolarità di avere un palcoscenico mobile, peculiarità che rende questo film dinamico e sempre in evoluzione. In ultima analisi possiamo dire che questa commedia spagnola riesce ad intrattenere per due ore grazie alla qualità degli intrighi, dei raggiri e delle spassose messe in scena, un film che possiede anche una grande qualità artistica e tecnica, dal design ai costumi, e che riesce a mantenere l’interesse fino alla fine.

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3.5
Recitazione - 2.5
Sonoro - 2.5
Emozione - 3

3

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